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In Germania si mangia italiano: intervista a Lorella Del Grosso, manager di Ciao Italia e fondatrice di SRP Professionisti


In Germania si mangia italiano: intervista a Lorella Del Grosso, manager di Ciao Italia e fondatrice di SRP Professionisti

Italia, 20.12.2008, di Redazione 3


La sua presenza al recente Congresso di Ciao Italia Germania (Associazione dei Ristoratori Italiani nel Mondo) non è stata di quelle che passano inosservate.

“A Darmstadt, sede del Congresso, una schiacciante presenza “maschilista” è convinta di detenere il potere della cucina ed il sapere della conoscenza dei prodotti eno – gastronomici. Ritiene inoltre di declinare perfettamente il gusto in tutti i cinque sensi”. Queste le prime parole di Lorella che certamente denotano un profondo malessere dovuto alle difficoltà di conquistare, in Italia, spazi lavorativi gratificanti in una società, mentalmente vecchia, "dove giovani e donne sono nei fatti emarginati: i primi perché non ancora maturi (anche a 50 anni) e le seconde perché…. non capiscono!"

Il ruolo del manager Lorella Del Grosso nel Congresso dei Ristoratori Italiani di Germania è stato, con le dovute proporzioni, differenze e chi più ne ha più ne metta, simile a quello che svolge Gianni Letta nell’arena politica del nostro Paese.

Lorella, anche lei abruzzese come Letta, ha magistralmente, con la sua duplice veste di SRP PROFESSIONISTI e di collaboratrice di Bartolo Ciccardini, Presidente di Ciao Italia Mondo, svolto il compito di raccordo tra le diverse professioni del business legato alla ristorazione.

Senza forzature, senza prevaricazione (dote esclusivamente maschile), sono intenzionata a far convivere, in una stessa organizzazione paritetica, i Ristoratori Italiani all’estero, i Produttori delle eccellenze italiane, gli Importatori e gli operatori, gli enti e i rappresentanti delle Istituzioni del settore Turistico e della cultura del nostro bel Paese. Ogni soggetto deve mantenere la sua specificità, la propria professionalità, ma deve anche costituire un anello di una catena chiusa che aiuta a crescere il business di tutti accrescendo il proprio. Più settori crescono e più si avvantaggia il bel Paese e gli italiani.”

A questo punto dell’intervista Lorella concede un pizzico della sua femminilità mista ad ironia, intonando:

“Noi siamo nati in un dolce Paese / Dove chi sbaglia non paga le spese / Dove chi grida più forte ha ragione /…In questo dolce e beato Paese / Vive la gente più antica del mondo / E con due soldi di pane e speranza / Beve un bicchiere e tira a campà”

Strofe di una canzone, di Sergio Endrigo, che suona come un’ironica ed amara denuncia dei difetti italiani.

“Gli italiani non sono capaci di fare squadra e purtroppo i loro governanti non li aiutano….sono anch’essi profondamente italiani, nei difetti.”

“Certamente l’idea di semplificare le rappresentanze, esaltare il comune denominatore di più interessi, mettere a disposizione di tutti le singole risorse, unificare le forze per uno stesso obiettivo di business, non sembra una grande idea. Le idee semplici per risolvere, o meglio per contribuire a portare a soluzione i grandi problemi, non appagano l’orgoglio e la prosopopea degli specialisti. Molto più appagante è, ad esempio, dire ad Agosto, con il petrolio a quota 150 euro al barile, che presto arriverà oltre quota 200, piuttosto che riconoscere a Novembre, con il petrolio sotto i 50 euro al barile, che l’economia non è una scienza esatta”.

Vediamo di mettere un po’ d’ordine a questa intervista perché mi sembra che stia procedendo come un fiume in piena.
Dal tema del “ragazzino lasciaci lavorare!” che denuncia una società in cui maschi ed anziani non danno spazio e credito a giovani e donne, e gli esclusi “ tirano a campà, tanto c’è il sole e il mare blu”, siamo passati alla crisi delle economie di tutti i Paesi del mondo con una chiara messa sotto accusa degli economisti.

