Il territorio del Roero in provincia di Cuneo: Castelli, Vigneti, Vini e Cantine (continua)


Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero


di: ANDREA DI BELLA


I CASTELLI

 

Castelli, torri, bastioni e fortezze… nel Roero ci sono tanti piccoli tesori ricchi di storia e d’arte. Alcuni di essi sono privati e non visitabili ma molti altri sono aperti al pubblico e ospitano frequenti iniziative ed eventi coordinati con il territorio. Tra le iniziative più importanti ci sono “Castelli Aperti” e “Castelli in Scena”, rassegne di spettacoli, festival, degustazioni, itinerari tematici e concerti che si tengono da maggio a ottobre.

 

Tra i Castelli da visitare ci sono quelli di Guarene, di Monticello d’Alba, di Canale, di Cisterna, di Govone, di Magliano Alfieri, di Pollenzo.

 

A Monticello l’imponente maniero dei Conti Roero, la famiglia feudale di origine nordica da cui è derivato il nome della zona, è una sorta di catalogo della storia locale. E’ una delle costruzioni medioevali più imponenti e nel complesso più integre del Piemonte.


 

Il Castello di Pollenzo fu acquisito al patrimonio dei Savoia nell’Ottocento e fatto riedificare da Carlo Alberto, che ne trasformò le pertinenze in parte in tenuta agricola modello, in parte in parco romantico: costituì così l’Agenzia di Pollenzo. Oggi il castello è inserito all’interno del borgo, in stile neogotico, allora di moda.Qui ha sede l’Università di Scienze Gastronomiche, primo ateneo al mondo interamente dedicato alla cultura del cibo che accoglie studenti provenienti da ogni angolo del mondo. Nelle vecchie cantine sabaude, oggi restaurate, si è insediata la Banca del Vino, un autentico museo che raccoglie un patrimonio di oltre 100.000 appartenenti a 300 qualificate aziende vitivinicole nazionali. Il museo prevede percorsi di degustazione, assaggi, eventi, corsi, seminari.

 

 

La piazza antistante il castello, anch’essa in stile neogotico, ha al centro una fontana, mentre ai lati si chiude con il complesso agricolo dell’Albertina, con la Chiesa di San Vittore e un torrione, caratterizzato da un’insolita merlatura in stile trombadour. Insieme alle altre residenze sabaude incluse nella cosiddetta “Corona delle Delizie”, dal 1997 il castello di Pollenzo è stato dichiarato Patrimonio mondiale dell’UNESCO.

 

Di Pollenzo condivise le vicende feudali Santa Vittoria d’Alba con Castello e torre (oggi albergo), eretti a dominio della Valle del Tanaro. In posizione altrettanto dominante, sull’orlo di uno spettacolare burrone delle Rocche, si erge il Castello di Pocapaglia, dal magnifico portale scolpito in pietra. E ancora il Castello di Sanfrè, risalente all’inizio del Duecento, il Castello di Sommariva Bosco, dove prevalgono le parti quattrocentesche. La notorietà del maestoso Castello di Sommariva Perno, documentato dal 1153, risale al 1857, quando lo acquistò Vittorio Emanuele II per donarlo all’amante “Bela Rosin”, diventando poi dimora prediletta della coppia.

 

Memorie risorgimentali custodisce anche il Castello di Baldissero, ricostruito nella metà dell’Ottocento. Uno splendido torrione cilindrico di mattoni rossi è, invece, quello che rimane del Castello di Montaldo Roero; mentre si presenta in forme ingentilite rispetto a quando, nel 1158, vi avrebbe soggiornato Federico Barbarossa, il Castello di Monteu, un mix di epoche, dal Trecento all’Ottocento. A Montà il Castello-residenza del ‘600 è costruito sulla piazza-salotto, proprio dove sorgeva un maniero trecentesco.

 

A Sommariva Perno conserva il suo bravo Castello, con le torri medievali, dal ‘700 proprietà dei marchesi Seysell d’Aix (che continuano ad abitarlo). Edificato come fortezza nel 1260 a difesa del Comune di Asti, il Castello di Canale venne fortificato con l’avvento delle armi da fuoco. Antichissime e spettacolari le Cantine. Ai Comuni appartengono i complessi monumentali di Govone e di Magliano Alfieri: in stile barocco, il primo, fa parte delle Residenze Sabaude, con la facciata realizzata su progetto del Guarini; mentre il secondo, citato da Vittorio Alfieri nelle sue lettere, ha sulla volta del salone d’onore gli stemmi della casata.

