A spasso con Mestolo a Firmo (Cosenza)


Testo e disegno di Nino Sergi -

 

Situato sul cucuzzolo di una collina alta circa 350 metri sul livello del mare a ridosso all’imponente massiccio della Sila, in provincia di Cosenza, il borgo di Firmo si appresta a ricevere la visita del nostro “globe trotter” locale, l’amico cuoco Mestolo. La sua gente appartiene alla grande comunità albanese di cultura arbereshe di rito greco-bizantino. Gli abitanti si rifanno ad un mondo culturale basato sui modelli della: ospitalità (mikpritia), dell’onore (ndera) e della fedeltà “besa”.

 

 

Il territorio, prima della presenza degli albanesi, faceva parte dei possedimenti dei principi di Bisignano e dei Padri Domenicani di Altomonte, ed era diviso in due parti: Firmo Soprano e Firmo Sottano. Il primo Firmo vide la luce il 6 Settembre del 1502 con la cessione di un podere da parte di Don Bernardino Sanseverino ad Alessio Comite con l’impegno di farne una boegata. Il secondo Firmo nasce nel 1485 per opera di profughi albanesi fuggiti dalla loro terra in seguito all’occupazione da parte dell’impero Turco-Ottomano. Nel 1811 le due comunità furono riunite nell’unico attuale centro urbano.


 

 

Ma a ricordare l’antica separazione vi sono: l’arco “Ka Markasati” e le differenti forme architettoniche e urbanistiche che ancora sono evidenti tra i due centri. Di gran pregio artistico sono gli edifici religiosi che Mestolo ci fa scoprire. Prima tappa la chiesa parrocchiale del diciannovesimo secolo, dedicata a Santa Maria in Cielo che presenta una pianta di forma rettangolare divisa a tre navate con pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. Una grande volta a botte ricopre la navata centrale, per le laterali sono delle volte a crociera a provvedere alla loro copertura.

 

 

Si passa al settecentesco Convento dei Domenicani che si sviluppa su una superficie di 1400 mq, diviso in diciassette stanze, distribuiti su due livelli. Il tutto è protetto da un ampio giardino che si estende esternamente per circa di 200 mq di superficie. Al centro dell’edificio si apre una corte sulla quale si affacciano i tre prospetti principali del convento. L’ingresso è caratterizzato dalla presenza di un bel portale con arco a tutto sesto in pietra di tufo scalpellata.



di Redazione Calabria