Verbano Cusio Ossola: alla scoperta di una provincia che incanta, tra laghi, parchi e gastronomia tradizionale/1


Provincia Verbano Cusio Ossola-Settore Turismo


di ANDREA DI BELLA

 

Visito alcune località di questa splendida provincia in autunno, su invito della Provincia Verbano Cusio Ossola, in occasione di un Press Tour: due giorni, dalle sponde silenziose del Lago Maggiore ai borghi pittoreschi della Val d’Ossola, passando per la Madonna del Sasso, il complesso devozionale costruito sopra le cave di granito in superba vista panoramica sul Lago d’Orta e il gioiello dell’isola di San Giulio.

 

"Una perla grigia in uno scrigno verde" lo definiva Balzac nelle brume mattutine autunnali. La nebbia autunnale di ottobre sul Lago d’Orta prospetta un paesaggio misterioso e paradisiaco nello stesso tempo: la nebbia scompare e riappare disegnando contorni da favola, gioca con il sole e cambia il colore delle acque e dello splendido complesso dell’isola lacustre.


 

Si arriva al Santuario della Madonna del Sasso attraversando dolci paesini, ancora intatti, intervallati da ville e chiese romaniche, fino a raggiungere Boleto: qui si può visitare il nuovo Museo dello Scalpellino, nato dal desiderio di valorizzare un mestiere che, per circa due secoli, ha caratterizzato questo territorio del Cusio e per far conoscere le esperienze storiche di vita e di lavoro dei suoi abitanti. Il Santuario, costruito nel 1748, è un gioiello barocco che si tuffa nel lago dal suo sperone roccioso a 638 m.s,l.m..

 

Isola di San Giulio - Foto Andrea Di Bella 

Un piccola crociera a bordo della motonave "Valentina" ha regalato l’immagine delle belle case patrizie di Orta S. Giulio, borgo medievale con l'Isola di S. Giulio, oggi sede del convento delle suore di clausura benedettine che risiedono sull'isola dal 1973. Si sbarca ad Omegna, la città natale di Gianni Rodari che nacque quì nel 1920. Il capoluogo cusiano oggi l'omaggia con il "Parco della Fantasia. Uno sguardo alla vivace cittadina “(15.000 abitanti) con il suo mercato del giovedì, le sue stradine a ventaglio che scendono al lago, attraversata dall'unico emissario del lago d'Orta, la Nigoglia. Da assaggiare i biscottini omegnesi dai nomi reali, le imperialine, le reginette, le damine.


Si raggiunge, quindi, il villaggio lacustre di Mergozzo, splendido borgo di pietra sull'omonimo lago. Borgo caratteristico, “Bandiera arancione” del TCI, è un luogo che dona serenità e pace. Un olmo secolare di 400 anni s'innalza in mezzo alla piazza di fronte alle acque limpide del lago e mi dà il benvenuto. Una visita merita l'Antiquarium, interessante Museo Archeologico dedicato alla lavorazione della pietra con strumenti dei cavatori che operarono nelle cave di granito di Montorfano e con preziosi reperti risalenti al I secolo a. C. Da non perdere - per chi ama la buona cucina e i prodotti tipici del territorio - la Fugascina , un dolce simile alla pasta frolla a base di burro, zucchero, farina di frumento, uova, marsala e limone che si può assaggiare presso la bottega “Al Vecchio Fornaio Pasticcere".

 

Sicuramente più famosa, sulla strada che da Mergozzo giunge a Vogogna, è la cava madre di Candoglia, da cui dal 1487 si estrae il marmo per il Duomo di Milano, è ancora oggi esclusivamente in funzione per i restauri della cattedrale meneghina. Lasciata Mergozzo proseguiamo sull'antica strada Napoleonica del Sempione arriviamo a Vogogna, la capitale dell'Ossola Inferiore situata in posizione strategica. Il bellissimo borgo medioevale ospita numerose manifestazioni, oltre a monumenti storici di grande fascino come il Castello Visconteo (sec. XIV). Il centro storico, intatto e surreale, fa parte dei "Borghi più Belli d'Italia" ed è insignito dal 2011 della “Bandiera Arancione” dal Touring Club Italiano.

