Italia Bella: Grado (Gorizia)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Tra le innumerevoli perle che l’Italia può vantare, Grado, situata nella striscia di spiaggia adriatica della provincia di Gorizia, è una delle più brillanti.

 

Il paese, che conta oltre 8500 abitanti, è stato costruito su un’isola, unita alla terraferma da una lunga striscia di terra; la città vecchia, con i suoi stretti vicoli, calli, campi e campielli, ha una certa somiglianza con Venezia, cui si rifà per l’eleganza, ma anche con Chioggia, per le case antiche dei pescatori che guardano il mare.

 

Il suo centro storico, la parte antica del borgo, interamente pedonalizzato, è un susseguirsi di seicenteschi palazzi signorili dei nobili dell’epoca e vecchie case in pietra rossa, un tempo abitate proprio dalle povere famiglie dei pescatori.

 

Alle spalle del paese, in quella conosciuta come l’isola del Sole, si apre la bellissima laguna che parte dalla foce dell’Isonzo, nella quale emergono una trentina di isolotti, alcune delle quali abitate; le più note sono quella di Barbana, sulla quale si trova l’omonimo santuario, e quella della Sclusa, collegate al centro principale con due ponti.

 

Grado è sorto circa a metà del primo millennio, quando gli abitanti dell’entroterra trovarono rifugio sull’isola per sfuggire alle orde barbariche degli Unni; nei secoli successivi, aumentando la popolazione, assunse sempre maggior importanza sia dal punto di vista politico che religioso, come testimonia la costruzione nel VI secolo, dei due principali luoghi di culto, la basilica di Sant’Eufemia e quella di Santa Maria delle Grazie.

 

Con la successiva espansione politica e militare di Venezia, il ruolo di Grado diventa via via meno rilevante, tanto da tornare ad essere un povero borgo di pescatori; Venezia, distratta da troppi altri problemi non fece molto per questo suo dominio e la sua popolazione.

 

grado

 

La successiva dominazione asburgica ne comprese invece le potenzialità, facendola diventare a fine ‘800 un centro balneare e termale rinomato e frequentato dall’elite viennese e mitteleuropea che rinverdì l’antica fama legata alle sue spiagge, ai servizi balneari e alle proprietà terapeutiche della sua sabbia e della sua aria, conosciute fin dall’epoca romana.

 

Grado divenne italiana dopo la grande guerra del ’15-‘18 e solo qualche anno prima della seconda guerra mondiale venne costruito il ponte che collega l’isola del Sole alla terraferma, consentendo così anche l’espansione del paese.

 

Tra gli edifici del suo nucleo storico, spiccano la basilica di Sant’Eufemia, del V secolo, edificata su un edificio preesistente molto più antico, con l’esterno di mattoni faccia a vista e bellissimi mosaici bizantini all’interno; il campanile della chiesa, con l’arcangelo Michele in cima che si vede da lontano, è il simbolo della cittadina lagunare.

 

Del V secolo anche l’adiacente Battistero a pianta ottagonale, accanto al quale sorge la Basilica paleocristiana di Santa Maria delle Grazie, l’edificio religioso più antico di Grado; della Basilica della Corte, risalente alla prima metà del IV secolo, non rimangono che i resti nella centralissima Piazza Biagio Marin, il centro della vita cittadina.

 

grado-spiagge

 

Come il centro storico incarna la Grado storica, così il suo lungomare, con il porticciolo, il bellissimo panorama sul Carso, verso Trieste e la costa dalmata, richiama il suo aspetto più moderno e modaiolo.

 

 La spiaggia ha una sabbia finissima e dorata, con moderni stabilimenti balneari molti dei quali offrono servizi esclusivi; alle spalle una pineta verdissima che accoglie gli stabilimenti termali, il Parco Acquatico e numerosi sentieri tra il verde e il fresco, che si allungano verso la retrostante laguna, passando accanto agli antichi Casoni col tetto di paglia, e dove si possono ammirare varie specie di uccelli acquatici, bellissime albe e romantici tramonti.

 

Se un tempo il turismo estivo di Grado era rappresentato dall’elite della nobiltà e della borghesia mitteleuropea, dal secondo dopoguerra anche gli italiani e moltissimi altri stranieri anche d’oltre cortina ne hanno riconosciuto le qualità, facendola diventare una delle mete estive più gettonate del Belpaese, conosciuta non solo per le sue spiagge, ma anche per la sua grande cucina.

 

Boreto-alla-gradese


Regina della gastronomia locale è il “Boreto a la graisana”, una zuppa di pesce con polenta bianca, ma come sempre, nelle località marinare, i piatti a base di pesce sono tanti e tutti ottimi.

 


Tante le occasioni per visitare Grado, dove d’estate non si contano le manifestazioni folkloristiche, la più importante delle quali, il primo sabato di luglio, è il "Sabo Grando”, che precede il giono successivo la processione lagunare del “Perdon de Barbana” fino all’omonima isola, su cui sorge l’antichissimo santuario mariano neoromanico che ospita una comunità di frati minori francescani.




di Redazione 35




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