A spasso con Mestolo a Staiti (Reggio Calabria)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Mestolo, con il suo fare errabondo, ci porta nella zona del basso Jonio della provincia di Reggio Calabria dove a circa cinquecento metri sul livello del mare si trova il borgo di Staiti. L’abitato si affaccia sull’incantevole valle scavata dalla fiumara di Bruzzano. Le sue origini risalgono, presumibilmente, al 1500 come punto di osservazione e di difesa del feudo di Brancaleone a cui apparteneva. Il feudo era della famiglia di Geronimo Ruffo. In seguito passò nelle mani della famiglia Staiti assumendo il nome che porta ancora.

 

 

Il luogo, tramutato in fortificazione, fu dato ai principi Carafa di Roccella Jonica. La struttura urbana del paese, come del resto tutti i centri di origini medievali, si presenta acciambellata attorno alla chiesa Chiesa Madre di Santa Maria della Vittoria e alla sua piazza, luogo di incontro di tutti i cittadini. L’edificio religioso fu eretto nel 1612, e la sua intitolazione è in ricordo della vittoriosa battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 quando le navi dei cristiani ebbero la meglio sulla flotta turca. L’interno della chiesa, diviso a tre navate, conserva una pregevole opera scultorea del 1572, in marmo bianco di Carrara, presumibilmente appartenente alla scuola del Gagini, rappresentante la Madonna col Bambino.


 

 

Dal centro del paese il nostro cuoco Mestolo si sposta verso la periferia e imboccato una via che segue il crinale del monte Cerasia. Questa vecchia mulattiera ci porta a quello che è l’obiettivo principale della visita a Staiti, il Tempio Santa Maria dei Tridetti. La chiesa, di epoca normanna, risalente all’undicesimo secolo, è dichiarata Monumento Nazionale. In origine era annessa ad un convento basiliano di cui rimangono pochi resti. Si tratta un tipo di architettura unica in Calabria.

 

 

La basilica orientata, cioè con l’abside rivolto ad oriente (est) di modo che fedeli e sacerdote pregassero nella stessa direzione, è a tre navate con tre absidi semicircolari. La facciata presenta un portale ogivale soprastato da un oculo affiancato da una lesena e un merlo a coda di rondine in mattoni a vista. Chiude in alto la facciata un piccolo campanile a vela. La cupola è retta da archi ogivali e da un tamburo con doppie nicchie di sostegno agli angoli.



di Redazione Calabria