Ugento (Lecce) piccola perla del Salento


Comune di Ugento


Una delle più belle città salentine è senza dubbio Ugento, nella parte meridionale della penisola verso il mar Ionio; paese di circa 12.500 abitanti, Ugento è appoggiata su un una bassa collina circondata da oliveti, vigneti ed ampie zone a pascolo.

 

Importante città d’arte, piena di bellezze architettoniche, archeologiche ed ambientali, Ugento ha una storia antichissima; nel territorio sono stati rinvenuti uno Zeus bronzeo ed una tomba dipinta risalenti al VI secolo a.C., di probabili origini greche illiriche all’origine della civiltà Messapica, ma anche monumenti megalitici, legati a pratiche religiose e a culti in onore del sole di epoca probabilmente molto precedente.

 

Nel corso del tempo la città diventò potente, con un proprio esercito, poderose mura difensive, la zecca, uno scalo portuale sullo Ionio; una città-stato che godeva della propria autonomia prima di essere assoggetata alle mire di Roma, che la conquistò e ne fece uno dei fulcri della sua presenza nel sud est dell’Italia, costruendovi un Castrum circondato da mura.


 

Ugento seguì poi la sorte dell’impero e al suo disfacimento subì diverse invasioni barbariche e venne distrutta, prima dai Goti poi dai Saraceni; la città venne praticamente rifondata dai monaci basiliani, assumendo le caratteristiche architettoniche delle città greche.

 

Il successivo arrivo dei normanni a cavallo del millennio portò all’infeudamento del borgo ed alla sostituzione dei monaci greci con quelli di religione cattolica, anche se i due riti continuarono a coesistere per qualche altro secolo.

 

Venne ricostruito il castello sulle rovine della fortezza romana fu riedificato il castello sulle rovine della fortezza romana e la città ebbe un notevole incremento demografico.

 

Nei secoli successivi il territorio di Ugento fu gestito da diverse famiglie nobiliari, fino all’ottocento, quando venne abolito il feudalesimo seguendo poi il corso degli eventi fino ai nostri giorni.

 

Il territorio dell’ugentano, un tempo caratterizzato da ampie zone malsane e paludose, in particolare nella parte rivolta al mar Ionio, è stata completamente bonificata durante il ventennio fascista, con la costruzione di canali e grandi bacini, recuperando aree che furono rimboscate o destinate all’agricoltura.

 

Tante le vestigia di un passato pieno di storia; tra queste la cattedrale di Santa Maria Assunta, sorta nel settecento al posto dov’era collocata l’antica chiesa gotica distrutta nel ‘500 dai saraceni.

 

Numerosi altri edifici religiosi in città e nei dintorni testimoniano la devozione della popolazione di Ugento, esemplificata anche da tante ricorrenze rituali; la chiesa di Sant’Antonio da Padova, annessa all’ex convento quattrocentesco dei frati minori osservanti; il santuario dei santi Cosma e Damiano, di epoca bizantina; quello cinquecentesco della Madonna della Luce, solo per citarne alcuni.

 

Numerosi altri sono situati all’esterno della città, nelle frazioni di campagna, tra le varie masserie che ne caratterizzano il territorio, come la piccola chiesa dedicata a Santa Maria di Costantinopoli, in prossimità del passaggio dell’antica via Traiana Salentina, il percorso viario di origine romana che, nei secoli successivi, diviene un frequentatissimo percorso religioso.

 

Il Palazzo Vescovile conserva ancora traccia della struttura cinquecentesca; le ristrutturazioni dei secoli successivi lo hanno arricchiti di numerosi elementi architettonici, alcuni dei quali provenienti dalle chiese della città.

 

Il Castello di Ugento, tozzo e austero, con robuste mura, risale al periodo normanno; in seguito ha subito incursioni e danneggiamenti; ricostruito nel ‘600, è rimasto negli ultimi secoli in stato d’abbandono e solo recentemente restaurato e aperto al pubblico.

 

L'economia della città si basa principalmente sull’agricoltura, sulla trasformazione dei suoi prodotti e sul turismo; fra le varie coltivazioni la vite e l'ulivo, con le loro attività sono molto fiorenti; a queste si aggiungono la pesca e l'allevamento di ovini e di pollame.

 

Ugento-torre-mozza

 

Nell'ultimo decennio c’è stata l’esplosione del turismo balneare nella sua area ionica, facendo dell'area di Ugento e in particolare di Torre San Giovanni un punto di riferimento particolarmente rinomato, con un certo sviluppo dei servizi che comunque non raggiungono quelli di altri centri più noti.

 

Probabilmente, però, è proprio questa peculiare semplicità ed economicità dell'offerta ad attrarre i turisti, che cercano il tipico folklore locale e le bellezze naturali del territorio, lontane dalla confusione e dagli eccessi presenti altrove.

 

Anche la cucina di Ugento risente della sua storia e della sua posizione, con piatti semplici di tradizione contadina, , come nel caso dei “ciciri e tria”, una minestra calda di ceci con una pasta fatta in casa di sottili tagliatelline, cui è anche dedicata una importante e frequentatissima Sagra locale.

 

Le fave, le pitture, lo scapece, i purceddhruzzi, i lampascioni sono altri preparati della tradizione gastronomica ugentina, come le fiche culle mennule, fichi essiccati con al centro una mandorla tostata, ricoperti di miele.

 

Il “Primitivo” e il Negroamaro” sono i vini che vengono prodotti nel territorio, che sono sempre presenti nelle tante sagre e manifestazioni folkloristiche per accompagnare le grigliate miste e, quand’è stagione, le castagne arrostite, alla brace.



di Redazione 35