Antrodoco (Rieti) il borgo al centro dell’Italia


Pro Loco di Antrodoco


In un territorio crocevia di strade che dal Lazio portano verso l’Appennino Abruzzese, lungo la via Salaria, nella valle del Velino, c’è Antrodoco, paese di circa 2.800 abitanti della provincia di Rieti.

 

Un obelisco sormontato da una sfera metallica, situato accanto alla chiesa di Santa Maria Extra Moenia, starebbe a testimoniare che questa località laziale si trova al centro della penisola italiana.

 

La storia di Antrodoco comincia in età romana, quando il borgo era una piccola “mansio”, una stazione di posta lungo la Salaria, nei cui pressi sgorgava una fonte di acque sulfuree.

 

In epoca medioevale attorno alla stazione di posta venne costruita nella sua parte più elevata una rocca, un piccolo castello in posizione strategica, per il controllo della via degli Abruzzi, che oggi è un vecchio rudere che domina dall'alto la cittadina.


 

Successivamente il borgo venne infeudato dai normanni e col suo castello passò da un signore all’altro attraverso lotte, tradimenti e compravendite, fino alla fine dell’età feudale ed al risorgimento quando, proprio nelle Gole di Antrodoco venne combattuta la prima battaglia di questo periodo tra le truppe austriache e quelle borboniche.

 

Con l’avvento del Regno d’Italia la popolazione, particolarmente contraria come quasi tutta quella del centr’Italia, appoggiò la sollevazione della cosiddetta Banda di Antrodoco che continuò gli scontri contro le truppe sabaude, subendone la dura repressione.

 

Diversi gli edifici religiosi di Androdoco; tra queste la millenaria Chiesa di Santa Maria Extra Moenia e suo battistero, appena fuori il centro storico, che è il monumento artisticamente più rilevante del paese.


L'edificio, ripetutamente restaurato nei secoli, a causa dei danni riportati in seguito ai diversi terremoti che hanno devastato il territorio, è caratterizzato da una facciata a capanna, un portale duecentesco, la torre campanaria con bifore e trifore con capitelli a grucce.

 

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All’interno vi sono diversi affreschi, alcuni dei quali purtroppo in cattivo stato ed alcune immagini bizantineggianti del XII e XIII secolo; accanto alla chiesa c’è un battistero a pianta esagonale, costruito presumibilmente nel ‘400 con vari dipinti dell’epoca.

 

In centro paese c’è invece la Collegiata di Santa Maria Assunta, ricostruita dopo il terremoto d’inizio settecento, con un bellissimo altare ligneo; sotto l'altare principale c’è il corpo imbalsamato di San Benedetto.

 

La chiesa è spesso sede di concerti di musica sacra, grazie alla sua straordinaria acustica, favorita anche da un moderno organo a tecnica mista con quattro registri reali e circa cinquanta virtuali.

 

Su un colle poco distante c’è il bellissimo borgo di Rocca di Fondi, caratterizzato da strette viuzze e scalinate che salgono ripide tra le case, mentre nella frazione Rocca di Corno si trova invece la Madonna delle Grotte, un'immagine dipinta della Vergine ritrovata in una grotta all’inizio del ‘600 da una pastorella di nove anni; sul posto venne edificato un altare e successivamente un santuario.

 

Da più di quattrocento anni la Madonna delle Grotte è venerata dagli abitanti dell’intera valle, portata in processione dai fedeli lungo strade infiorate dal Santuario fino alla Collegiata di Antrodoco, dove rimane per tutto il periodo dei festeggiamenti, che durano circa un mese.

 

Nel corso delle diverse manifestazioni di carattere religioso e folkloristico, Androdoco mette in mostra il meglio dei suoi tanti prodotti tipici e della sua gustosa cucina; sono celebri in tutto il reatino ed anche oltre gli “stracci antrodocani”, crespelle ripiene di sugo di carne e salsa di pomodoro e formaggi, pietanza cui è anche dedicata l’annuale “Sagra degli stracci” ad agosto.


Il paese è famoso per la sua tradizione pasticcera nella quale spiccano i “ciambelletti della sposa”, piccoli dolci simili ai taralli ricoperti di una glassa a base di albume; i ciambelletti al vino, con anice; la copeta, sfoglie composte di miele, noci e nocciole tritate e aromatizzate da foglie di alloro; le tisichelle, conosciute anche come biscotti colle nocchie, simili ai cantucci toscani; la pizza di cacao, una torta soffice; i pizzicotti, biscotti dalla forma irregolare con frutta secca e cioccolato.



Antrodoco è anche famosa per il marrone antrodocano, una castagna Igp particolarmente pregiata raccolta nei boschi secolari della valle del Velino, usati per fare i marron glacè e protagonista dell’omonima sagra autunnale.



di Redazione 35