Italia Bella: Étroubles (Aosta)


Italia Bella


 

A pochi chilometri da Aosta, in direzione del Gran San Bernardo e della Svizzera, c’è un autentico gioiello, uno dei borghi più belli d’Italia: Ètroubles, piccolo centro di circa 500 abitanti placidamente adagiato in mezzo a campi di frumento e di prati fioriti con sullo sfondo le alte montagne valdostane.

 

Il piccolo borgo alpino, il cui nome in lingua franco-provenzale significa “campi coperti di paglia”, si trova sull’itinerario della Via Francigena, percorsa fin dal medioevo da migliaia di pellegrini diretti a Roma.

 

In epoca romana Étroubles era il centro principale della Valle del Gran San Bernardo, una valletta laterale della Val d’Aosta, un accampamento a guardia del valico sulla via delle Gallie; dalla valle sono passati nel corso dei secoli le orde dei Salassi, Burgundi, Ostrogoti, Bizantini, Merovingi, Carolingi, Saraceni.

 

L’importanza di questa via di comunicazione da e verso il nord Europa fin dalla notte dei tempi ha caratterizzato la storia del borgo, che ha visto il passaggio di innumerevoli truppe, mercanti, pellegrini, personaggi illustri, uomini di chiesa, tra cui anche Napoleone e i suoi eserciti quando scesero in Italia.

 

Per quasi tutto lo scorso millennio la stessa economia locale è stata influenzata dalla strada dove gli abitanti, abilitati a praticare la “Viérie ou Marronnage” erano soliti fare da portatori e guide alpine ai pellegrini, viaggiatori e mercanti verso il valico, passando dall’ospizio fondato nel 1050 dallo stesso San Bernardo.

 

A fine ottocento Ètroubles scopre la propria vocazione turistica, diventando un luogo di villeggiatura per la nobiltà piemontese e lombarda, che sale in valle per godere del clima alpino e della natura praticamente incontaminata delle montagne che la circondano.

 

Etroube-


Il borgo, interamente pedonalizzato, ha un suo impianto medioevale ben conservato, con stradine strette in acciottolato, numerose fontane dalle quali sgorga l’acqua freddissima sche scende dal vicino monte Vélan, le case in legno e pietra coperte da tetti in “lose”, sapientemente ristrutturate, secondo le tradizioni locali, con i balconi pieni di fiori.

 

All’interno del borgo si erge la chiesa parrocchiale ottocentesca, dov’è custodito il “Trésor de la Paroisse” con oggetti sacri che coprono un periodo che va dal XIV secolo ad oggi ed il campanile, di fine ‘400 con il portale di legno scolpito del XVII che era l’ingresso della vecchia chiesa; nella piccola frazione di Vachéry vi sono i resti della torre del XII secolo, costruita su fondamenta romane.


Particolarmente interessante anche la prima latteria turnaria della Valle d’Aosta che risale a metà ottocento, trasformata in museo, la prima centralina idroelettrica della Valle del Gran San Bernardo, la Centrale Bertin, di circa un secolo fa; l'ultimo degli antichi forni usati un tempo per la tradizionale cottura del pane nero che, in alcune particolari occasioni, viene ancora utilizzato dagli abitati del borgo.


Destano interesse anche le cinque antiche cappelle nei principali villaggi sparsi tra i campi: la settecentesca cappella di Bezet, con i suoi affreschi; quella di Echevennoz, del ‘400, con le sue pitture murali; Eternod è stata rifatta nel 1935 sulla preesistente cappella secentesca; Vachéry, costruita nel 1506 e restaurata nel 1999, conserva un altare in legno scolpito del Settecento; Saint-Roch vicino al cimitero e da poco restaurata dopo un periodo di lungo abbandono.

 

Etroubles-Landzette

 

La naturale vocazione di questo luogo di passaggio di genti provenienti da tutta l’Europa è stata recuperata da alcuni anni con il progetto “À Etroubles, avant toi sont passés …”, un percorso artistico sul tema del viaggio fatto da sculture e opere pittoriche contemporanee firmate da artisti di fama internazionale che rimangono esposte tutto l’anno in paese o in mezzo alla bellissima natura della vallata.


Étroubles è anche un punto di partenza di numerose mulattiere e sentieri per raggiungere in estate, a piedi o in mountain bike, i villaggi, gli alpeggi, le foreste, il magico Bosco di Menouve con la sua fauna e flora oltre alla parte alta della Valle del Gran San Bernardo, frequentati anche in inverno da appassionati di sci da alpinismo o di ciaspole.

 

Tanti gli eventi che d’estate e d’inverno vengono organizzati a Ètroubles per favorire l’afflusso dei turisti; tra questi il Carnevale della “Comba Frèide”, un carnevale storico, i cui personaggi, denominati “landzette”, richiamano nei costumi le uniformi colorate dei soldati napoleonici arrivati qui nel maggio 1800.

 

Biennale è invece “La Batailles de Reines”, manifestazione legata al tradizionale allevamento bovino con un’importante e seguitissima battaglia dove le bovine di razza pezzata nera e castana valdostana si affrontano a colpi di corna per contendersi il titolo di regina delle mandrie.


Ad agosto si tiene la “Veillà”, quando il paese di popola di gente che attiene ai vecchi mestieri di un tempo: dalla lavorazione della fontina alla battitura del grano, dall'allevamento delle pecore alla confezione di landzette, i costumi di carnevale, dalla battitura del ferro al bucato alla fontana.

 

cucina-valdostana

 

In queste e nelle varie altre occasioni folkloristiche Ètroubles ospita anche diversi punti di ristoro con vini valdostani e specialità locali come grigliate miste con verdure, panna con lamponi locali, la “seuppa frèida”, il caratteristico pane nero di segale e frumento, la tipica fontina d’alpeggio, formaggio Dop fabbricato con latte intero di mucca di razza valdostana.




di Redazione 35




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