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A spasso con Mestolo a Soveria Mannelli (Catanzaro)


A spasso con Mestolo a Soveria Mannelli (Catanzaro)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Mestolo percorre una zona piena di boschi, ideale per passare una bella villeggiatura in zona collinare. Egli si trova nella Piccola Sila, nel territorio della provincia di Catanzaro, e va a far visita alla cittadina di Soneria Mannelli. L’abitato sorge a circa ottocento metri sul livello del mare in posizione di equidistanza tra l’alta montagna e il mare. Ai suoi piedi scorre il fiume Amato, in antichità noto come Lametos, che dopo un lungo e tortuoso giro, dai monti silani, da dove ha origine, si getta tra le acque tirreniche del golfo di Santa Eufemia.

 

 

Il centro urbano si estende su un declivio naturale ed è diviso in due parti, quella storica, in alto, denominata San Tommaso o Mannelli e nella zona più bassa Soneria, la moderna. Le sue origini risalgono 1807 col riordino giuridico-amministrativo del Regno di Napoli voluto da Giuseppe Bonaparte. Il provvedimento riunì in un unico comune i borghi di Soveria, Mannelli Soprani, Mannelli Sottani, San Tommaso, Colla e Pirillo.


 

 

Questi piccoli centri nacquero attorno all’Abbazia Cistercense Santa Maria di Corazzo i cui abitanti erano impegnati allo sfruttamento economico dei fondi rustici. Il nuovo Comune fu assegnato, all’inizio, alla provincia di Calabria Citra il cui capoluogo era Cosenza, in seguito, nel 1816, fece parte della provincia di Calabria Ultra Seconda con capoluogo Catanzaro. Nell’Ottocento a Soneria Mannelli avvennero importanti avvenimenti storici di risonanza nazionale, come l’episodio dei Vestri, che, come i più famosi siciliani, innescò la scintilla della rivolta calabrese contro i francesi e la resa di 12.000 soldati borbonici comandati dal generale Ghio ad un gruppo di garibaldini comandati da Francesco Stocco.

 

 

Il nostro amico cuoco Mestolo ci porta a far visita ad alcune delle numerose chiese che rendono la cittadina ancora più bella ed artisticamente rilevante. In particolare la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è un autentico scrigno per i tesori d’arte che custodisce. Al suo interno vi è un altare in marmi policromi appartenuto all’Abbazia di Santa Maria di Corazzo, realizzato dalla bottega di Cosimo Fanzaro. Per le sue qualità estetiche nel 1910 è stato dichiarato monumento nazionale.



di Redazione Calabria