Verbano Cusio Ossola: alla scoperta di una provincia che incanta, tra laghi, boschi e gastronomia tradizionale/2


Provincia Verbano Cusio Ossola-Settore Turismo


di ANDREA DI BELLA


La giornata è dedicata alla scoperta del Parco Naturale Veglia-Devero e Alta Valle Antrona. Un ambiente alpino dolce e austero: dolce nelle praterie ondulate d’alta quota e austero nella severità delle grandi montagne. E’ un ambiente modellato dall’uomo, risultato del lavoro di infinite generazioni di montanari.


A poca distanza da Milano, da Torino e dall’Europa, è un angolo di quiete in cui ritrovare le emozioni e i colori della natura in ogni stagione. I colori dell’autunno sono straordinari: macchie di giallo, di verde, di rosso ambrato, qualche albero di melo autoctono, vecchie baite in pietra, mucche al pascolo, antichi forni abbandonati che forse chiedono di sentire ancora il profumo del pane nero.


Oggi il Parco opera per vincere la difficile scommessa di coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo sostenibile per le popolazioni di montagna: aiutare l’economia tradizionale, valorizzando e promuovendo la “qualità” dei prodotti,dell’economia agricola, del turismo, salvaguardando contemporaneamente l’ambiente e la biodiversità.


 

Baceno - Foto Andrea Di Bella

 

Si parte da Domodossola e si percorre una strada in salita, tra boschi e cascate, villaggi e pascoli bellissimi. Si trattiene il respiro curva dopo curva nell’ammirare un paesaggio straordinario, da favola.

 

Si attraversa Crodo, che invita a sorseggiare il suo gustoso analcolico biondo, il famoso "Crodino" che porta nel gusto 22 erbe alpine. Le acque minerali delle fonti Lisiel, Valle Oro e Cistella, diuretiche e digestive, sono in mescita nel parco termale mentre la storia di un comparto produttivo importante per questo territorio è illustrata nel Museo delle Acque Minerali.


Si giunge a Baceno, a 650 m. s.l.m., ed è la chiesa che ci affascina per la sua posizione in equilibrio sullo sperone roccioso nel punto in cui le grandi strade medievali si incrociavano. La chiesa di Baceno con la sua facciata a capanna è monumento nazionale. Un'opera di grande bellezza, con un San Cristoforo sulla facciata dell'artista Antonio Zanetta detto il Bugnate, allievo di Gaudenzio Ferrari.

 

Croveo - Foto Andrea Di Bella 

Con i suoi 8 metri di altezza, S. Cristoforo è il Santo protettore dei viandanti che arrivando dai passi, cercavano di incontrare il suo sguardo per essere protetti dalla malasorte. L'interno a cinque navate offre un'infinità di affreschi del '400 e '500, a ricordo della devozione di un tempo.

 

Lasciata Baceno, si abbandona l'arteria principale che porta in Valle Formazza per piegare a sinistra e raggiungere Croveo, all'imbocco del Parco Naturale Veglia-Devero e Alta Valle Antrona.

 

Croveo è il paese delle streghe, dove per secoli sopravvissero antichi riti pagani e la pratica di curarsi soltanto con le erbe officinali del posto, da cui venivano estratti rimedi per guarire da ogni malanno e che spesso erano visti come atti di magia.

 

Paesaggio a Croveo - Foto Andrea Di Bella 

Al visitatore di passaggio rimarranno nascoste due valenze storico e naturali di grande pregio: all’interno del paese il torchio settecentesco usato soprattutto per la spremitura di una specie particolare di pere, dette "Pir", da cui si ricavava un "elisir di lunga vita" (un sidro corroborante nei tempi di perenne carestia) e percorrendo il sentierino, che scende dietro la chiesa dove vi è la statua di Don Ruscetta (famoso viperaio del paese), lo spettacolo naturale delle marmitte dei giganti nascoste nella forra.


Proseguendo per la strada sinuosa, si attraversa il paese di Goglio con la centrale idroelettrica che capta l'acqua della diga di Codelago, la prima a essere stata costruita in Val d'Ossola nel 1912 ed entrando nel cuore della montagna attraverso alcune gallerie, scavate nella roccia, si arriva ai 1600 m della piana del Devero. (CONTINUA)



di Andrea Di Bella