Il promontorio del Circeo, una bella donna protesa nel Tirreno


Nella parte centrale della costa tirrenica si trova il Promontorio del Circeo, un piccolo e isolato massiccio montuoso calcareo-dolomitico che delimita a nord il golfo di Gaeta.

 

La vetta più elevata del promontorio è il monte Circeo, di circa 540 metri slm, la cui vetta è raggiungibile attraverso sentieri in mezzo al bosco, dalla quale si gode una vista stupenda sulle isole Pontine e, col bel tempo, fino al Vesuvio.

 

La leggenda racconta che qui vivesse la maga Circe, che ospitò Ulisse ed i suoi compagni nel loro peregrinare per il Mediterraneo tornando da Troia e che dopo aver tentato di trasformarli in maiali, come narrato nell'Odissea, li accolse per un anno fornendo loro anche preziose informazioni per il ritorno ad Itaca.

 

Il territorio alle spalle del promontorio, un tempo completamente paludoso, è oggi una fertilissima pianura; la parte a nord è caratterizzata dai laghetti che dividono le dune di sabbia dell’arenile dalla città di Sabaudia.


 

Il territorio è stato abitato dall’uomo fin dagli albori del tempo; sulle sue pendici sono stati ritrovati resti di un’acropoli e mura megalitiche; molte le grotte che potrebbero racchiudere frammenti di storie; la più nota è la Grotta Guattari, all’interno della quale sono stati rinvenuti resti fossili dell’Uomo di Neanderthal.

 

Molto interessanti sono anche la grotta Azzurra, celebre per i suoi riflessi di colore; la grotta del Presepe, così chiamata per le sue caratteristiche stalagmiti che sembrano statuine inginocchiate; le "Cinque grotte" o "Cattedrale", così chiamate per la forma che ricorda quella delle cattedrali gotiche, piene di guglie e la Grotta delle Capre.

 

Grotta_capre

 

L’intero promontorio fa parte del Parco nazionale del Circeo, una delle più antiche aree naturali protette d'Italia, che si estende lungo il tratto di litorale tra Anzio e Terracina, caratterizzato dalla presenza di una rigogliosa macchia mediterranea, oltre a alberi quali pini, lecci e querce da sughero.

 

Particolarmente caratteristiche sono le "piscine", aree paludose che si formano con le piogge soprattutto nella stagione autunnale, e le "lestre", zone in cui, un tempo, gli abitanti stagionali edificavano i loro precari villaggi.

 

Dal punto di vista naturalistico, il Promontorio del Circeo si divide in due versanti completamente diversi tra di loro; quello nord, detto anche "Quarto freddo", caratterizzato da un clima umido, è ricoperto da fitti boschi di lecci, frassini, carpini e roverelle; nella zona pianeggiante la foresta è caratterizzata da una bellissima sughereta.

 

L'altro versante, il "Quarto caldo", che si affaccia a sud con una buona esposizione al sole per tutto l'anno, contiene una folta vegetazione rupestre mediterranea con la presenza di mirto, lentisco, rosmarino, ginepro, erica, finocchio marino, euforbia, elicriso, compresa la palma nana.


Numerosa la presenza di fauna sull’intero promontorio, dai cinghiali, tassi, faine, volpi, donnole e animali minori fino al falco pellegrino, il gheppio e tante specie migratorie.

 

Di fronte al promontorio c’è l’isola di Zannone, disabitata e ricoperte di una fitta boscaglia, meta di migliaia di uccelli durante il periodo di passo e caratterizzata da meravigliosi fondali.


Altri punti di interesse sono Cerasella, nel cuore della foresta del Circeo, un’area attrezzata dalla quale partono la maggior parte dei sentieri escursionistici sul promontorio e Cocuzza, sede del Centro Documentazione delle Paludi Pontine.

 

Particolarmente importante anche la Villa di Domiziano in località Palazzo, grande complesso monumentale dell’antica civiltà romana e il borgo di Villa Fogliano, sulla riva dell’omonimo lago, di epoca medioevale, celebre per il bellissimo giardino botanico, nato a fine '800 come giardino esotico e che in seguito all’abbandono dei primi anni del XX secolo ha visto una crescita spontanea di bellissima macchia mediterranea.



di Redazione 35