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Vercelli, la capitale europea del riso


Vercelli, la capitale europea del riso

Vercelli, 20.10.2012, di Redazione 35

 

 

Circondata dalle risaie, Vercelli, 45.000 abitanti circa,  è un importante centro agricolo e commerciale del Piemonte orientale sulla sponda destra del fiume Sesia.

 

Il riso e le risaie hanno da sempre condizionato l’economia e gli stili di vita della città; se la cultura del riso è sempre stata quella preponderante, attorno ad essa sono sorte però negli anni anche altre attività: meccaniche, tessili, alimentari e chimiche.

 

L'intera zona che circonda la città è ricca di corsi d'acqua e canali che permettono una abbondante irrigazione del territorio, fondamentale per la coltivazione del riso.

 

Questo comporta anche un alto tassa di umidità in ogni stagione, con i disagi che questo ha comportato in ogni epoca, sia per i cittadini che per chi lavorava nelle risaie.


 

Le sue origini non sono note, forse di epoca celtica o gallica; il centro storico della città sorge sull'area di un luogo fortificato romano ed è delimitato da viali che corrono sul tracciato delle antiche mura, oltre le quali si sono sviluppati i quartieri moderni.

 

La sua posizione strategica per le vie di comunicazione dell’Impero, crocevia di strade verso i confini del nord e dell’ovest, fece sì che Vercelli assumesse un ruolo particolarmente importante, tanto da essere arricchita di strade lastricate, templi, bagni pubblici, anfiteatro ed importanti palazzi governativi.

 

In epoca medioevale Vercelli, una delle città sulla Via Francigena, quindi importante centro di commercio, traffici, dazi e pedaggi, fu al centro delle dispute tra il Papato, la città di Milano e l’impero longobardo e fu alleata della Lega Lombarda nella Battaglia di Legnano.

 

Nel  XIII secolo la città vide un fiorire di iniziative, come l’istituzione dell’Università e dell’Abbazia di Sant’Andrea oltre che, prima in Italia, l’abolizione dei servi della gleba.

 

Il Rinascimento portò a Vercelli il dominio dei Visconti prima e dei Savoia poi, che facendone una città-fortezza, ne bloccò di fatto l’espansione e lo sviluppo in chiave moderna, costringendola per oltre un secolo a mantenere la sua struttura medioevale.

 

La rinascita della città ricomincia dopo il 1950 quando viene introdotta la meccanizzazione nella lavorazione del riso, trasformando notevolmente anche il paesaggio immobile della campagna cittadina.

 

Vercelli, è una delle principali città d'arte del Piemonte con un ricco patrimonio artistico ed architettonico soprattutto di epoca medioevale, a cominciare dal suo Duomo di fattura neoclassica, iniziato alla fine del 1300 e terminato, tra ristrutturazioni e rifacimenti, solo cinque secoli dopo.

 

La duecentesca Basilica di Sant'Andrea, al contrario, è un autentico capolavoro, con un bellissimo chiostro e la severa Sala Capitolare; costruita in soli nove anni, gli elementi architettonici del romanico e del gotico ed influssi normanni e provenzali gli conferiscono eleganza ed armonia.

 

Anche la Chiesa di San Cristoforo è molto interessante, con opere pittoriche del '500 d’inestimabile valore; ma tutto il patrimonio ecclesiastico vercellese è notevole, con i suoi richiami al periodo medioevale ed al gotico.

 

Vercelli è anche sede di un'importante comunità ebraica, presente dal 1450 circa; la loro presenza è caratterizzata dalla grande Sinagoga con una particolare facciata a bande bicolore in pietra arenaria.

 

 

Molte le piazze cittadine che richiamano anch’esse l’architettura medioevale, con i palazzi porticati attorno agli ampi spazi, come Piazza Cavour, cuore della città, con la Torre dell’Angelo, o la trapezoidale Piazza dei pesci, sede del l’antico “Broletto” e del mercato del grano.

 

Numerose sono le torri civili che danno un profilo turrito alla città; attraverso di esse la nobiltà ostentava  il potere dinastico: oltre alla Torre dell'Angelo, la duecentesca Torre Comunale, la Torre Avogadro o di S. Marco, la Torre dei Vialardi, elegante e semplice e la quattrocentesca  Torre dei Tizzoni.

 

 

Non c’è medioevo se non c’è un castello, ed ecco infatti il Castello Visconteo; edificato nel 1290 grazie alla volontà di Matteo I Visconti, ed ha più la caratteristica della dimora signorile rinascimentale atta a rappresentare la potenza politica del signore che non la funzione di fortezza militare.

 

Il riso è comunque rimasto nei secoli il punto focale dell’economia vercellese; il lavoro delle sue mondine è celebrato con libri, poesie, film e sceneggiati televisivi; oggi la città ospita anche la Stazione Sperimentale di Risicoltura  e la Borsa del Riso più importante d'Italia.

 

 

La gastronomia locale non potrebbe prescindere dal prodotto tipico locale; tra i tanti piatti che è possibile ordinare nei locali di Vercelli e dei suoi dintorni, la “Panissa”, un risotto con “salamino della duja”  cioè sotto grasso, lardo e fagioli di Saluggia, anche questi un prodotto tipico della pianura vercellese.

 

Vercelli ha anche un altro prodotto tutto suo, introvabile altrove: i “Bicciolani”, ottocenteschi biscotti di pastafrolla cui viene mescolata una miscela più o meno segreta di di aromi, come cannella, garofano, vaniglia, macis, zenzero, coriandolo e chissà cos’altro.

 

Prodotto tipico: Fagiolo di Saluggia