 

Il Castello di Guarene, in posizione strategica, circondato da uno splendido parco, è stato oggetto di una demolizione-ricostruzione particolarmente felice, due secoli fa. Il Castello di Cisterna, con la torre del ‘200, è diventato sede di un bel Museo di arti e mestieri, oltre 5000 oggetti sulla quotidianità e le tradizioni contadine.


VIGNETI, VINI E CANTINE

 

Su 3.500 ettari coltivati a vigneto nel Roero, sono 2.500 quelli a denominazione di origine controllata. Arneis e Nebbiolo sono i vitigni più diffusi, seguiti da Barbera, Bonarda, Favorita e Brachetto. Quest’ultimo nel Roero dà origine a un vino profumatissimo e di particolari qualità che i produttori, non potendo assegnare il nome di Brachetto, hanno deciso di consorziarsi e di attribuirgli il nome di Birbèt (“birichino”).

 

Da qui i vini a Doc sono il Roero, il Roero Arneis, il Langhe Favorita, il Nebbiolo d’Alba, e la Barbera d’Alba. I dominatori della scena enologica roerina sono il Roero, Doc dal 1985 e il Roero Arneis, Doc dal 1989, entrambi Docg dal 2005. Il Roero può essere prodotto in 19 Comuni alla sinistra del Tanaro, in provincia di Cuneo.

 

I nebbioli coltivati da questa parte del Tanaro, in virtù di terreni a prevalente componente sabbiosa, danno vini che presentano caratteristiche diverse rispetto a quelli delle Langhe: colore meno concentrato, più sapidi e meno tannici. Oggi questo vino ha trovato la giusta calibratura ed è molto affermato.

 

 

Al Roero fresco, fruttato e di pronta beva, se ne affianca uno più impegnativo che non disdegna un certo invecchiamento. E’ un rosso di grande fascino che si colloca a giusto titolo tra i grandi rossi del Piemonte. L’Arneis è, invece, uno dei vini bianchi più apprezzati in tutto il Piemonte. Di caratteristiche olfattive gradevoli, fresche e fruttate, riscuote notevole successo tra gli appassionati e i semplici bevitori. Non c’è dubbio che il consumo di questo bianco, favorito dalle nuove tendenze del consumo e del gusto, ha dato un notevole impulso all’economia vitivinicola del Roero, mutandone anche la fisionomia.

 

Negli ultimi anni i vigneti si sono rinnovati e specializzati, le cantina si sono modernizzate, molti produttori hanno capito l’importanza di confrontarsi con le migliori produzioni viticole del mondo, trasformando questo territorio, da sempre un po’ il parente povero delle Langhe, in una realtà vivace, capace di sfruttare al meglio le proprie potenzialità, di costruirsi una propria identità. Tra le cantine d’eccellenza spicca l’Enoteca Regionale del Roero, ospitata in un palazzo dell’Ottocento, sulla Via Maestra di “Canale d’Alba”, tappa d’obbligo per il visitatore. Nata con l’obiettivo di promuovere e di valorizzare i vini del Roero, l’Enoteca ha contribuito in modo deciso al rilancio vitivinicolo del territorio e all’espansione del turismo enogastronomico del Basso Piemonte.

 

L’Enoteca si presenta con una serie di vini del Roero in esposizione, opportunamente selezionati e una sala degustazione. Al primo piano è ospitato il Ristorante dell’Enoteca, due ampie sale a disposizione di un’affezionata clientela. Qui, in un ambiente curato e discreto, l'offerta della tradizionale cucina piemontese e del territorio proposta con estro e creatività, abbinata ai vini rigorosamente selezionati, si esprime ai massimi livelli di raffinata qualità. Il Ristorante è stato insignito nel 2000 della “Stella Michelin “.

 

Il merito della riscoperta del Roero è da dividere equamente tra la lungimiranza degli amministratori pubblici locali e la bravura dei produttori che, in pochi anni, sono riusciti a proporre vini in grado di competere con il meglio della produzione di Langa e non solo!



di Andrea Di Bella