Italia Bella: Amandola (Fermo)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –  

 

Situata sulla sinistra del fiume Tenna, Amandola, 3.800 abitanti in provincia di Fermo, è uno dei centri più importanti del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

 

La città nacque attorno al 1250 dall'unione dei tre castelli di Agello, Leone e Marrubbione, che decisero di diventare un libero comune, con una fiorente industria della tessitura tra medioevo e rinascimento.

 

Situata in una posizione invidiabile, sopra una collina panoramica con alle spalle il massiccio dei Monti Sibillini, Amandola ha ancora oggi un centro storico che attesta la ricchezza del suo passato.

 

Amandola.jpg

 

Il borgo, a 550 metri slm., è adagiato sui colli dei tre originali castelli, Marrubbione, Castel Leone, Agello, mantenendone le tipiche architetture medioevali civili e religiose, con palazzi imponenti e sontuosi, vicoli nascosti, botteghe invitanti.

 

Tra le costruzioni religiose più significative ci sono la quattrocentesca chiesa di Sant'Agostino, caratterizzata da un portale gotico di ispirazione veneziana; San Francesco, altra chiesa romanico-gotica anche se rimaneggiata, con un portale e gli affreschi situati alla base del campanile.

 

Nella Piazza alta si trova il trecentesco Palazzo del Podestà, con la torre parzialmente ricostruita nel cinquecento ed il Palazzo del Popolo, trasformato in un convento di benedettine.

 

Ma nel borgo e nei suoi dintorni sono numerosi altri i luoghi di culto, come l’Abbazia di San Vincenzo e Anastasio, l’Abbazia di San Ruffino e Vitale, la Chiesa di San Bernardino e il Convento dei Cappuccini, la Chiesa di Santa Maria della Misericordia a Piè d'Agello, la Chiesa di San Pietro ed il Monastero di San Lorenzo, a testimoniare la secolare devozione della popolazione locale.

 

 Amandola--Chiesa_San_Vincenzo_ed_Anastasio_-_Esterno.jpg



L’artigianato, che è sempre stato fonte di ricchezza per il paese, anche oggi ha nella lavorazione del legno, nel restauro e nell'antiquariato del mobile, punte di eccellenza e d’importanza non solo provinciale e regionale.

 

Dopo il periodo delle emigrazioni del dopoguerra, oggi Amandola, già da diversi anni, si è caratterizzata come centro turistico montano con una efficiente ricettività, grazie anche all’istituzione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, che sta apportando un deciso incremento dei turisti amanti della natura, del bosco e delle escursioni.

 

Le montagne che la circondano hanno una ricchezza, il tartufo bianco dei Monti Sibillini, apprezzatissimo e profumatissimo, cui Amandola dedica anche una grande manifestazione autunnale che richiama gente da ogni dove, anche per apprezzare i buoni piatti della cucina locale.

 

Tra gli eventi, tanti, organizzati nel piccolo centro marchigiano, è rinomato quello della prima settimana di novembre, chiamato "Diamanti a tavola"; si tratta di una rassegna dei prodotti tipici del paese e delle zone circostanti con particolare attenzione proprio per il tartufo locale.

 

Amandola--Vincisgrassi-

 

Ogni occasione è buona per promuovere i prodotti tipici ed i piatti tradizionali amandoliani; la cucina è fatta di cose semplici e genuine, come le Crispelle; oppure i Vincisgrassi, che sono una variante locale delle lasagne al forno; generalmente sono condite con un ragù di carne e besciamella, ma le massaie più anziane le preparano ancora con rigaglie di pollo, animelle, midollo, cervella bovine ed una spruzzata di vino cotto.

 

Tra le specialità di Amandola troviamo anche la Fregnaccia, la rinomata pancetta al ciauscolo e la coppa maritata, una fetta di pane raffermo imbevuta nell'uovo sbattuto come per fare la frittata, e successivamente fritta in olio bollente, e mangiata calda.

 

La cicerchiata è invece un dolce tipico di carnevale fatto con l'impasto usato per fare la pasta all'uovo a cui viene aggiunta una spruzzata di mistrà, un liquore locale ottenuto dalla distillazione del vino e semi di anice.

 

Sono piccole palline fritte delle dimensioni dei ceci amalgamate in pentola con miele; il dolce viene fatto raffreddare dandogli la forma di una ciambella, a volte decorato con zuccherini colorati, e mangiato a fette.




di Redazione 35




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