A spasso con Mestolo a Cortale (Catanzaro)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

La Calabria geografica presenta nella sua parte mediana una strozzatura corrispondente all’istmo di Marcellinara, che separa il mare Ionio dal Mare Tirreno. Su questa piccola lingua di terra, nella parte più bassa delle Serre, sorge il borgo di Cortale. Mestolo, lo visita per noi animato come sempre della sua proverbiale curiosità. Racconta che il nome, con molta probabilità, deriva dal greco cortazo che significa “nutrire nella stalla” e in seguito tradotto in latino in cohortale. Il primo insediamento nacque intorno a un antico monastero basiliano dedicato a San Michele e ai Santi Cosma e Damiano, nell’anno 1070.

 

 

Il suo centro storico emana un fascino particolare; tra le sue antiche e tortuose viuzze è facile imbattersi nelle artistiche fontane denominate “Tre Fontane” e “Cinque Fontane” dal numero dei cannelli da cui sgorga acqua fresca e cristallina. Da ammirare sono, anche, alcuni edifici sacri come: la Chiesa della Madonna dell’Assunta, in stile barocco settecentesco, e la Chiesa di San Giovanni, dove al suo interno si trova una bellissima croce in pietra di epoca bizantina. Il borgo ha dato i natali ad uno degli artisti più importanti della nostra regione e d’Italia, il pittore Andrea Cefaly. Il maestro, dopo gli studi umanistici, contro il parere del padre, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli come allievo di Filippo Marsigli.


 

 

La sua opera pittorica s’inserisce nella corrente, al tempo innovativa, dei veristi. Tra le sue creazioni va ricordata “la battaglia di Capua o Campagna di Volturno” eseguita nel 1860 per un committente d’eccezione, Vittorio Emanuele II. L’opera si trova presso la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria. Interessante e particolare, per la carica d’ironia e denuncia sociale, è il quadro “Il miglior modo di viaggiare in Calabria” ed esposto al Museo di Castel Novo di Napoli. Per Cefaly la mancanza di vie di comunicazione porta i calabresi a viaggiare su un pallone spinto da un razzo.

 

 

Per finire il giro in questo interessante e garbato paese, il nostro amico cuoco ci richiama alla mente che Cortale, fino all’Ottocento, insieme a Borgia e San Floro, formava il cosiddetto “triangolo della seta” per la quantità di seta e tessuti serici prodotti nei loro territori.



di Redazione Calabria