Italia Bella: Bevagna (Perugia)


Comune di Bevagna


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini – 

 

Al centro della verde Umbria, in provincia di Perugia, contornata da un’imponente cinta muraria, c’è Bevagna, uno dei più bei borghi medioevali d’Italia, cittadina di poco più di cinquemila abitanti nota un tempo per le sue tele pregiate, chiamate appunto “bevagne”.


Le mura cingono la citta quasi per intero, collegando varie torri e bastioni; alcune porte medioevali ben conservate, oltre ad alcune aperture più recenti, permettono l’accesso al centro storico.

 

Abitata da epoche preistoriche, come testimoniano diversi rinvenimenti archeologici nel territorio, Bevagna è comunque un borgo di origine romana, l'antica Mevania, che conobbe una certa prosperità durante l'epoca imperiale, grazie alla sua posizione strategica lungo la via Flaminia e al suo porto sul fiume Topino, un affluente allora navigabile del Chiascio, che a sua volta confluisce del Tevere.

 

 

I secoli successivi vede il borgo umbro soggetto alle alterne vicende che caratterizzano l’epoca medioevale, con le lotte tra le varie signorie, i liberi comuni, l’impero e lo Stato Pontificio; sono di quest’epoca i primi sforzi per bonificare le aree paludose della vallata e regolamentare i vari corsi d’acqua, per ottenere terreni adatti all’agricoltura.

 

Bevagna

 

Bevagna ha mantenuto nel tempo l’aspetto del borgo medioevale, con le sue caratteristiche strette viuzze talvolta acciotolate, i suoi monumenti, la splendida piazza in cui si ergono maestose le chiese romaniche di San Silvestro e di San Michele Arcangelo, con un bel portale ornato da capitelli e fregi, entrambe del XII secolo; il duecentesco Palazzo dei Consoli che ospita da centotrent’anni il piccolo Teatro Torti, un autentico gioiello del periodo risorgimentale e la Chiesa di S. Domenico e Giacomo, sorta a fine ‘200 su un oratorio donato dal Libero Comune al Beato Giacomo Bianconi, quale riconoscimento per l’opera di ricostruzione di Bevagna, dopo l’assedio di Federico II.

 

Poco fuori dalla piazza sono ancora visibili i resti del Tempio romano, che oggi ospita dei laboratori di ceramica artistica, superati i quali una stradina a ciottoli conduce ai resti delle terme romane, con belle sale decorate con tessere a mosaico, che raffigurano soggetti marini mitologici come tritoni e ippocampi, polipi, delfini, aragoste.

 

Poco oltre, nella piazza dedicata all’eroe dei 2 mondi, si erge la Chiesa di San Francesco, edificata nel XIV e ripristinata tre secoli dopo; il centro storico di Bevagna riserva altre interessanti opere architettoniche, come il Municipio, allestito nel settecentesco Palazzo Lepri, che contiene una ricca collezione di reperti archeologici e le chiese barocche del monastero di S. Margherita e di S. Filippo. 


 

Bevagna_piazza_silvestri


Sul luogo più alto della città sorge l’elegante duecentesca Chiesa di S. Francesco, a navata unica, all’interno della quale è custodita la pietra su cui poggiò S. Francesco per predicare agli uccelli a Pian d’Arca.

 

Non distante dalla cittadina c’è il borgo di Gualdo Cattaneo, con la quattrocentesca Chiesa di Santa Maria delle Grazie, dalla quale si gode di una stupenda vista su Bevagna e sulla valle umbra.


Come molti altri centri che hanno nel periodo medioevale una parte importante della loro storia, anche Bevagna non si sottrae alla consuetudine di organizzare manifestazioni ed eventi che lo richiamano, come la “Primavera Medioevale” e, soprattutto, il “Mercato delle Gaite”, una rievocazione storica dove gli abitanti ed i tanti turisti indossano costumi d’epoca ricreando, quanto più fedelmente possibile, spaccati di vita quotidiana compresa tra il 1250 e il 1350.

 

bevagna_gaite

 

Nel corso dell’ultima decade di giugno le quattro “Gaite”, com’erano denominati i quartieri all’epoca, San Giorgio, San Giovanni, San Pietro e Santa Maria si sfidano in quattro gare, quella dei mestieri, la gara gastronomica, la gara del mercato e quella di tiro con l'arco, per decretare chi vincerà il palio annuale.


In questa, come nelle diverse altre iniziative, i prodotti tipici locali e la gustosa gastronomia umbra sono sempre protagonisti; tartufi, funghi porcini e olio d’oliva della zona accompagnano i primi ed i secondi piatti, le croccanti bruschette, i salumi e i formaggi.



Strangozzi e tagliatelle ai funghi e asparagi di bosco si aggiungono ai tortellini e gnocchi, seguite da piatti a base d’agnello, cinghiale, vitello o maiale, alla brace, arrostite o brasate, con salse saporite e gustose, accompagnate dal Sagrantino, il vino Docg locale, secco per accompagnare arrosti, e passito per i dolci, quali crostate, tozzetti, “rocciate” e “panicocoli”.




di Redazione 35