Il Monferrato, terra di grandi vini, nocciole e tartufi


Provincia di Asti


La parte sud orientale del Piemonte è suddivisa in aree geografiche e storiche particolari, con alcune peculiarità comuni ed alcune differenze; una di queste è il Monferrato, un territorio collinare ed una terra di grandi vini compreso principalmente tra le province di Asti e Alessandria.

 

Candidato assieme alle Langhe, il Roero e la Valtellina a località patrimonio Unesco dell’Umanità, che comprende comunque già il Sacro Monte di Crea, situato su una delle più alte colline del Monferrato, questo territorio ha una storia antica, essendo nato circa mezzo secolo prima del 1000 ad opera di Aleramo, nobile cavaliere dell’imperatore Ottone I che gli concesse il titolo di marchese assegnandogli il terreno che sarebbe riuscito a circondare correndo per tre giorni a cavallo.

 

Nacque così il Monferrato, le terre che dal fiume Tanaro al fiume Orba alle rive del mar ligure, la cui probabile etimologia potrebbe derivare da “monte fertile”.


 

Il titolo ed il territorio, nei secoli successivi, passarono nelle mani di diverse famiglie nobiliari, tra cui i Paleologi, i Gonzaga e poi i Savoia, fin quando dopo le ottocentesche guerre d’indipendenza rientrò nel Regno d’Italia.

 

La storia del Monferrato, nel corso dei secoli, si è evoluta caratterizzando costantemente il territorio come un luogo ideale per la viticoltura, per il vino e le attività legate all’alimentazione, convogliate nell’ultimo secolo in una fiorente industria alimentare.

 

 

Tre sono le zone in cui la storia ha suddiviso questa parte del Piemonte: il Basso Monferrato, o Casalese, caratterizzato da basse collinette tra il Po ed il Tanaro, in provincia di Alessandria; il Monferrato Astigiano, che copre tutta l’omonima provincia ad esclusione delle Langhe; l’Alto Monferrato, nella zona più meridionale, verso la Val Bormida e l’appennino ligure.

 

Il Monferrato è una terra ricca di storia e di tradizioni; il paesaggio delle sue colline coperte di vigneti, incastonate tra i piccoli borghi spesso sovrastati dagli innumerevoli castelli medioevali, è davvero suggestivo.

 

Tra i tanti castelli, c’è quello dei Paleologi, a Casale Monferrato, la “capitale” della parte bassa; quello di San Giorgio Monferrato, invece, fu costruito per contrastare le orde saracene che risalivano le vallate liguri verso il Piemonte; il castello di Vignale, che ospita oggi una fornitissima ed importante enoteca.

 

A Camino c’è uno dei castelli più belli e meglio conservati, noto per i suoi saloni affrescati, mentre dal castello di Uviglie, presso Rosignano Monferrato, ristrutturato e divenuto una nota azienda vinicola, rilanciando la coltivazione di vitigni pregiati, si può ammirare uno dei panorami più belli del Piemonte.

 

 

 

 

Nell’alto Monferrato vi sono i castelli di Rocca Grimalda, Orsara Bormida, Tagliolo, Trisobbio Prasco e Gavi, disseminati tra vigneti di Dolcetto, Moscato, Malvasia, Grignolino, Barbera, Rubino, Freisa, Cortese e Brachetto.

 

Ma oltre ai vigneti, le colline del Monferrato offrono altri prodotti di agricoltura come nocciole e frutta, ma anche dell’allevamento, come carni e formaggi, oltre ai tartufi; il turismo rappresenta un’altra vocerilevante dell’economia monferrina, da alcuni anni sempre più importante.

 

Anche alcune attività artigianali ed industriali hanno acquistato nel tempo una certa rilevanza: dall’oro di Valenza alle terme di Acqui, dai cappelli di Alessandria al cioccolato di Novi, dai vini di Gavi a quelli di Asti, Canelli, Vignale, Casale.


 

Come le altre zone limitrofe, anche il Monferrato è una terra con una gastronomia tipica di alto profilo, che risente tra l’altro anche dell’influenza di quella ligure, e che ha raggiunto una notorietà nazionale e internazionale.

 

Tra i primi si va dagli “agnolotti al plin” ai “taiarin” ai “risotti casalesi”, dai minestroni di verdura e alla polenta col merluzzo fritto ed alla “Bagna Càuda”.


Una cucina che comprende anche la carne: dalle trippe agli zampini o “batciuà”, alla coda di bue al Barbera, dal salame cotto, all’insalata di carne cruda della bovina piemontese, al tipico bollito piemontese di carne.

 

Fra i dolci troviamo la panna cotta e il Bonet, un antenato del budino, fatto con cacao, amaretti, marsala, latte, uova e zucchero, cotto a bagno maria e poi servito freddo.


Piatti che spesso vengono proposti anche nelle tante sagre organizzate nelle varie località monferrine, molte delle quali dedicate al Tartufo Bianco, come quella di Montechiaro d’Asti.



di Redazione 35