“Ha ragione. Le colpe hanno sempre nomi e cognomi. Non sono degli studiosi o degli specialisti, ma dei governanti di questa società mondiale che non sanno, con G7 poi G8 ed ora G20, (ma manca il salvifico Obama! tana libera tutti), dare ricette valide alla soluzione di problemi che essi stessi hanno contribuito a determinare. Le loro soluzioni spaziano da “immettiamo liquidità nel sistema” (diamo da bere al cavallo), abbassiamo le tasse a cittadini ed imprese (ma poi dove troviamo i soldi?), ad investiamo in infrastrutture e ricerca per assicurarci un futuro migliore (se nel frattempo il cavallo non muore di sete e di fame); ancora salviamo le imprese in crisi con interventi pubblici superando l’economia di mercato (ma solo, ecco l’alibi, in via transitoria), o anche consentiamo l’aumento del debito pubblico allentando i vincoli imposti dai parametri di Maastricht.

Tante ricette, tutte in parte valide, ma la soluzione, a mio parere, è una sola: lavoriamo insieme, lavoriamo di più, prima lavoriamo poi spendiamo, eliminiamo gli sprechi, il superfluo ed impegniamoci in lavori produttivi. Non mi piace la ricetta, anche se dispiacerà a molti, di incentivare i regali di Natale elargendo, una tantum, un po’ di soldi. Non parcellizziamo il lavoro; le catene di montaggio sono un retaggio del passato, oggi il prodotto finito nasce nell’isola. E come sempre il bello è proprio delle piccole e medie isole, o meglio fuori di metafora, delle piccole e medie imprese.”

Ci faccia capire di più. Cosa chiede e a chi?

“Il Congresso di Darmstadt, a seguito di un dibattito che ha coinvolto ristoratori, produttori eno-gastronomici italiani, giornalisti, mass media, opinion leader, importatori e distributori, operatori turistici, è pervenuto alla conclusione che l’Italia si deve presentare nel mercato estero come un soggetto unico sfruttando i suoi avamposti presenti nel mondo, la grande Impresa e i Ristoranti Italiani. Alle amministrazioni governative, a tutti i livelli, governo centrale, regionale, provinciale, comunale, non si richiedono dispersione di risorse sostenendo iniziative settoriali, bensì un’intelligente opera di sostegno all’unione delle rappresentanze.

Non è più tempo, e gli stessi partiti lo hanno dimostrato nelle ultime elezioni politiche italiane, di rappresentanze di categoria. Questo si chiede nella fattispecie al Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla ai quali è stato richiesto un incontro, ancora senza risposta, per discutere insieme le modalità di una collaborazione. Chiediamo a loro un’azione propulsiva a riguardo che, discendendo dall’autorevolezza del mandato ricevuto dai cittadini, agevoli ed acceleri il processo d’aggregazione che viene dai Ristoratori Italiani in Germania.”

Auguri Lorella Del Grosso e per finire come pensa di risolvere l’ostracismo della società verso le donne in carriera?

“Siamo in presenza di un problema atavico che investe la cultura di un popolo e che è destinato ad aggravarsi in una società dove è in costante aumento l’apporto di usi, costumi e fattori religiosi di persone provenienti da Paesi dove la donna è vista in una posizione decisamente subordinata. La crisi economica che attraversiamo potrebbe essere un’opportunità di riscatto, anche se, almeno nel breve periodo, si farà sentire proprio sui più deboli. La nostra società, con i suoi modelli deviati, ci propone quotidianamente stili di vita e di comportamenti che esaltano, come fattore di successo, gli aspetti esteriori della donna. E’ la donna oggetto che c’è proposta o la donna come appendice e strumento del maschio. Le eccezioni, che pur si riscontrano in tutti i campi delle attività lavorative, non riescono a soppiantare la forza degli esempi negativi, largamente maggioritari.

S’intuiscono quindi su quali strumenti agire e purtroppo questi strumenti non sono oggi governati dalle donne. Ci vorrebbe, mi si consenta un esempio dissacrante, un Barack Obama donna in Italia che, come lui ha ricevuto il consenso maggioritario di “bianchi e neri”, ricevesse il sostegno di un movimento di uomini e donne insieme per uno stesso obiettivo: la crescita della società.”