Il territorio del Roero in provincia di Cuneo: I Borghi di sommità tra storia, arte e antiche leggende (continua)


Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero


I Borghi di sommità tra storia, arte e antiche leggende.

 

Castelli e rocche sono il tema dominante dei paesaggi del Roero, e così un itinerario enogastronomico nel Roero si trasforma in un viaggio nella storia e nelle tradizioni. Perché nel paesaggio di canyon, voragini e calanchi che l’erosione ha disegnato qui migliaia e migliaia di anni fa, è sembrato naturale agli uomini fortificare le guglie, i punti più elevati e strategici. Sono nati così, già dall’Anno Mille, i castelli e i “borghi di sommità” tipici del Roero, piccoli centri accerchiati dalle Rocche che erano usate come vero e proprio fossato di difesa.

 

Questi borghi sono otto disseminati sul territorio, normalmente costituiti da una Torre di avvistamento e da un Castello per il signore del momento. I paesi di Pocapaglia, Sommariva Perno, Baldissero d’Alba, Montaldo Roero, Monteu Roero, Santo Stefano Roero, Montà, Cisterna d’Asti si trovano arroccati sulla linea delle Rocche, costituendo un itinerario misterioso, in un continuo saliscendi tra boschi, noccioleti e le vigne, sospeso tra storia e leggende di masche (streghe) e ladroni.


 

 

Arrivando dalla cittadina di Bra, capoluogo del Roero, addentrandosi tra i boschi, si arriva a Pocapaglia. Siamo nel cuore del Roero, nei luoghi delle Rocche, frutto dell’abbassamento di 80 m. dell’alveo del fiume Tanaro, circa 200 mila anni fa, che ha eroso le colline. Interessante il castello, già menzionato nel 1197; notevole è il portale d’ingresso ornato da trofei di guerra scolpiti in pietra. Poco oltre il castello la chiesa barocca dedicata a S. Agostino, con un pregevole coro ligneo.

 

Lasciato il paesino la strada sale verso Sommariva Perno: oltrepassato il merlato arco sabaudo si raggiunge il centro storico e il castello di Mirafiori. Acquistato nell’Ottocento da Vittorio Emanuele II, arricchito di splendidi appartamenti, fu regalato alla moglie morganatica Rosa Vercellana, contessa di Mirafiori, detta la “Bela Rosin”. Poco più avanti, la Parrocchiale dello Spirito Santo (XVII sec.) e la chiesa barocca di San Bernardino.

 

Scendendo da Sommariva si risale per Baldissero d’Alba, sovrastato dall’immancabile castello, ricostruito in stile neogotico su una roccaforte medioevale. Degne di interesse la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in cui è conservato un organo del 1354.

 

Ci si dirige ora verso Montaldo Roero, che ha come emblema la Torre, in buone condizioni, che rappresenta ciò che rimane del castello. Nel centro del paese la Parrocchiale della Santissima Annunziata, tardo romanica, a tre navate; poco distante si nota si nota l’abside romanica della chiesa della Confraternita dei Battuti Neri. La strada ora diventa più dolce, in un susseguirsi di vigneti e boschi di pino silvestre.

 

 

Si va verso Monteu Roero, anch’esso sovrastato dal castello del Duecento, ricco di affreschi e decorazioni, appartenuto ai Roero. Qui, la chiesa di San Nicolao è luogo di sepoltura dei Roero: la struttura attuale risale all’Ottocento. La chiesa è posta nella piazza belvedere da cui si gode un panorama invidiabile e misterioso sulle Rocche.

 

Proseguendo verso Canale, vivace centro vitivinicolo e ortofrutticolo del Roero, si devia per S. Stefano Roero, suggestivo borgo in posizione privilegiata sulle Rocche, con un centro storico ben conservato. Interessanti due edifici sacri realizzati dopo la metà del seicento che testimoniano le fasi di passaggio tra architettura tardo-manierista e prime soluzioni Barocche. La Parrocchiale di S. Lorenzo, costruita nel 1655, situata nell’omonima frazione, presenta una pianta quadrangolare ed unica navata, oltre che un coro quadrato e una sagrestia. Tra XIX e XX secolo sono stati realizzati il campanile e un ampliamento laterale.

 

La Parrocchiale di Santa Maria del Podio, realizzata tra il 1662 ed il 1667, ha struttura su pianta longitudinale e presenta al suo interno sei altari dedicati ai santi, oltre al maggiore dedicato alla Madonna. Nella parrocchiale sono conservati alcune opere lignee di indubbio interesse. Degna di nota la chiesa dei Disciplinanti Bianchi, dedicata a S. Bernardino, edificata nel 1729 in forme ancora barocche, con una facciata alquanto decorata e le altre pareti a mattoni a vista.

 

Lasciato S. Stefano Roero, ci si dirige verso Montà d’Alba, di origine romana. Importanti alcuni ritrovamenti nei pressi del Santuario dei Piloni, nella chiesa dei Ss. Giacomo minore e Filippo; la chiesa, pur subendo nel corso dei secoli numerose modifiche, conserva In alcune parti murarie primi esempi di transizione tra tardo Romanico e Gotico. Tracce di architettura Romanica a Montà si possono trovare nei ruderi dell’antica S. Martino a S. Vito. Nella parte più alta del paese rimane la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate. La struttura è ancora tardo gotica, con la navata centrale articolata su cinque arcate e quelle laterali soltanto su quattro. Nel corso del XVII e XIX secolo la chiesa viene ampiamente riplasmata, e vengono realizzati il campanile e la facciata odierni.

 

 

Il castello di Montà ha origini relativamente tarde perché l’antico fortilizio di origini romane sorgeva in un altro punto, ed oggi è totalmente scomparso. Oggi appare come una gentile dimora seicentesca con tanto di torre rotonda finemente decorata, ampio loggiato, elegante salone d’onore, scenografico portale d’accesso e grande giardino. Poco fuori dell'abitato di Montà, in direzione di Santo Stefano Roero si trova il Santuario dei Piloni la cui denominazione deriva dalla presenza nei pressi del santuario di tredici cappelle ("piloni") ornate da statue in gesso che si snodano nei boschi componendo una "Via Crucis", sino ad arrivare alla cappella del Santo Sepolcro nel punto più elevato dell'altura.

 

Si ridiscende ora verso Canale, importante centro vitivinicolo e ortofrutticolo del Roero. Si devia per l’ultima tappa verso Cisterna d’Asti, caratterizzato da un territorio sopratutto collinare, coperto da boschi e vigneti. E' un tipico esempio di borgo di origine antica, cinto un tempo da mura e scarpate naturali e dominato da due complessi edilizi: il castello e la chiesa parrocchiale. Il castello medioevale risale all'XI secolo o XII secolo e ospita dal 1980 il Museo Arti e Mestieri di un tempo; la cisterna che custodisce al suo interno dà il nome al toponimo locale.

 

Nel castello di Cisterna si può ancora ammirare la splendida torre duecentesca, esempio di come lo stile Romanico fosse assorbito nel Roero. Dello stesso periodo è la torre-porta che serve come accesso alla parte superiore del recinto fortificato. L’edificio è caratterizzato da alcuni elementi peculiari: il portale a tutto sesto, la merlatura e la splendida cornice decorativa, costituita da più serie di mattoni interposti a cornici di losanghe.



di Andrea Di Bella