A spasso con Mestolo a Isola di Capo Rizzuto (Crotone)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Sul promontorio di Capo Rizzuto, in provincia di Crotone, sorge la bella cittadina di Isola di Capo Rizzuto. La leggenda vuole che a fondarla fu Astiocha, sorella di Priamo mitico re dei troiani. Sul territorio sono presenti altri due promontori quello di Capo Cimini e Punta Le Castella. Sul nome Isola c’è chi sostiene che in passato di fronte al promontorio ci fosse proprio un’isola, altri lo associano a Insula come posto in cui veniva rispettato il diritto d’asilo; difatti tra il IX e il X secolo l’imperatore di Costantinopoli, Leone VI, lo decretò come “luogo sacro”, Aésolon, in latino “Isola”, dove nessuno doveva essere perseguitato.

 

 

Mestolo visitando il posto ci racconta di Japyx, figlio del mitico architetto Dedalo, ideatore e costruttore del famoso “labirinto del Minotauro” che, in viaggio verso la Sicilia, da Creta a seguito del padre, fu sorpreso da una forte tempesta che lo fece naufragare lungo questa costa e che da all’ora prese il nome di “Terra Japigia”, in suo onore. Sin dalle epoche più lontane il territorio intorno al paese fu scelto come luogo abitativo. Ne sono conferma gli innumerevoli reperti ritrovati e risalenti all’età Neolitica.


 

 

Nel tempo Isola diviene una cittadina molto importante con la presenza di bei palazzi nobiliari, chiese e monasteri e con imponenti mura di cinta che la difendevano dagli attacchi esterni. In più, una serie di torri di avvistamento la salvaguardavano dai pericoli provenienti dal mare. Tra queste, sopravissuta agli attacchi dei nemici e del tempo, vi è ancora la Torre Vecchia, dalla forma cilindrica poggiante su di una base quadrata, e la Torre Nuova dalla base quadrangolare, entrambe costruite intorno alla metà del Sedicesimo secolo e, ancora, Torre Cannone, posta tra Capo Cimino e Le Cannella, Torre Bugiafro, Torre Griscuolo e il Castello Aragonese nella frazione di Le Castella.

 

 

Fra i tanti edifici sacri presenti nel borgo, il nostro nomade cuoco ci invita a visitare la caratteristica chiesa della Madonna Greca, il cui culto, probabilmente, si sovrappone alla devozione di un’antica divinità di epoca magno-greca. La sua edificazione risale, verosimilmente, tra il Sedicesimo e il Diciassettesimo secolo. 



di Redazione Calabria