Italia Bella: Spoleto (Perugia)


Italia Bella


 

Nella parte meridionale dell’Umbria, quasi al confine tra le sue due provincie, troviamo Spoleto, cittadina conosciuta universalmente anche come la “città dei Due mondi” per l’omonimo festival musicale internazionale che tra le sue mura viene organizzato da quasi sessant’anni, con i più grandi interpreti, e spettatori, da ogni parte del mondo.

 

Spoleto, 39.000 abitanti, da qualche anno anche patrimonio dell’Unesco, è una cittadina millenaria piena di fascino e di storia, attorniata da boschi secolari che nascondono antichi romitori che affascinarono tanto Michelangelo quanto Carducci e D’Annunzio, che, come tanti altri, ne hanno fatto oggetto di odi, opere pittoriche e più recentemente anche di set televisivi e cinematografici.

 

Contornata dai monti che delimitano la Valnerina, Spoleto, costruita ai piedi del Monteluco e del suo Bosco Sacro, una foresta di lecci secolari attraversato da numerosi sentieri escursionistici che collegano numerose località di interesse storico e naturalistico tra cui vari eremi francescani, è piena di reperti che ne ripercorrono la storia, in particolare risalenti alla dominazione romana, come il Teatro e la Casa romana, o l'Arco di Druso e Germanico, e quelli di epoca medioevale e rinascimentale.

 

Da quando attorno al IV secolo divenne sede episcopale si formò una solida organizzazione ecclesiastica, con la costruzione di chiese e monasteri in città, eremi e romitori nel contado e sui monti.

 

 Spoleto-Arco_di_Druso- 


Attorno al potere ecclesiastico fiorì comunque anche il potere delle famiglie nobiliari che facevano a gara per ostentare potere e ricchezza, con la costruzione di palazzi sontuosi, come il duecentesco Palazzo Comunale, Palazzo Racani Arroni, Villa Redenta, Palazzo Mauri, Palazzo Ancaiani, Palazzo Leti Sansi del Sec. XVI secolo e Palazzo Collicola di quello successivo; trecentesca è la Rocca Albornoziana che dall’alto domina sulla città.

 

Vi è inoltre Palazzo Vigili, con la sua “Torre dell’Olio”, la più alta della città, così chiamata per l'antica consuetudine di gettare dalla sommità delle torri l'olio bollente sugli assalitori.

 

Per quanto riguarda il Palazzo Comunale, l’unico elemento duecentesco ancora visibile è l'alta torre che sovrasta il resto della struttura settecentesca; nelle sue sale vi sono alcune pregevoli decorazioni, stucchi ed opere pittoriche tra le quali una grande tela del Guercino e due affreschi di Giovanni di Pietro detto "Lo Spagna".

 

Quasi tutti questi palazzi ospitano strutture culturali, mostre d’arte, concerti ed eventi particolari anche collegati con le tradizioni e l’enogastronomia del territorio.

 

L’inizio della scalata ad un ruolo di primaria importanza nel panorama culturale internazionale è iniziata nell’immediato dopoguerra, quando Spoleto si concede il Teatro Lirico Sperimentale, cui fa seguito pochi anni dopo il Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo e l’anno successivo, il 1958, la prima edizione del Festival dei Due Mondi, per dar voce a tutti gli aspetti dell'espressione artistica, dal teatro alla danza, dalla musica classica a quella contemporanea, passando per il cinema e la scienza.

 

Trattandosi di una comunità particolarmente legata al mondo ecclesiastico medioevale e rinascimentale, Spoleto pullula di luoghi culto e meditazione; tra queste l’ex chiesa Sant'Agata, la Chiesa dei SS. Simone e Giuda, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l’ex Chiesa di Santa Maria della Manna d'Oro, la Cripta di Sant'Isacco, la Chiesa e Monastero di San Ponziano e tante altre tutte meritevoli di una visita.

