Italia Bella: Aggius (Olbia-Tempio)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –  

 

In una delle più belle zone della Sardegna, la Gallura, c’è Aggius, un paese di meno di 2000 abitanti a circa 500 metri slm, poco distante da Tempio Pausania, caratterizzato dalla presenza di suggestive rocce di granito dalla forma bizzarra, in mezzo a vigneti e secolari alberi da sughero.


Dalla cima del colle sul quale sorge Aggius il panorama è imponente; da una parte il massiccio del monte Limbara, dall’altra la Valle della Luna, con i caratteristici “stazzi”, i casolari con le stalle e gli ovili che caratterizzano le campagne galluresi.


Il paese ha origini medioevali, presumibilmente aragonesi, anche se la presenza di numerosi nuraghe nel suo territorio rimandano a presenze umane molto più antiche; terminato il trecentesco dominio aragonese, Aggius venne coinvolto in una lunga lotta per il potere tra genovesi e pisani, finchè gli Spagnoli non ne detennero la proprietà fino all’arrivo dei Savoia nel ‘700.

 

Aggius 


Tra le caratteristiche che il territorio riserva a visitatori e turisti, le strane e suggestive figure di granito che spuntano sulle creste del Resegone che circondano il borgo sono l’elemento principale; figure immerse nel silenzio che millenni di pioggia e venti hanno modellato in forme strane nelle quali la popolazione riconosce volti, animali o figure della mitologia.


Fuori dall’abitato vi è una delle strutture più imponenti e in miglior stato di conservazione di tutta la Sardegna: l’antichissimo nuraghe Izzana, sempre nella Valle della Luna, dotata di due ingressi, al cui interno c’è una grande camera circolare chiusa con una falsa cupola e una serie di labirintici corridoi e nicchie.


Il piccolo borgo gallurese ha un bellissimo centro storico, dove il granito spicca ovunque, inserito elegantemente tra i mattoni delle case, nelle cornici e architravi dei portoni e delle finestre, nei bellissimi balconi di ferro battuto.


Il granito e la sua lavorazione, rappresentando da sempre una delle principali attività della zona, è presente anche nelle quattro chiese del borgo, la trecentesca Parrocchiale di Santa Vittoria, quella dedicata alla Madonna D’Itria e gli oratori di Santa Croce e del Rosario.

 

Aggius-centrostorico 


La prima, nonostante numerosi interventi di restauro d’epoca successiva, ha mantenuto uno stile architettonico sobrio e solenne; gli altri edifici religiosi sono invece del periodo settecentesco, con diversi elementi tipici dell’epoca classica rinascimentale.


Uno degli altri elementi di richiamo turistico di Aggius è anche il Museo Etnografico “Oliva Cannas”, dove sono conservati numerosi reperti delle antiche tradizioni locali relative alla lavorazione del granito ed alla vita quotidiana, con arredamenti e costumi di varie epoche, compresa anche l’esposizione di tessuti artigianali, della cui lavorazione Aggius è sempre stata un centro fiorente e conosciuto.


Non meno interessante anche il “Museo del Banditismo”, che raccoglie documenti e reperti relativi ai fuorilegge del periodo sette-ottocentesco che operavano nella zona durante la dominazione piemontese.


Se l’attività estrattiva del granito, l’attività agricolo-pastorale con i relativi prodotti gastronomici e la tessitura artigianale sono ancora oggi per Aggius due voci rilevanti dell’economia locale, anche il turismo ha assunto una discreta importanza.


Sono state infatti realizzati sui monti circostanti numerosi sentieri attrezzati per escursioni a piedi o in mountain bike seguendo le vecchie piste pastorali sia verso l’entroterra che verso la costa, in mezzo a vigneti e sughereti, sulle cime di granito e attorno al panoramico laghetto di “Santa Degna”.

 

Numerose anche le manifestazioni folkloristiche organizzate per deliziare i turisti, come la festa patronale in onore di Nostra Signora del Rosario e di Santa Vittoria, la “festa di li Agghjani”, ovvero dei giovani, degli scapoli, conosciuta da tutti i galluresi oppure le processioni e i riti della Settimana Santa, caratterizzate dai canti delle confraternite cittadine.

 

Aggius_gnocchetti 


Nelle diverse occasioni non manca mai la presentazione al pubblico dei prodotti tipici della Gallura e quella della sua gastronomia tradizionale, legata ai prodotti della terra e della pastorizia; una cucina povera e saporita, come la suppa cuàta, o zuppa gallurese, fatta di pane raffermo intinto nel brodo, pecorino e prezzemolo, gratinata al forno; oppure i “chjusòni”, grossi gnocchi di semola simili ai malloreddus.

 

Altri piatti tipici locali sono “la fà a foglia”, un’antica minestra di fave e lardo, i ravioli di ricotta o formaggio, gli arrosti alla brace di legni aromatici, il maialino da latte, l’agnello e le interiora cotte allo spiedo.


Tra i formaggi troviamo la “mazzavrìssa”, panna non lavorata, fritta con la semola nel suo stesso grasso, mentre tra i dolci, il più noto è “l’abatti”, una melassa ottenuta dall’infusione di miele e scorze di limone o arancia, da accompagnare con formaggi freschi, o con le seadas, i famosi tortelli fritti ripieni di formaggio.




di Redazione 35




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