Italia Bella: Amatrice (Rieti)


Italia Bella


 

Poche città, non solo in Italia, si possono vantare di identificarsi con un'eccellenza gastronomica conosciuta in tutto il mondo come accade per Amatrice, in provincia di Rieti, nel Lazio, patria del sugo all'amatriciana; l’invenzione dell’amatriciana è frutto della tradizione gastronomica di una piccola cittadina laziale, Amatrice, appunto.

 

Chi non ha mangiato, infatti, una volta nella vita gli spaghetti all’amatriciana? Ben pochi, immagino, almeno nel mondo occidentale.

 

Piccolo borgo con meno di 3.000 abitanti, sede del polo agroalimentare del “Parco nazionale del Gran Sasso Monti della Laga”, Amatrice è situata al centro di una conca verdeggiante in cui scorre il fiume Tronto, al confine tra Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo, lungo la strada che collega il mar Adriatico ed il Mar Tirreno.

 

L’altopiano di Amatrice, alto meno di 1.000 metri slm, è circondato dai monti della Laga, le cui cime superano i 2.400 metri; monti costituiti per lo più di terreni marnosi ed arenarie che limitano le infiltrazioni di acqua piovana, rendendo il suolo fertile, verdeggiante e costantemente ricco d’acqua superficiale.

 

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I monti che circondano la conca sono coperti di boschi di cerri, castagni, pioppi e faggi montani, e sono ricchi dei tipici frutti del bosco e del sottobosco, oltre che di numerose specie animali.

 

La zona, proprio per queste sue caratteristiche, è stata abitata fin dalla preistoria, come dimostrano i numerosi reperti archeologici ritrovati, riguardanti diverse epoche; del resto la città ha seguito gli eventi che hanno caratterizzato tutta la storia del centro Italia fino ad oggi, conquistata, devastata, venduta da un potentato all’altro.

 

Nel tessuto urbano di Amatrice spiccano nel cielo la snella Torre civica del XIII secolo e le torri campanarie della chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata da un portale tardo gotico e dalla presenza di pregevoli affreschi quattrocenteschi; notevole anche la trecentesca chiesa di San Francesco con un portale gotico di marmo ed affreschi del XV secolo.

 

Qualche anno fa è stato realizzato il "Parco in Miniatura", un giardino della conoscenza, dove sono riprodotti in scala i monumenti, gli animali e l'intero territorio del "Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga".

 

Diversi gli eventi che vi vengono organizzati, per incentivare un turismo solitamente indirizzato verso i sentieri del Parco Nazionale, coinvolgendo meno Amatrice; tra questi una manifestazione dedicata alla “Transumanza” ed il Palio dei Somari e la Corsa degli Asini, con una sfilata di 500 figuranti in costume e l'elezione della "Dama delle Dame".

 

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Nella seguitissima gara ogni asino prende il nome di un sindaco, secondo una tradizione che rimanda alla cultura popolare, fra lazzi e schiamazzi del pubblico.

 

Non poteva mancare, naturalmente la "Sagra degli spaghetti all'amatriciana", una festa gastronomica che ad agosto richiama in paese un numero impressionante di visitatori e curiosi, certi di gustare il piatto cucinato secondo l’autentica ricetta tradizionale.

 

La tradizione gastronomica di Amatrice è profonda e consolidata; la città infatti ha fornito diversi cuochi per le cucine di diversi Pontefici.

 

Il sugo all’amatriciana, con il quale si condiscono non solo gli spaghetti, ma anche vermicelli , bucatini ed anche maccheroni, originariamente veniva preparato dai pastori con gli ingredienti a loro disposizione sulle montagne quando seguivano al pascolo le loro greggi, utilizzando guanciale a cubetti e pecorino; solo successivamente alla ricetta vennero aggiunti pomodoro e olio d'oliva.

 

Il piatto si diffuse prima su scala nazionale nell'ottocento quando molti amatriciani emigrarono a causa della crisi della pastorizia e successivamente varcò i confini per affermarsi in ogni parte del mondo, spesso però con varianti che ne hanno "contaminato" l'autenticità.

 

Un'altra specialità tipica di Amatrice sono gli “Gnocchi ricci” realizzati con acqua, uova e farina, a cui viene dato il caratteristico riccio schiacciandoli con le dita; un piatto tipico tramandato di generazione in generazione e considerato il piatto più antico della gastronomia amatriciana.

 

Amatrice mortadella-amatrice 

 

Anche la Mortadella di Amatrice ha la sua notorità, essendo tra i prodotti inseriti nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali; si tratta di un salume tondeggiante con un sapore intenso e leggermente piccante,, nel cui interno viene inserito un pezzo di lardo; questo prodotto di nicchia, ricercatissimo, viene realizzato nella zona da oltre tre secoli.




di Redazione 35




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