Il Roero, terra di castelli e vigneti


Comune di Bra


Nella zona di confine tra le province di Cuneo e Torino, tra le Langhe ed il Monferrato, c’è una porzione del territorio piemontese chiamato Roero, bella zona collinare che comprende una ventina di comune e che, in molti casi, è assimilata alle confinanti Langhe astigiane.

 

In realtà in passato si trattava di un unico territorio, diviso morfologicamente migliaia di anni fa dopo una piena del fiume Tanaro che deviò il suo corso naturale, tagliando in due distinti territori Langhe e, sulla sinistra, il Roero.

 

Questo angolo piemontese è stato abitato fin dall’antichità per le fiorenti viticulture qui impiantate e la sua storia è intrisa di guerre, battaglie e saccheggi; il nome, un tempo Astixum, deriva da quello dei Rotari, poi Roerio, antica famiglia ghibellina che in epoca medioevale ha dominato a lungo su queste terre.


 

 

A differenza del territorio oltre Tanaro, caratterizzato da ridenti colline piene di vigneti e alberi da frutta, il Roero ha in diverse sue parti una natura più selvaggia, quasi incontaminata, che si alterna alle coltivazioni in un terreno dal particolare colore ocra ed alle colline anche qui coperte di vigneti e frutteti.

 

L’intero territorio è connaturato da torri e castelli arroccati sui rilievi, che rimandano all’epoca medioevale quando le guerre delle potenti famiglie feudatarie erano la norma; alcuni di questi, ben mantenuti, rappresentano una risorsa turistica importante per il territorio, contribuendo all’immagine e alla identità di ogni comune e di tutto il territorio.

 

La “capitale” del Roero è la cittadina di Bra, uno dei maggiori centri del barocco piemontese, il cui centro storico è caratterizzato le imponenti costruzioni medioevali e rinascimentali.

 

Il palazzo comunale, palazzo Garrone, palazzo Mathis e la chiesa di Sant’Andrea fanno da contorno alla piazza principale, l’antica piazza del mercato, al cui centro si erge la statua di San Giuseppe Cottolengo.

 

Passeggiando per le stradine del piccolo borgo, si incontrano la chiesa dei Battuti Bianchi, la casa natale del santo, lo storico palazzo Guerra, il palazzo Rosso e la chiesa di Santa Maria degli Angeli.
 

Anche i dintorni del centro storico di Bra sono ricchi di testimonianze delle epoche passate, come palazzo Valfrè, la cappella del Santo Rosario ed il gotico palazzo Traversa.

 

In cina al monte Guglielmo, punto più elevato del borgo, c’è il parco della Zizzola, edificio a pianta ottagonale, simbolo di Bra, non distante da alcuni altri edifici civili e religiosi, come la chiesa dei Battuti Neri, la parrocchiale di San Giovanni Battista e quella di Santa Chiara, in stile rococò.

 


Fuori città spiccano il trecentesco santuario della Madonna dei Fiori e l’antichissimo complesso monumentale di Pollenzo, in cui il castello e la parrocchiale fanno da contorno alla sede dell’Università di Scienze Gastronomiche ormai nota in tutto il mondo, inserita tra i beni del patrimonio culturale ed artistico mondiale “World Heritage" dell’Unesco.


Oltre che terra di storia e di castelli, il Roero é anche e soprattutto terra di vini pregiati, ben noti fin dall’epoca romana; una tradizione che si è tramandata durante il medioevo ed è giunta immutata ai giorni nostri.

 

Le colline del Roero sono un eccellente ambiente per il "Nebbiolo" oggi Doc, coltivato nelle zone più elevate delle colline; l’Arneis è invece un vitigno autoctono di questo territorio, anch’esso di origini antichissime, un tempo prodotto solo nella versione dolce per assecondare le preferenze dell’epoca; oggi l’Arneis viene lavorato anche nella versione spumante.



di Redazione 35