L’altra Venezia: Laguna Veneta e Cavallino


Stefano Bugamelli


Venezia, indicata dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità, è la città più visitata al mondo, la sua bellezza architettonica, che fa intendere una cultura che non l’ha mai abbandonata, ha attratto 28 milioni di turisti nei primi otto mesi del 2014; i numerosissimi canali che l’attraversano, percorsi da gondole e traghetti hanno un fascino ineguagliabile per chiunque.

 

Mentre del capoluogo della regione Veneto si parla e ovunque, meno si conosce un’altra Venezia “diversamente romantica”, ma fortemente complementare e apprezzata da chi predilige una maggiore intimità; si tratta della Laguna Veneta, compresa fra le foci dei fiumi Piave e Brenta, che circonda Venezia e l’avvolge, come a proteggerla.

 

Il litorale si presenta come due bracci naturali, lunghi almeno dieci chilometri ognuno, con un’apertura centrale sul Mare Adriatico che consente il passaggio di navi e altre imbarcazioni.


 

All’interno di questo bacino, dove l’acqua dolce dei fiumi si mescola a quella salata del mare, si trova una natura vera, delicata, ricca di fauna e flora estremamente variegate; il modo migliore per apprezzarla è quella di fare escursioni con barche che si possono trovare facilmente a noleggio.

 

Con queste piccole imbarcazioni è possibile entrare nelle oasi naturalistiche, scendere per passeggiare nelle barene e nelle isole, alcune delle quali sono abitate, e visitare i suggestivi “Casoni”, le antiche abitazioni stagionali costruite con paglia, canne e argilla che ora sono utilizzate come basi per la pesca individuale o per incontri e pranzi di pesce fra amici.

 

Gli amanti della contemplazione, della fotografia, del birdwatching, ricorderanno per sempre le emozioni date dal rumore delle acque, dai guizzi dei pesci, dal canto degli uccelli e degli eleganti trampolieri, dalle brezze, dai colori riposanti della vegetazione.

 

Gli amanti delle situazioni più sportive possono fare cicloturismo lungo i litorali e nell’entroterra dove sono presenti circuiti sicuri fra bei panorami.

 

Il litorale di Cavallino Treporti ha molti motivi di interesse: è una lunga lingua di terra dove si coltivano frutta e ortaggi di notevole pregio e qualità per via del terreno salino, ci si dedica alla pesca di mare e di laguna e si producono alimenti tipici dell’entroterra come carni fresche, salumi e formaggi, vini, Grappe​.

 

L’ospitalità turistica nell’area di Cavallino è più contemplativa, più elitaria rispetto a quella della popolatissima e vicina Marina di Jesolo che si si propone a chi preferisce discoteca, happy hour, shopping e tintarella.

 

Le larghe spiagge di Cavallino e l’accoglienza degli alberghi, dei bellissimi villaggi turistici inseriti in fitte pinete sono una forte attrazione per turisti stranieri; l’esempio più eloquente è rappresentato dal Park Resort Hotel Union Lido, preferito dalla clientela tedesca e nordeuropea per la sua perfetta organizzazione.

 

Questo villaggio è inserito in una grande pineta e possiede una spiaggia privata lunga 1000 m.

 

E’ capace di ospitare senza sovraffollamento ben 15.000 persone contemporaneamente in albergo, casemobili, roulotte, tende, piazzole; dispone di 8 punti di ristorazione, 11 buffet, 20 negozi, 2 supermercati, aree wellness, piscine, grandi spazi per le attività sportive e ricreative, offre inoltre ottimi servizi e una raffinata animazione; il villaggio è attrezzatissimo per i diversamente abili.

 

Il litorale di Cavallino-Treporti ha ottenuto ininterrottamente dal 2006 il riconoscimento internazionale della Bandiera Blu, a testimonianza di acque e spiagge pulite, qualità dei servizi ed esemplare smaltimento dei rifiuti.

 

A poca distanza dal litorale esterno, fino a poche centinaia di metri verso il mare aperto, in fondali prevalentemente sabbiosi si trovano, alla profondità dai 15 ai 40 metri, numerosissime Tegnùe, raggruppamenti rocciosi presenti solo in quest’area mediterranea, costruiti da organismi marini nati nel corso degli ultimi 4000 anni e che ora brulicano di crostacei, molluschi e molte varietà di pesci. La zona, sotto tutela biologica, è visitabile dai sub, ma è rigorosamente proibita la pesca.

 

Un altro elemento di notevole interesse storico, sono le “batterie”, di architettura militare; si tratta di una serie di vere e proprie fortezze (la prima costruita nel 1850, alcune all’inizio del 1900), il cui scopo era quello di proteggere la costa dal nemico austriaco.
​ ​Altre, ​sono state ​edificate dai tedeschi in occasione della seconda guerra mondiale​.

 

Le batterie erano munite di grossi cannoni. Si tratta di strutture equidistanti fra loro nate per controllare tutto il litorale verso il mare fino alla bocca d’accesso della Laguna Veneta.
Ora la Batteria Vettor Pisani è stata ristrutturata dal comune proprio in occasione del centenario della grande guerra e ospita concerti, eventi culturali e attività ludiche.

 

Da Punta Sabbioni, ogni mezzora, è garantito il traghetto da e per Venezia; sono solo di trenta minuti di viaggio per restare ancora un po’ in laguna e magari approfittare di un magico tramonto.



di Stefano Bugamelli




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