Italia Bella: Corridonia (Macerata)


Italia Bella


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

In cima ad una bassa collinetta sullo spartiacque tra le valli del fiume Chienti e del torrente Cremone, nella provincia marchigiana di Macerata, c’è Corridonia, la romana Pausulae, il cui nome è cambiato in quello attuale solamente un’ottantina d’anni fa.

 

La cittadina marchigiana, che oggi conta poco più di quindicimila abitanti, è stata probabilmente fondata dai piceni e successivamente soggiogata dai romani; il territorio in cui sorge venne assegnato dai triumviri Ottaviano, Lepido e Marco Antonio ai veterani di guerra.

 

Dopo aver subito le incursioni barbariche alla caduta dell’impero romano, Corridonia risorse come Castello di Pausula, edificato nel territorio di Montolmo, piccolo borgo che con ogni probabilità fu la continuazione dell’antica cittadina romana.

 

Il nuovo nome pare derivi da un olmo secolare che si ergeva in cima alla collina, nei pressi della Chiesa di S. Maria in Castello, costruita intorno al 1000 dai monaci di Santa Croce e che sopravvisse alla furia degli elementi e degli uomini fino a circa centottant’anni fa.

 

Il borgo, grazie ai numerosi privilegi accordati dai Pontefici, per la fedeltà della popolazione e per il trasferimento di ricche famiglie dai vicini castelli di Mogliano, Petriolo, Colbuccaro, aumentò il numero della popolazione e delle sue fortificazioni; nel trecento Montolmo ed il castello vissero un periodo di splendore ospitando la sede della Curia Generale della Marca e il Parlamento generale dei Comuni delle Marche.

 

Nel ‘400 la città ed il castello vennero conquistati dall’esercito di Francesco Sforza, ma da quell’epoca è iniziato il lento declino di Montolmo, che a metà dell’ XIX secolo tornerà a chiamarsi Pausula il quale, in piena epoca fascista, prenderà l’attuale toponimo di Corridonia in onore dell’eroe di guerra Filippo Corridoni, il suo figlio più illustre.

 

corridonia

 

Il centro storico di Corridonia conserva diversi aspetti dell’antico borgo medioevale ed alcuni tratti di mura ed edifici monumentali, tra cui la parrocchiale a cui è annessa un'interessante pinacoteca.


Se la maggior parte dell’antica cinta muraria è andata perduta, il paese è riuscito a mantenere pressoché intatte le vecchie porte d’accesso; una di queste è Porta Romana, chiamata la “Portarella” in quanto è quella di minori dimensioni, ricostruita a fine settecento e successivamente ristrutturata su progetto dell’architetto Giuseppe Valadier.

 

La duecentesca Porta Santa Croce, con la sua merlatura guelfa, ha ancora gli ancoraggi del ponte levatorio sul fossato che circondava il castello, divisa in due piani e tre livelli di fuoco, mentre Porta Trento, l’antica Porta del Mulino, sulla strada che scende al capoluogo Macerata, è la ricostruzione d’inizio ottocento di un’antica struttura preesistente.

 

Duecentesca anche la Porta San Donato, nei pressi dell’omonima chiesa, ampiamente ristrutturata nel corso del XVII secolo in stile barocco, mentre la Porta di San Donato vecchia, denominata anche Porta Castello e Porta San Pietro anch’essa nei pressi dell’omonima chiesa, sono le due aperture più antiche del sistema difensivo del borgo fortificato.

 

Nel borgo vi sono diversi palazzi che risalgono all’epoca medioevale, tra cui una casa trecentesca con finestre decorate da elementi in terracotta e il Palazzo Persichetti-Ugolini, residenza patrizia dell’omonima famiglia, in Piazza del Popolo, di fianco all’abside della chiesa di San Francesco, oggi sede della Pinacoteca Civica.


Gli edifici religiosi più interessanti sono la duecentesca Chiesa dei santi Pietro, Paolo e Donato, con un particolare interno a tre navate che, a metà, si incurvano per generare la cupola; nella basilica è conservato un Crocifisso del duecento in legno policromo, davanti al quale la tradizione popolare vuole si sia raccolto in preghiera anche San Francesco d´Assisi.

 

La chiesa più antica del centro storico è quella di San Francesco, costruita intorno all'anno 1000 dai monaci benedettini di Santa Croce con il nome di Santa Maria in Castello, successivamente ampliata più volte dai frati francescani.

 

Trecentesca è invece la Chiesa di Sant’Agostino, con caratteristici affreschi interni ed una piccola testa marmorea attribuita dalla popolazione a Martin Lutero che, dopo un viaggio a Roma, sembra si sia fermato per qualche giorno presso gli Agostiniani di Montolmo, i quali, dopo la sua scomunica, misero la sua effigie all’esterno della chiesa quasi a decretare simbolicamente la sua espulsione dalla comunità ecclesiastica.


Poco fuori dal centro abitato c’è il cinquecentesco Monastero di Santa Maria dei Monti, fondato dai Frati Minori dell’Osservanza, conosciuto come “gli Zoccolanti”, dal nome dei suoi frati che usavano calzare dei robusti zoccoli che emettevano il tipico rumore sui sanpietrini del centro; l’edificio ha vissuto innumerevoli vicissitudini nell’arco della sua storia ed è oggi oggetto di un poderoso intervento di recupero e riqualificazione.

 

Corridonia-sanclaudio-

 

La Chiesa di San Claudio al Chienti, sorta alcune centinaia di secoli prima del 1000 sui resti della Pausolae romana, si trova al termine di un maestoso viale di 548 cipressi; la sua pianta è particolare, con una struttura a croce greca iscritta in un quadrato e absidi semicircolari lungo il perimetro.

 

E’ inoltre disposta su due piani, con una chiesa inferiore ed una superiore e la facciata affiancata da due torri cilindriche; poco distante c’è uno dei più antichi esemplari di mulino con macina in pietra, costruito dai monaci cistercensi nel 1147, tutt’ora attivo, che rappresenta la più antica attività artigianale italiana.

 

Tra le diverse iniziative folkloristiche di Corridonia, ha un particolare risalto la Contesa della Margutta, una rievocazione storica di stampo medioevale; una giostra equestre dove i cavalieri devono colpire un bersaglio posto su un fantoccio assomigliante ad una vecchia megera.

 

Preceduto da un corteo storico che sfila per le vie del centro, vi sono centinaia di personaggi in costume, tra dame, cavalieri, gonfalonieri, armigeri, musicisti e sbandieratori che sfilano per il centro storico, mentre sulle bancarelle è un tripudio di prodotti tipici locali, così come accade in occasione anche dei varie eventi che si svolgono in città, non ultimo l’ormai nota “Infiorata” di Corridonia.




di Redazione 35




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