Italia Bella: Cividale del Friuli (Udine)


Comune di Cividale del Friuli


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

Circondata da colline piene di vigneti, attraversata dal fiume Natisone, nella parte orientale della regione, Cividale del Friuli, cittadina di quasi dodicimila abitanti è un borgo moderno con una storia molto antica.


Situato in una posizione strategica, in una vallata di transito tra l’est e l’ovest, il territorio circostante è stato frequentato fin dal Paleolitico; un primo insediamento militare romano è del II secolo a.C., che fu successivamente trasformato in città dallo stesso Giulio Cesare.

 

Chiusa l’epopea romana, Cividale venne conquistata dai Longobardi che ne fecero la loro prima roccaforte in Italia, costruendovi alcuni edifici di pregio ed edificando alcune strutture fortificate per la difesa che, comunque, risultarono insufficienti per fermare le successive orde barbariche che scendevano sul suolo italico.

 

Con la presenza in città di un’importante rappresentanza ecclesiastica, Cividale del Friuli divenne un importante punto di riferimento anche per la nobiltà dell’epoca; i successivi dominatori Carolingi ne fecero la sede di un’importante corte feudale, che attirò in città uomini di cultura da tutt’Europa.

 

A cavallo del millennio, però, la città subì un forte declassamento, dovuto all’accentramento del potere con sede in Baviera; Cividale divenne per quasi quattro secoli territorio di conquista dei patriarchi, liberi feudatari che ne fecero il più grosso centro politico e commerciale del Friuli, costruendovi monasteri, conventi, palazzi, imponenti strutture di difesa ed anche l’Università.

 

 Cividale_del_Friuli_ponte

 

Nel ‘400 la città passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia, anche se a tempi alterni
si accesero faide tra le potenti famiglie nobiliari e vennero combattute più di una guerra; ciononostante Cividale continuò a crescere urbanisticamente ed artisticamente, richiamando in città diversi celebri artisti dell’epoca.

 

Dopo il periodo napoleonico, Cividale del Friuli subì le sorti del resto del territorio del nordest, finendo in mani asburgiche e, dopo i decenni del Risorgimento, annessa al Regno d’Italia assieme al Veneto ed al Friuli.

 

Gli anni delle due guerre mondiali del secolo scorso sono stati drammatici per la città friulana, al centro di battaglie per la conquista di un territorio considerato strategico, pagando un prezzo enorme in termini di vite umane.

 

Oggi Cividale del Friuli è una città di frontiera caratterizzata da una fiorente economia basata prevalentemente sulla vitivinicoltura, che non ha dimenticato le sue radici; nel centro storico sono numerosi gli elementi architettonici medioevali, come il Tempietto Longobardo dell’VIII secolo, il Duomo di Santa Maria Assunta del XV secolo, al cui interno vi sono importanti opere d’arte, tra cui una pala d’argento, capolavoro di oreficeria medioevale italiana.

 

Cinquecentesco anche il Palazzo Comunale, costruito su un preesistente edificio del ‘200, al cui interno sono stati scoperti resti di una domus romana del I secolo.

 

Il Museo archeologico di Cividale è stato allestito nel Palazzo dei Provveditori Veneti, costruito tra il 5-600 sul modello degli edifici palladiani; al suo interno sono custoditi molti reperti d’epoca longobarda ed importanti codici medioevali.

 

Particolarmente interessante anche il sotterraneo ipogeo celtico, probabilmente una necropoli primitiva successivamente trasformato in carcere dalle popolazioni successive che hanno governato la città.

 

Oltre alle diverse chiese di epoche diverse presenti a Cividale, è particolarmente interessante anche il Ponte del Diavolo” sopra il Natisone, così chiamato perchè la leggenda vuole fosse costruito dal diavolo in cambio dell'anima del primo passante; gli scaltri abitanti fecero inaugurare il ponte da un cane, gabbando così il diavolo.

 

Tra le dimore nobiliari della città vi sono il castello Craigher-Canussio e numerosi palazzi di epoche diverse.

 

La zona di produzione dei vini "Colli Orientali del Friuli" Doc ha in Cividale la sua capitale; un territorio ribattezzato "Parco della vite e del vino", dove il turismo enogastronomico ha assunto un ruolo importante.

 

Oltre ai vitigni autoctoni quali Tocai friulano, Verduzzo friulano, Ribolla gialla, Schioppettino, Pignolo, Tazzelenghe, Refosco dal peduncolo rosso e Picolit, le colline della zona ospitano anche anche i vitigni diversi, come Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio e Pinot nero, Sauvignon, Cabernet, Merlot, oltre al Traminer aromatico altoatesino, al Riesling renano ed alla Malvasia istriana.

 

 Gubana

 

Oltre al vino, la cucina cividalese ha una sua tipicità soprattutto nella pasticceria; la Gubana è un dolce dalla forma a spirale e cotto al forno a base di pasta dolce lievitata con un ripieno di noci, uvetta, pinoli, zucchero, liquore, scorza di limone grattugiata.

 

Note ed apprezzate anche le gubanette, simili alla gubana ma più piccole e gli strucchi, pasta dolce fritta o lessa ripiena con uvetta pinoli noci e nocciole.

 

Numerosi e particolari gli eventi che richiamano in città migliaia di turisti nel corso dell’anno; per la Befana viene organizzata la Messa dello Spadone, un suggestivo rito religioso e corteo in costumi d'epoca con la rievocazione storica dell'entrata a Cividale del Patriarca Marquardo von Randeck nel 1366.

 

Pasqua, oltre alle celebrazioni religiose della settimana santa, vede la città animarsi anche per il Gioco del Truk, antico e tradizionale gioco che si svolge nelle piazze.

 

Il periodo estivo vede invece l’organizzazione del Festival Internazionale Mittelfest, del Palio di San Donato, rievocazione storica in costumi medioevali con botteghe artigiane, giochi, gare di corsa pedestre e di tiro con l'arco nell'atmosfera medioevale di Cividale, nonchè di Natibongo, festival di musica etnica che richiama in città giovani da diversi paesi europei.




di Redazione 35