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A spasso con Mestolo a Mesoraca (Crotone)


A spasso con Mestolo a Mesoraca (Crotone)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Sempre instancabile, nella sua attività di cicerone della Calabria, Mestolo ci porta a Mesoraca, borgo antico posto nell’entroterra della provincia di Crotone, sulle prime propaggini della Sila Piccola, versante ionico, tra fiumi Vergari e il Reazio. Il nome deriverebbe da meso-ruakion che vuole paese tra due fiumi. Il suo territorio era abitato già dai tempi più antichi. Gli insediamenti rupestri, detti “Grutti”, ne sono la testimonianza più tangibile.

 

 

La cittadina fu fondata dagli Enotri circa 1600 anni prima della venuta di Cristo. Fu colonizzata dai greci, che la chiamarono Mesorachion, e poi dai latini che modificarono il nome in Mesoreacium. Il nostro amico cuoco intrufolandosi tra le vie tortuose della cittadina, alla ricerca dei posti più belli ed artistici da farci conoscere, ci presenta i bei palazzi nobiliari risalenti al XVI e al XVII secolo come palazzo Longobucco, palazzo Stranges, palazzo Russo o Palazzo ducale Caracciolo. 


 

 

Nella parte alta dell’abitato si trova la chiesa Madre dell’Annunziata. L’edificio sacro, risalente al diciottesimo secolo, presenta una facciata in stile romanico con tre portali con archi a tutto sesto e due rosoni. Il portale centrale è sormontato da una nicchia che custodisce una scultura attribuita al celebre scultore Gagini, che raffigura la Madonna con il Bambino. L’interno, suddiviso a tre navate, accoglie due grandi altari in legno, un crocifisso ligneo opera di frate Diego da Careri e un dipinto di Cristofiro Santanna. Nella zona bassa del rione Campo troviamo la chiesa del Ritiro, ottimo esempio di tardo barocco in Calabria.

 

 

Da visitare è il Santuario del SS. Ecce Homo. Un monastero francescano situato in luogo ameno tra boschi e frutteti. La sua costruzione risale, probabilmente, agli anni compresi tra 1419 e il 1429. Il monastero conserva al suo interno diverse opere d’arte come la Madonna delle Grazie, opera in marmo bianco di Carrara del 1504 eseguita, ancora. da Antonello Gagini e poi l’opera più bella la Sacra Effige del SS Ecce Homo, statua in legno realizzata da Frate Umile da Petraia. Prima di lasciare il posto, Mestolo suggerisce ancora una visita all’ottocentesco castello in stile neorinascimentale Marescalco e alla torre medievale dalla forma circolare.



di Redazione Calabria