Italia Bella: Rodengo Saiano (Brescia)


Italia Bella


  

Praticamente a metà strada tra il capoluogo Brescia e il Lago d’Iseo, nel cuore della Franciacorta, diviso fra una zona pianeggiante ed una collinare coperta di vigneti e oliveti, c’è il paese di Rodengo Saiano.


Il borgo, che conta poco più di novemila abitanti, è conosciuto per la presenza della millenaria Abbazia Olivetana, frequentata dai pellegrini diretti a Roma fin dal medioevo, che potevano trovare qui ristoro e riposo sotto la protezione dei frati cluniacensi prima e benedettini poi.


Furono questi ultimi, attorno al 1500, ad edificare i chiostri, ampliare ed abbellire la basilica, impiegando diversi artisti lombardi, pittori, scultori, intarsiatori, ceramisti, marmisti le cui opere sono un bell’esempio dell’arte tardo-medioevale lombarda.

 

Abbazia_Rodengo


I frati benedettini non mancarono di bonificare i territori circostanti rendendoli adatti alle coltivazioni agricole, portando lavoro e benessere tra la povera popolazione del territorio.


Il lento declino dell’Abbazia giunse in seguito ai decreti espropriativi di Napoleone, quando la potente abbazia viene trasformata in azienda agricola; i monaci olivetani ne hanno ripreso possesso solamente una cinquantina d’anni fa, recuperando il complesso con un sapiente restauro che l’ha trasformato in un centro religioso di studi e meditazione.


Architettonicamente, l’Abbazia è composta da tre chiostri affiancati dalla chiesa di San Nicola, al cui interno sono conservati molti splendidi affreschi seicenteschi di vari autori e le tombe sepolcrali in marmo di due monaci.


L’intero complesso è permeato da un’atmosfera particolare, fonte di richiamo per molti visitatori alla ricerca di pace e tranquillità; numerose le manifestazioni espositive, sociali e culturali che vengono organizzate periodicamente sotto i portici dei chiostri, che fanno da richiamo per un turismo culturale in continua crescita.


Tra le altre cose da ammirare a Rodengo Saiano c’è anche la chiesa di San Salvatore, di epoca longobarda, edificata all’esterno del castello medioevale sulle pietre di un precedente edificio religioso d’epoca romana.


Ristrutturata nel XII secolo e successivamente a fine ‘600, la chiesa di San Salvatore, oggi sede di manifestazioni culturali del Comune, ha all’interno alcune pregevoli opere d’arte cinquecentesche.


Altra costruzione cinquecentesca è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche dei “frati minori”, con l’annesso convento, poco distante dal quale si nota il seicentesco Oratorio del Calvario, sull’omonimo colle; anche qui sono conservati dipinti di pregio cinque-seicenteschi.

 

Rodengo villa fenaroli

 

Nei dintorni del paese tra le dolci colline della Franciacorta, nascoste dai vigneti e dagli uliveti, vi sono alcune costruzioni nobiliari settecentesche circondate da bellissimi giardini, come Villa Fenaroli, la medioevale Villa Molinari, Villa Masperoni, Villa Maria, conosciuta anche come Villa Paolina.

 

In paese, a Rodengo Saiano, vale la pena soffermarsi anche a visitare il “Magazzino delle Macchine”, un museo dove sono esposte alcune interessanti attrezzature dell’industria manifatturiera bresciana e nazionale, tra cui un antico torchio litografico, il prototipo di una roulotte oltre a reperti dei vari settori produttivi dell’artigianato e dell’industria.

 

La visita di qualcuna delle oltre 160 aziende vitivinicole della Franciacorta è un’altra cosa da non mancare; disperse in un territorio famoso in tutto il mondo, sia per i suoi vini che per gli splendidi paesaggi delle sue colline punteggiate dai borghi medioevali.


Le “bollicine” del Franciacorta Docg, prodotto con uve Chardonnay, Pinot nero o bianco, queste ultime per un massimo del 50%, rifermentate in bottiglia, hanno conquistato i palati più raffinati, preferiti spesso agli champagne d’oltralpe, dando un contributo sostanziale all’immagine del Made in Italy enologico nel mondo.

 

Anche la gastronomia di Rodengo Saiano risente della territorialità, legata sia alla sua vicinanza col Lago d’Iseo che all’agricoltura della zona pianeggiante, caratterizzata dalla presenza di numerose aziende agricole e zootecniche.


I campi di granoturco sono una caratteristica costante della zona, quindi la polenta di farina di mais, che accompagna i piatti a base di carne, pesce o formaggio, è la regina incontrastata della cucina locale.

 

Tra i primi troviamo i casonsei, particolari ravioli ripieni, oppure il risotto condito con il luertis, il luppolo selvatico che cresce nelle colline franciacortine.

 

Anche per gli amanti del pesce non mancano le opportunità; il pesce del Lago d’Iseo, tra cui il coregone, il pesce persico, i missoltini, la tinca, gli agoni, entrano nei menù casalinghi o in quelli dei numerosi locali di Rodengo Saiano e dei paesi circostanti, anch’essi accompagnati dall’immancabile polenta e dai funghi porcini e cantarelli e conditi con un filo d’olio d’olio degli uliveti della Franciacorta.

 

Tra i secondi di carne, il più tipico è il manzo all’olio, la cui ricetta risale al 1500, assieme alla carne di maiale e di animali da cortile cotti allo spiedo.




di Redazione 35




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