Tra Langhe e Roero: vigneti preziosi, vini eccellenti e produttori intelligenti


Mondo del Gusto - Redazione di Cuneo


di ANDREA DI BELLA

 

E’ ancora tempo di vendemmia in Piemonte: se vai su e giù per i tornanti di Langa e Roero ti ritrovi in mezzo a vigneti ancora pieni di grappoli e dietro una curva, su un altro versante, ormai il raccolto è finito e le foglie cominciano a ingiallire dando al paesaggio colori ambrati e pieni di suggestione.


Se ti trovi immerso tra i filari, in questa stagione, vivi come in una favola, attorniato da uno spettacolo della natura che solo qui, in questo prezioso lembo di terra piemontese, sa realizzare quadri di grande fascino e creare emozioni e un senso di pace impareggiabili.


Mi sono trovato qualche giorno addietro a viaggiare tra Langhe e Roero, partendo da quella capitale del gusto che ormai è diventata Bra. Dal capoluogo del Roero sono salito leggermente tra frutteti profumati, boschi, noccioleti e deliziosi vigneti di Arneis e di Nebbiolo fino a Canale e da qui ho raggiunto l’Azienda Agricola Malabaila.


 

Valerio Falletti - Malabaila 

Qui si produce vino nobile dal 1200: Dei novanta ettari della tenuta, circa 22 sono destinati a vigneto. Terreni sciolti, di facile erosione, poveri d’acqua sono infatti molto adatti alla coltivazione della vite. Poste ad una altitudine di circa 300 – 350 m.s.l.m. queste colline hanno pendenze a volte superiori al 50%, per cui la lavorazione, in molti casi, rimane artigianale, con lavorazioni manuali.

 

Molto attenta alla qualità, l’Azienda preferisce, infatti, lasciare ad ogni pianta, allevata con il sistema a contro spalliera Guyot, un unico capo con basso numero di gemme. Arneis, Favorita, tra i bianchi e Barbera e Nebbiolo tra i rossi, sono provenienti da vigneti autoctoni. A farmi visitare l’Azienda è Valerio Falletti, persona estremamente cordiale, enologo ed appassionato agronomo, che mi conduce nelle cantine di produzione, fino alla storica e insospettabile grotta sotterranea naturale dell’’800 dove sono gelosamente custodite le annate storiche del “Roero”.

 

Le bottiglie di Malabaila vanno a finire in molte parti del mondo: più di centomila bottiglie all’anno partono per l’Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone. E per finire voglio sottolineare la conduzione agronomica che va di pari passo col rispetto dell’ambiente: in azienda vige il sistema della lotta integrata, niente anticrittogamici, no all’uso di diserbanti e concimazione organica naturale. Un’impressione e un giudizio personale: Roero Arneis Pradvaj, su tutti, gradevolissimo.


Lascio la Cascina Malabaila e Canale sotto una leggera pioggerella autunnale e, tra una rotonda e l’altra mi porto verso Alba. Dalla splendida cittadina capitale delle Langhe, salgo verso Rodello, alta collina, attorno ai 500 metri di altitudine.

 

Mario Giribaldi - Az. Agricola Giribaldi 

Qui la vite non è più monocoltura e si affianca alla pregiata nocciola piemontese. Sono venuto a visitare l’Azienda Agricola Giribaldi. Mi accoglie il padrone di casa, Mario Giribaldi, terza generazione di un’azienda familiare che risale agli inizi del XX secolo. Persona di grande cordialità, sorriso e accompagnato da una grandissima passione, mi porta a visitare le strutture preposte alla vinificazione.

 

Ci troviamo in una struttura moderna, attorniata da splendidi vigneti, con una vista tra le più belle dell’Alta Langa. E questo è quello che mi accompagna durante la degustazione: una sala grande, con una quarantina di posti, confortevole, attrezzata, da cui si gode una vista incantevole sulle colline, con esposte le migliori etichette dell’Azienda. Tavoli perfettamente disposti per gli assaggi, con taglieri di salumi e formaggi di Langa e anche un ottimo gorgonzola e sedano che abbino meravigliosamente ad una Barbera d’Alba della Cantina. A proposito, la cantina è molto spaziosa, estremamente curata, bene inserita nell’ambiente.

 

A Diano d’Alba, Montelupo Albese, La Morra, Guarene, Alba e Novello si trovano i vigneti di proprietà, ma a Barolo la famiglia possiede una piccola cantina dove vinifica il Barolo. L’Azienda Giribaldi è giunta ormai alla quarta generazione, produce in “biologico” certificato CEE, ed esporta il 70% della sua produzione in vari Paesi del mondo: Norvegia, Stati Uniti e Cina sono i maggiori Paesi destinatari.

 

Dolcetto e Barbera d’Alba sono i vini di punta dell’Azienda. Ho assaggiato uno Chardonnay in purezza, dai sentori di frutta esotica, banana e ananas; un Dolcetto d’Alba che si è fatto apprezzare per il carattere “inquinante”, profuma di more con toni aromatici di freschezza con classico finale amarognolo. Poi una Barbera eccellente dai profumi balsamici, che in bocca sprigiona aromi di tabacco, amarena e vaniglia. Passo, quindi, ad assaggiare un straordinario Nebbiolo dalla stoffa fitta, potenza importante, elegante al palato, di ottima mineralità. Per finire un eccellente Barolo, pepe nero molto speziato al naso e sentori finali al palato di marmellata di ciliegie e di fragole. “Il vino deve esprimere l’energia del territorio, del luogo, dell’appezzamento… ogni vino è diverso dagli altri”.

 

Con queste parole mi congeda Mario Giribaldi e mi fa capire ancora una volta che il vino è un’espressione di cultura. La cantina è aperta ai visitatori, previa prenotazione.


RIFERIMENTI

  • AZIENDA AGRICOLA MARIO GIRIBALDI – Loc. della Fontana – Rodello d’Alba – Tel. +39 0173 617373
  • MALABAILA – CASCINA PRADVAJ – Madonna dei Cavalli,19 – Canale d’Alba – Tel. +39 0173 968907


MANGIARE e DORMIRE

  • Real Castello di Verduno – Via Umberto I, 9 – Verduno – Tel +39 0172 470125

Luogo ideale per una cena a lume di candela, una merenda, un aperitivo o un buon bicchiere di vino. L’albergo occupa parte del Castello, la Castalderia e la Foresteria. Ogni camera, grazie agli arredi particolari, ha una sua caratteristica personalità. 10 camere doppie 2 senior suites, 5 junior suites.

  • Nuovo Hotel Giardini – Piazza XX Settembre, 28 – Bra – Tel +39 0172 432661

Sito nel centro storico di Bra, in un ambiente confortevole e silenzioso. 22 camere moderne e armoniose dotate di buoni conforts.



di Andrea Di Bella