Italia Bella: Montefredane (Avellino)


Comune di Montefredane


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –

 

L’Irpinia avellinese è ricca di borghi antichi ed affascinanti; uno di questi è Montefredane, situato in cima ad una collina nella valle del Sabato, in un territorio ricco di sorgenti e di boschi, noto per i suoi ottimi vini, i prodotti ortofrutticoli e l’allevamento di animali da latte.

 

Cittadina di oltre 2.300 abitanti a circa 600 metri slm, Montefredane, a pochi chilometri dal capoluogo Avellino, è un borgo tranquillo con antiche tradizioni agricole, meta di un “turismo” locale da parte degli avellinesi che non disdegnano avventurarsi nei boschi che la circondano per escursioni in mezzo al verde, nell’aria salubre, per raccogliere castagne e funghi.

 

Poco fuori il paese, in una zona panoramica sulla vallata circostante, ci sono le sorgenti minerali del “Pozzo del sale”, attorno alle quali si è venuto creando poco alla volta il borgo.

 

Il territorio di Montefredane, abitato già in epoca preistorica dai Sanniti, venne poi occupato dai Romani, che vi portarono l’acquedotto e varie strade di transito, tra cui l’Appia; il borgo vero e proprio è d’epoca medioevale, del XII secolo, sul quale governarono diversi feudatari.


Nel ‘600 Montefredane finì tra i possedimenti dei Caracciolo di Avellino, che lo gestirono fino all’abolizione della feudalità; nei successivi duecento anni, la nobile dinastia riuscì a portare a nuovo splendore il paese dopo un lungo periodo di decadenza ed abbandono causato prevalentemente da peste e carestie.


In paese, su un lato della piazza, sorge il "Castello dei Caracciolo", gli ultimi feudatari del paese irpino, che vi edificarono il loro Castello, costruito sui resti di una fortificazione di epoca longobarda, anche se sono evidenti gli interventi di restauro delle epoche successive.

 

Vi si accede passando sotto l'arco che si trova al lato della chiesa di Santa Maria del Carmine, la chiesa Madre di Montefredane.

 

Montefredane-castello

 

Gli altri edifici interessanti del piccolo borgo irpino sono la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, la Cappella della Pietà, l’ex chiesa dell’Addolorata, l’ex abbazia di Santa Maria di Costantinopoli, oggi sede del Municipio, ed il palazzo baronale.

 

Il disastroso terremoto che trent’anni fa colpì l’Irpinia non ha risparmiato Montefredane, che ha visto crollare molte case e il suo patrimonio artistico notevolmente danneggiato, con gli interventi di ricostruzione e ristrutturazione dei palazzi e delle chiese durati anni.

 

La maggior parte delle attività di Montefredane è collegata all’agricoltura e all’allevamento; soprattutto attorno all’allevamento di animali da latte, bovini ed ovini, è sorta una fiorente attività casearia industriale ed artigianale che ha reso la produzione di latticini e formaggi locali piuttosto conosciuta anche oltre i confini regionali.

 

Cittadina di antiche tradizioni agricole, Montefredane ed il territorio che la circonda hanno una notevole estensione di terreni coltivati con molti prodotti ortofrutticoli che vengono avviati ai mercati delle regioni circostanti e del nord Italia; anche la produzione di castagne, nocciole, legumi, granaglie e fichi rappresentano una voce rilevante dell’economia cittadfina.

 

La Cipolla ramata è forse il prodotto ortofrutticolo più caratteristico della zona; una varietà tipica del territorio collinare il cui nome è dovuto al tipico colore della tunica esterna del bulbo.

 

Si tratta di una cipolla dolce al gusto, intensa nell'aroma, molto nota a livello nazionale e internazionale, che nel territorio irpino entra nella preparazione di numerosi piatti caratteristici e tradizionali, che si rifanno all'antica cultura contadina e pastorale.


Ma è il vino che ha fatto di Montefredane un punto di riferimento per molti eno-cultori; le vigne che circondano il colle forniscono l’uva per il Greco di Tufo, l’Aglianico Taurasi e il Fiano di Avellino, che hanno ottenuto la Docg, oltre al e al bianco “Coda di Volpe Igt”.




di Redazione 35