Italia Bella: Sonnino (Latina)


Comune di Sonnino


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Nell’entroterra della provincia di Latina, nel basso Lazio, sorge sul Colle Sant’Angelo, a 450 metro slm, circondata dai monti Ausoni, la cittadina di Sonnino, un borgo che ha mantenuto nel tempo le sue caratteristiche architettorniche medioevali.

 

Sorto a cavallo del millennio, Sonnino, proprio per la sua particolare posizione, è stata probabilmente, prima di diventare un agglomerato urbano, un “rifugio” per le popolazioni dell’agro pontino in fuga dalla malaria e dalle invasioni barbariche e saracene dei secoli precedenti.

 

E’ comunque ancor più probabile che, proprio per la sua posizione, gli stessi romani ne avessero colonizzato il colle ed il territorio circostante, dopo aver sconfitto e soggiogato la popolazione dei Volsci che viveva da secoli nella zona.


Prima del millennio, comunque, anche Sonnino come tanti altri centri abitati, subisce il processo d’incastellamento, con la costruzione di un luogo fortificato di difesa attorno al quale, poco alla volta, è venuto a crearsi il borgo.

 

Il castello, edificato dalla nobile famiglia De Sonnino, dal quale deriva il toponimo del borgo, era dotato di un’imponente torre circolare che, dall’alto del colle, dominava il territorio circostante.

 

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Situato sul confine di quelli che nei secoli successivi saranno lo Stato Pontificio ed il Regno delle due Sicilie, Sonnino ed il suo castello passerà poi di mano in mano a diverse altre potenti casate romane, ospitando anche ospiti illustri.

 

Una delle caratteristiche peculiari di questo borgo medioevale di oltre settemila abitanti, consiste nella struttura urbanistica del suo centro storico, al cui interno corrono una serie di vicoli, stretti, lunghi, corti, ripidi o gradanti, che si intersecano in un labirinto inestricabile, i cui nomi spesso richiama quello delle famiglie che vi abitavano o da qualche loro caratteristica.

 

Le case del vecchio centro, addossate le une alle altre, sono strette entro i resti delle antiche mura medioevali, tra le cinque porte d’accesso alla cittadella, la Portella, Porta S.Pietro, Porta S.Giovanni, Porta di Tocco e Porta Riore, quest’ultima distrutta dalle truppe papaline nell’800 assieme a buona parte del paese.

 

A dominare il borgo, in cima al colle, vi è ciò che rimane dell’originaria torre, di quattro piani a cui si accede tramite ripide scalinate; al suo interno vi sono gli scantinati con le prigioni, i forni e le cisterne dell’acqua, nicchie, trabocchetti e attrezzi di tortura.

 

La struttura originaria del castello è andata in gran parte distrutta; restano le strutture perimetrali e le stanze affrescate del palazzo, dove abitavano i De Sonnino.

 

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Oltre alle antiche porte che immettono nel borgo ed alla suggestione dei suoi vicoli, a Sonnino è presente anche il Ponte del diavolo, che risale al II secolo, il quale in realtà è un'arcata dell'antico acquedotto romano, il quale venne così definito nel corso del periodo medioevale quando nacquero attorno alle sue pietre alcune leggende di stregoneria.


Diverse anche le strutture religiose della città, come la Chiesa della Madonna della Pietà, sul Monte Pero, che contiene un pregevole affresco; la duecentesca chiesa di San Giovanni, ; quella di San Francesco, del 1300; la seicentesca cappella della Madonna di Loreto e quella di San Michele Arcangelo, che contiene anche la sacra icona di Maria Santissima delle Grazie, un’icona di stile bizantino del XII secolo.

 

Anche il territorio circostante è caratterizzato da alcune aree molto interessanti, come il Monumento naturale Campo Soriano, un altopiano carsico con alcuni imponenti e suggestivi monoliti calcarei, tra Monte Romano e Monte Cavallo Bianco, circondati da vigneti che producono le uve del “moscato di Terracina”.

 

Non distante, nei pressi del monte Tavanese, c’è una grande voragine carsica di una quarantina di metri di profondità con interessanti stalattiti e stalagmiti, mentre ai piedi del monte delle Fate vie sono i calanchi di San Nicola, nei pressi dei quali sorgono i resti dell’antica chiesa da cui prendono il nome.

 

 

Tra le diverse manifestazione che il paese organizza periodicamente, la più suggestiva è senza dubbio la “Festa delle Torce”, che si tiene il giorno dell’Ascensione, che per i paesani non è una festa né una sagra comunemente intesa, bensì una manifestazione di popolo, che risale nella notte dei tempi; una manifestazione dove la liturgia cristiana si mescola con il folklore di sapore pagano.

 

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La manifestazione è connaturata da una processione serale di una trentina di chilometri per il colle del paese ed i monti circostanti, portando migliaia di torce che illuminano la notte; le torce, fatte di cera vergine, vengono benedette e consegnate ai quattro caporali, che guideranno la schiera dei "torciaroli" per tutto il tragitto.


 

Diverse anche le manifestazioni collegate ricorrenze religiose, ma anche quella della Sagra della capra, che si svolge a fine agosto, dove la cucina e la gastronomia collegata a questo animale si sposa con gli altri prodotti tipici del territorio, come l’olio d’oliva, maggiore risorsa del paese, i fichi secchi, i formaggi pecorini, in particolare le caciotte, i “ciacaprete”, un piatto di strozzapreti con sugo di cacciagione e il “canesciune”, un dolce ripieno di ricotta, tipico del periodo delle Torce, ma che per la sua bontà è uscito dalla specifica tradizione del momento dell’Ascensione per farsi gustare anche in altri momenti dell’anno.




di Redazione 35