 

Un’emozione particolare la si prova attraversando il duecentesco “Ponte delle Torri” che svetta a 76 metri di altezza su un dirupo; si tratta di parte di un antico acquedotto lungo 230 metri, sorretto da nove piloni collegati tra loro da arcate ogivali, che ancora oggi unisce il centro storico con il Monteluco; al termine del ponte è visibile il duecentesco Fortilizio dei Molini, incastonato tra le prime fronde del bosco; altro ponte caratteristico il “Ponte Sanguinario”, d’epoca romana, nella parte bassa della città, chiaato così perché si dice che sotto vi scorreva il sangue dei cristiani martirizzati nell’adiacente anfiteatro.

 

 Spoleto-Rocca_Albornoziana-

 

Ma Spoleto è nota anche per le sue fontane, alimentate in certi casi dalle acque freschissime che scendono dalla montagna soprastante, come quella seicentesca del Mascherone, così chiamata per una imponente maschera coronata d’alloro.

 

Oltre a quelle culturali, Spoleto si è cimentata con successo anche nell’ambito enogastronomico, organizzando manifestazioni di respiro locale, nazionale ed internazionale sempre frequentatissime; tra queste “Spoleto a Colori”, "Le stelle europee del gusto"; "Vini nel mondo", "Spoleto tipica", “La settimana internazionale della danza” e il "Mama Umbria International Festival", solo per citarne alcuni.

 

Se il turismo è oggi il fulcro dell’economia spoletina, grazie alla sua vocazione culturale, alla sua storia ed ai suoi eventi, sono importanti anche l’artigianato, con la sua tradizione antica di tessuti, ricami e sellerie; l’agricoltura, con la produzione di olio extravergine di oliva antica di secoli; il commercio e la piccola e media industria, con aziende che operano nel settore metalmeccanico, tessile e grafico; molte botteghe che si richiamano alle tradizioni medioevali sono ancora funzionanti nel centro storico spoletino.


La cucina e la gastronomia di Spoleto ha antiche tradizioni ed offre una varietà di piatti gustosi ma allo stesso tempo semplici, che per lo più usa i prodotti della zona, le cui radici risalgono alla civiltà degli etruschi e dei romani che hanno dominato per secoli la regione.

 

Prodotti della terra come il farro e il “sedano di Trevi”, ottimo sia crudo che cotto "alla parmigiana"; le diverse elaborazioni della carne di maiale dal quale vengono ottenuti insuperabili prodotti insaccati tra i quali spiccano i celebri “Coglioni di Mulo”; l’olio extravergine d’oliva, solo per fare degli esempi, si sono affermati in ogni parte del mondo.

 

 Spoleti-spaghetti-al-tartufo-nero- 


E poi il tartufo nero, che tra Norcia e Spoleto è molto comune, attorno al quale ruota buona parte della cucina regionale; si tratta di un tubero di colore nero bronzeo, dalla scorza rugosa e dura, la cui grandezza varia da quella di una noce a quella di una mela, ricercatissimo per condire piatti speciali come gli spaghetti al tartufo nero, i bringoli, bruschette e strangozzi.

 

Tra i piatti tipici del territorio sono rinomati i gamberi delle acque del Clitumno o le trote del fiume Nera, le carni alla brace, il cinghiale e la cacciagione in salmì.

 

Tra i dolci spicca l’Attorta, una pasta sfoglia ripiena di mele e altri ingredienti, arrotolata su se stessa a forma di spirale, come il “Torciglione”, un dolce secco a base di mandorle, a forma di spirale che ricorda un serpente attorcigliato, il tipico Panpepato e la “Crescionda”, un dolce tipico a base di uova, farina, cioccolato.

 

Una gastronomia che viene accompagnata da ottimi vini, tra cui spicca il Soviano, un vino dall’odore intenso, fruttato, caratteristico del territorio spoletino, oltre ai diversi Doc bianchi e rossi tra i quali spiccano l’Orvieto, il Grechetto, il Torgiano, il Sagrantino, che fanno sempre un’ottima figura sulle tavole di casa e dei locali spoletini.




di Redazione 35




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