Il Lago di Caldonazzo


Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai-Terme-Laghi


Il più grande lago interamente nel Trentino si trova in Valsugana; è il lago di Caldonazzo a 465 metri slm, pulito, pescoso e balneabile.

 

Sulle sponde del lago si affacciano diversi paesi: Caldonazzo, Calceranica al Lago, Tenna, Ischia e San Cristoforo; numerosi gli impianti estivi ed invernali che offrono ai turisti una varietà notevole di occasioni in ogni stagione.

 

Sulle pendici dei monti che lo contornano sono possibili sia escursioni impegnative che tranquille passeggiate; le acque del lago sono un paradiso per i pescatori come per chi pratica sport acquatici, vela, canoa, windsurf, sci nautico.

 

Il clima mite del lago prolunga l’estate e rende sopportabile l’autunno che arriva lento, con i suoi colori vivissimi nel fitto mosaico di boschi e di campi.

 


Il territorio fu abitato dai pastori Euganei e Illiri che, durante l'inverno, scendevano al piano, in masi isolati o piccolissimi nuclei, dai quali in seguito si svilupparono i villaggi.


In epoca successiva i Romani vi si stabilirono, lasciando numerose tracce della loro cultura, come anche le popolazioni barbariche che vi transitarono nella conquista dell’impero,
In epoca medioevale Caldonazzo e la Valsugana vennero infeudate dall’imperatore Enrico V, governata da dal vescovo di Trento; in questo periodo numerosi masi si aggregano dando vita ai primi borghi, tra cui Caldonazzo, sul colle, che diviene il centro nevralgico del lago.


All’inizio del ‘200 i feudatari di Caldonazzo costruirono il loro castello fortificato tra le povere case, ma nei decenni che seguirono la zona fu soggetta a violente lotte e saccheggi per la proprietà dei pascoli, dei boschi e delle acque pescose del lago, fin quando non finì sotto le insegne scaligere.


E’ di quegli anni l’istituzione di una “Regola”, una sorta di legge della comunità cui le famiglie dovevano attenersi, che è rimasta in vigore fino al periodo napoleonico.


Nel corso della sua storia millenaria, il territorio del lago di Caldonazzo ha dovuto affrontare anche epidemie di peste e colera, oltre a diverse alluvioni del torrente Centra.

 

Nel ‘700 gli abitanti vissero un lungo periodo di benessere, con lo sviluppo dell'allevamento del baco da seta, la produzione di vino e canapa e l'intensificarsi dell'agricoltura.

 


Nelle acque del lago di Caldonazzo vivono una grande varietà di pesci come trote, scardole, carpe, pesci sole e tinche, che attirano molti pescatori non solo del territorio circostante, dando un discreto contributo al turismo lacustre.

 

Ben quattro gli approdi nei porticcioli dei paesi lacustri e diversi gli stabilimenti balneari, soprattutto nella parte meridionale del lago; ovunque nei paesi lungo le sponde si svolgono numerosi appuntamenti folkloristici, il più importante dei quali è il “Palio dei Draghi”, una competizione tra imbarcazioni che sembrano veri e propri animali mitologici, spinte da numerosi vogatori.



di Redazione 35