Il Gargano, lo Sperone d’Italia


Provincia di Foggia


Proteso nell’Adriatico, nella parte settentrionale della Puglia, in provincia di Foggia, c’è il promontorio del Gargano, conosciuto anche come lo “Sperone d’Italia”, un territorio variegato che comprende mare, montagna, laghi e paesi pieni di storia.

 

L’intero territorio è coperto dal Parco Nazionale del Gargano, che comprende anche le isole Tremiti, autentiche perle prospicenti il Gargano, inserite nel mare turchese che circonda per tre quarti il promontorio.

 

La presenza umana nel promontorio foggiano risale al periodo paleolitico, come attestano diversi reperti archeologici ritrovati nelle tante grotte del territorio, tra cui anche numerose pitture rupestri, le più antiche ritrovate in Italia.

 

Le varie civiltà che si sono succedute nel corso del tempo, tra cui i Dauni, svilupparono una fitta rete di rapporti commerciali e culturali con quelle dall’altra parte del mare, e finì per essere fortemente influenzata ed infine colonizzata dai Greci.



Con l’arrivo della dominazione romana il Gargano vedrà sorgere numerose città, che diventeranno importanti porti marittimi e ponti per i traffici commerciali tra oriente ed occidente.

 

Con la caduta dell’impero di Roma, bizantini prima e Longobardi poi sbarcarono sulle coste pugliesi occupando l’intero territorio, portando in un primo tempo guerre e distruzioni, ma anche chiese, conventi e castelli attorno ai quali si concentrarono i borghi e le masserie.

 

Gargano- 

 

In epoca medioevale le scorrerie dei Saraceni e degli Slavi favorirà il sorgere di una vera e propria civiltà rupestre, con la nascita di numerosi villaggi sparsi lungo la costa e nell’entroterra, come Peschici, Vico del Gargano, Monte Sant’Angelo, caratterizzati urbanisticamente da una struttura costruttiva tipica dell’area mediterranea.

 

La rinascita economica e sociale del Gargano giungerà con l’arrivo dei Normanni, i quali permisero lo sviluppo delle città accettandone una certa autonomia amministrativa, politica, economia e culturale; simbolo del periodo è anche la costruzione di molte cattedrali romaniche che ancora oggi caratterizzano il territorio.

 

Tra le tante quella di Santa Maria e di San Leonardo di Siponto, le cattedrali di Vieste, l’Abbazia di Santa Maria di Tremiti, quella di Kalena a Peschici, il Battistero di San Giovanni a Tumba, la Chiesa di Santa Maria di Monte Devia a San Nicandro Garganico e la chiesa di Santa Maria Maggiore di Monte Sant'Angelo, l'abbazia della Santissima Trinità di Monte Sacro a Mattinata.

 

Con gli Svevi inizia il periodo feudale e si consolidò il sistema dei castelli; Aragonesi ed Angioini successivamente ne completano l’infeudamento, rendendo il territorio del Gargano e il retrostante Tavoliere un territorio abbandonato, lasciato solamente al pascolo delle pecore.

 

Con l’avvento dei Borboni, il Gargano e la Capitanata, l’antica Daunia alle sue spalle, c’è un ritorno al latifondo e alla transumanza delle greggi, con la nascita di masserie e recinti per le pecore; anche dopo l’unità d’Italia, il territorio rimarrà notevolmente penalizzato e marginalizzato, rimanendo un’economia tra le peggiori di tutta l'Italia meridionale.

 

Solo con il secondo dopoguerra, con la nascita e lo sviluppo del turismo, il Gargano tornerà a rifiorire; i suoi centri costieri diventano uno dopo l’altro punti di riferimento per milioni di persone; le bellezze paesaggistiche, il mare e successivamente anche l’entroterra, vengono sapientemente valorizzate, portando benessere e diventando una delle voci più attive di tutte le attività emergenti del Mezzogiorno.

 

San-Giovanni-Rotondo 

 

Uno dei centri più visitati del Gargano è senza dubbio San Giovanni Rotondo, ma anche i centri religiosi di San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo e Manfredonia, i luoghi di Padre Pio, oggi santo, mete di pellegrinaggi e di un turismo religioso di livello internazionale.


Vieste, Peschici, San Menaio, Rodi Garganico, Mattinata, le Tremiti ed i laghi di Lesina e Varano sono invece le località frequentate da chi predilige vacanze al mare.

 

I piccoli borghi sono caratterizzati dalle case basse e bianche, in molti casi a picco sulle scogliere modellate dai venti e dalle onde o circondati da dune e spiagge sabbiose, di fronte a un mare pulitissimo il cui colore sfuma dall’azzurro al turchese.

 

L’entroterra garganico è invece coperto dalla Foresta Umbra, un territorio montagnoso, coperto da una fitta boscaglia di faggi, cerri, lecci, frassini, da secolari pini d’Aleppo ed una florida macchia mediterranea che nascondono alla vista una miriade di animali ed uccelli che vi trovano rifugio.

 

  ForestaUmbra

 

Per tutelare il territorio è stato istituito quasi vent’anni fa il Parco Nazionale del Gargano che oltre alla parte interna, coperta anche da una fitta rete di sentieri per passeggiate e trekking e aree attrezzate per fermarsi a mangiare, salvaguarda anche le coste, con le sue scogliere, le grotte, le isole, i fondali.


Il Gargano, oltre alle innumerevoli manifestazioni che denotano la grande religiosità della popolazione locale, è teatro in quasi tutte le località anche di moltissime iniziative organizzate per incentivare il turismo, molte delle quali collegate ai suoi prodotti tipici, come l’olio, le mandorle, i vini e gli agrumi ed alla sua gustosa gastronomia, fatta di piatti ricchi e gustosi, ma al contempo semplici e genuini, dove il pesce dell’Adriatico non è secondo ai prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento.



di Redazione 35