Bra, capoluogo gastronomico del Roero, capitale dei formaggi del mondo


Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero


di: ANDREA DI BELLA

 

Da un lato, le seducenti colline del Roero, dall’altra, le selvagge rocche. In centro, Bra, punto ideale di partenza per un viaggio alla scoperta di natura e spazi incontaminati. Ma oltre alla bellezza del paesaggio,  Bra è capitale gastronomica del Roero: quì, nel 1986, nasce Slow Food, da un’intuizione straordinaria di Carlin Petrini, che, con l’avvento inesorabile della globalizzazione, comprende l’importanza di tutelare il patrimonio del territorio, di salvaguardare e valorizzare l’enogastronomia locale, la filiera produttiva, la biodiversità agroalimentare.

 

Qui, ogni due anni, giungono da ogni parte del mondo i migliori artigiani del formaggio, per farsi conoscere e per confrontarsi con le eccellenze di altri Paesi: è la vetrina di Cheese. Dal 1997, la cittadina ospita per questo evento centinaia di migliaia di appassionati e visitatori curiosi interessati a degustare formaggi unici al mondo. Qui ha sede, nella frazione di Pollenzo, nell’antica Agenzia di Carlo Alberto, l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, primo Ateneo al mondo interamente dedicato alla cultura del cibo.


 

L’obiettivo è quello di promuovere una cultura eco-gastronomica in cui la produzione agricola e zootecnica siano effettuate nel rispetto dell’ecosistema locale. L’Università accoglie studenti provenienti da ogni parte del mondo. Nella vecchie cantine sabaude dell’Agenzia di Pollenzo, oggi restaurate, si è insediata la Banca del Vino, autentico museo con un patrimonio di oltre 100.000 bottiglie, di 300 qualificate aziende vitivinicole nazionali.

 

Comune di Bra 

Il museo prevede percorsi di degustazione, assaggi, corsi per sommelier, seminari di approfondimento. Bra è sede del Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Salsiccia di Bra, un’eccellenza gastronomica piemontese e nazionale, che viene preparata con carne di razza bovina piemontese, oltre che una componente di grasso suino. Dodici sono i produttori selezionati e certificati del Consorzio.

 

Accanto al formaggio e alla carne non può mancare il pane. Bra vanta un pane tipico che ha la particolarità di utilizzare lievito naturale con una lunga lievitazione (15 ore). Per questo è profumato. digeribile e si può conservare per 3/4 giorni. La farina è prodotta direttamente dai panificatori, nell’ottica della filiera corta. Il pane è tutelato da un Consorzio, che include 12 panetterie.

 

Dall’unione delle eccellenze gastronomiche del territorio nasce il Mac ‘d Bra, panino fatto con il Pane di Bra, che racchiude la tipica salsiccia di vitello in versione cruda e/o cotta, il formaggio di alpeggio tenero e gustoso Bra Dop e la lattuga fresca proveniente dagli orti.

 

Bra è anche città d’arte: culla del barocco piemontese e sede di importanti esposizioni, da sempre coltiva una vocazione culturale e artistica di alto livello. I suoi musei raccolgono ogni anno migliaia di visitatori, con collezioni che spaziano dai giocattoli antichi (Museo del Giocattolo), alle scienze naturali (Museo Craveri), alla bicicletta (Museo della Bicicletta), all’archeologia (Museo archeologico e storico artistico Palazzo Traversa).

 

E poi, il Teatro Politeama Boglione, Palazzo Mathis, sobrio edificio residenziale di origine medievale, il Palazzo Comunale, tra i più begli esempi di barocco piemontese, la Zizzola, caratteristica costruzione a pianta ottagonale, simbolo della città, sulla sommità del più alto colle braidese, Monteguglielmo.

 

Meritano una visita la Chiesa di Santa Chiara, dalla candida cupola progettata dall’architetto sabaudo Bernardo Antonio Vittone, che la realizzò nel 1742; la Chiesa di Sant’Andrea, realizzata da Guarino Guarini, architetto torinese, che diresse i lavori , nel 1672, su disegni di Gian Lorenzo Bernini; la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, della metà del XVIII sec, utilizzata nei secoli come alloggiamento di truppe, deposito di munizioni, magazzino di sale e tabacco. Nel 1906 venne acquistata dai Cappuccini che la fecero restaurare: oggi, dell’originale struttura settecentesca rimane solo il campanile.


Una città da scoprire, da gustare, da amare.



di Andrea Di Bella