 

Tetti di Vogogna - Foto Andrea Di Bella 

Sotto i portici si respira l’aria di un tempo ormai perduto e il silenzio regna sovrano. L’antico borgo riserva emozioni particolari e uno stato d’animo di riflessione. Un tempo cinto dalle mura, ha conservato il suo aspetto medievale. Si raggiunge il Castello attraverso una bella salita in parte a gradoni con attorno le case addossate le une alle altre. Dalla torre mastia del castello si presenta un mosaico di pietre grigie risplendenti al sole o scurite dalla pioggia in un'uniformità d'insieme di rara suggestione. Oltre al Castello Visconteo, Vogogna è sede del Parco Nazionale della Val Grande.

 

La Val Grande è, dal 1992, Parco Nazionale: andare alla scoperta dei 15.000 ettari che lo costituiscono rappresenta un'esperienza indimenticabile, che lascia nel visitatore ricordi e sensazioni davvero uniche. Un territorio racchiuso tra il Lago Maggiore e le valli dell'Ossola che, proprio per le sue particolarità, è stato definito dall'Associazione mondiale Wilderness "l'unica area naturale europea che conserva integralmente originali caratteristiche ambientali". Il luogo ideale per entrare in contatto con una natura selvaggia su cui l'uomo non interviene da più di quarant'anni. E' proprio la ricchezza e la varietà della vegetazione una delle caratteristiche più interessanti della valle, abitata da camosci, caprioli, volpi, cervi e l'aquila.


I periodi dell'anno più indicati per la visita del parco sono la primavera, l'estate e l'inizio dell'autunno per le favorevoli condizioni climatiche, anche se il fascino delle aspre cime imbiancate, magari illuminate da un caldo tramonto invernale, è davvero impagabile.
La rete dei sentieri, alcuni impegnativi, soprattutto per chi non conosce la valle, deve essere percorsa con prudenza e con l'aiuto di accompagnatori esperti.

 

La Fugascina - Foto Andrea Di Bella 

Lasciato il magnifico scenario della Val Grande si risale verso nord percorrendo l'Antica Strada Napoleonica che porta fino a Domodossola, Salotto delle Alpi, cittadina che ha avuto il riconoscimento di Borgo della Cultura. Da visitare la suggestiva piazza del Mercato, tutta portici e antichi edifici, le tipiche case con i tetti in beola (la tipica pietra di origine metamorfica delle valli ossolane), il palazzo Dalla Silva, la Collegiata dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, il quartiere della Motta con le sue case in pietra dai balconi in legno, il Museo Sempioniano e sopra la testa, quasi a toccare il cielo, il Sacromonte Calvario dei Padri Rosminiani. Patrimonio Mondiale Unesco dal 2003. All'interno del Sacromonte si trova oggi l'edificio che ospita la congregazione dei padri Rosminiani che l'acquistarono nel 1963.

 

Infine un riferimento gastronomico d’obbligo della giornata trascorsa. Durante la crociera in motonave, una selezione di finger food preparata dallo chef Marco Sacco, 2 stelle Michelin, del Ristorante “Piccolo Lago” di Mergozzo ha deliziato i palati degli ospiti con Mousse di crudo Vigezzo “Az. Agr. Pierino Bona”, porcino sott’olio; Cannolo di Lonzino “Az. Agr. Crosetti”, ricotta di capra “Az. Ag. Lavarini” al miele; Lumache di Villadossola, aglio, prezzemolo e spuma di patate; Lavarello in carpione, spuma all’olio d’oliva; Frittatine alle erbette selvatiche. Per chiudere, Imperialine e Reginette abbinate a un ottimo Prosecco di Produttori del territorio, mentre il paesaggio e i colori d’autunno faceva sognare.


Analogamente la cena è stata preparata dallo staff di Marco Sacco con un Menu “I Classici del Piccolo Lago” dalla sua collezion: “MenuFlan di Bettelmatt, leggera mostarda di pere, salsa ai mirtilli di montagna speziati; Zuppa “all’Ossolana” rivisitata e un Fondente di maialino “Ossolano” servito con purea di patate di montagna. Un’ottima Mousse di cioccolato con pere al miele e Fugascina di Mergozzo (Presidio Slow Food) chiude la cena. Pane nero di Coimo e crasenzin hanno accompagnato, con sapori particolari, il pasto. Un Rosso “Valli Ossolane” in abbinamento ha reso la cena indimenticabile.

(FINE PRIMA PARTE)



di Andrea Di Bella