Italia Bella: le Isole Eolie


Provincia di Messina


Italia Bella a cura di Massimo Tommasini –  

 

Le Isole Eolie conosciute anche come Isole Lipari, sono un arcipelago di origine vulcanica del Tirreno a nord della Sicilia, appartenente alla provincia di Messina.

 

Le isole vere e proprie che compongono l’arcipelago sono sette, Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli e Vulcano; le ultime due danno il nome agli omonimi vulcani, tutt’ora attivi.



Alicudi, all’estremità occidentale dell’arcipelago è piccolissima, con un centinaio di abitanti che abitano solo sul versante meridionale, digradante verso il mare in "lenze", cioè stretti appezzamenti sostenuti da muri a secco, dominata dal monte Filo dell'Arpa, un vulcano spento, l’isola ha coste ripide ed aspre, battute dai venti e continuamente soggetto a fenomeni erosivi e frane, dette "sciare".


Le case sono distribuite in sei piccolissimi borghi, raggiungibili solamente percorrendo antiche mulattiere a gradoni di pietra: Alicudi porto, a livello del mare; Contrada Tonna, antico insediamento con suggestivi edifici in puro stile eoliano; San Bartolo o Montagna, in altura, a quasi mille gradini dal mare; Contrada Pianicello, abitata da una popolazione di madrelingua tedesca, che vive senz’acqua corrente né energia elettrica; Contrada Sgurbio, composta da cinque case, ad ognuna delle quali è stato dato il nome di uno dei sensi del corpo umano e Bazzina, l’unica località pianeggiante dell'isola in riva al mare, raggiungibile solo in barca o, attraverso un sentiero a strapiombo sul mare.

 

Alicudi, particolarmente fertile, è caratterizzata da terrazzamenti che spezzano il versante del vulcano ed hanno permesso per decenni agli abitanti di vivere dell'attività agricola, da sempre prevalente, nonostante si tratti di un’isola, rispetto alla pesca.


I principali prodotti dell'isola sono l’ulivo, la vite ed i capperi; il turismo rapprersenta una voce importante dell’economia locale, anche se le sue dimensioni sono notevolmente inferiori rispetto alle altre isole dell’arcipelago.


Filicudi è compista da due località: Filicudi Porto e Pecorini a Mare; tra le sue prerogative vi è la presenza di numerose felci, una caratteristica palma nana che cresce a ridosso del mare.

 

Capperi e fichi sono i prodotti tipici dell’agricoltura di Filicudi, ma è il turismo la voce più importante dell’economia di quest’isola.

 

Panarea, suddivisa nei centri di San Pietro, Ditella e Drauto, con poco meno di duecentocinquanta abitanti, è la più piccola delle isole dell’arcipelago delle Eolie; nei pressi dell’isola vi sono diversi isolotti e scogli che formano tra loro un vero e proprio microarcipelago.
Comunemente nota come l'isola dei Vip, è tra le isole dell’arcipelago eoliano più frequentate dai turisti nei mesi estivi.

 

Vulcano

 

Vulcano è l’isola caratterizzata da diversi coni vulcanici, il più grande dei quali è il Vulcano della Fossa, spento, il Vulcanello, collegato all’isola da un istmo, il Monte Aria, inattivo ed il monte Saraceno.

 

I vulcani dell’isola non presentano attività significative fin dalla fine dell’800, ma non ha mai smesso di dare prova della propria vitalità; sono diverse le fumarole, getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini che emettono acido borico, cloruro d’ammonio e zolfo e la presenza di fanghi sulfurei usati per le loro proprietà terapeutiche.


La seconda isola per estensione e per popolazione dopo Lipari è l’isola di Salina, divisa in tre comuni: Santa Marina, Malfa e Leni, con circa 2.300 abitanti complessivamente.

 

Anche Salina è composta da diversi vulcani uno dei quali, la Fossa delle Felci, di 962 metri slm è il monte più alto dell’arcipelago eoliano, praticamente gemello del Monte dei Porri, un centinaio di metri più basso, entrambi vulcani spenti.


L'attuale nome dell’isola deriva da un laghetto che si trova nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina, dal quale un tempo si estraeva il sale; l’isola è infatti stata abitata fin dall’antichità, con una numerosa popolazione che si è mantenuta fin quando le invasioni saracene la resero disabitata.

 

Tornò a popolarsi nel XVII secolo, perché l’isola è la più fertile delle Eolie e ricca d'acqua; vi si coltivano uve pregiate dalle quali si ricava il vino dolce Malvasia delle Lipari” e capperi esportati in tutto il mondo.



Il turismo, oltre ai prodotti agricoli, rappresenta una voce rilevantissima dell’economia di Salina, collegato anche alle visite del “Parco regionale di Salina e della riserva naturale dei Due Monti”.

 

Stromboli, invece, l’isola più settentrionale dell’arcipelago, è un vulcano attivo di circa 900 metri slm, con una profondità di 1700 metri al di sotto del livello del mare; le sue esplosioni sono suggestive e scenografiche, essendo uno dei vulcani più attivi del mondo.


Poco distante dall’isola sorge dal mare un piccolo lembo roccioso di terra, l’isolotto di Strombolicchio, che ospita un faro automatizzato e funzionante della Marina, attualmente disabitato.

 

Lipari

 

Lipari è il centro più importante, anche amministrativamente dell’arcipelago, con quasi dodicimila abitanti, compresi quelli delle altre isole, Salina esclusa che fa comune a se stante.


Qui arrivano e partono i principali traghetti dal continente e dalla Sicilia, che riversano nel territorio eoliano oltre duecentomila turisti ogni anno; da qui partono il vino e soprattutto i capperi che rappresentano per i coltivatori locali una ricchezza ed una risorsa economica rilevante quasi quanto il turismo.

 

La storia che caratterizza queste isole è antica; l’uomo è giunto attratto dalla presenza di ossidiana, una sostanza vetrosa e tagliente di origine vulcanica, che fu al centro di scambi commerciali con il continente per secoli.

 

Le isole furono successivamente colonizzate dai greci che chiamarono le isole Eolie poiché ritenevano fossero la dimora di Eolo, dio dei venti, e poi dai romani, seguendo quindi le vicissitudini della loro grandezza e caduta.

 

In epoca medioevale e rinascimentale transitarono nell’arcipelago delle Eolie gli spagnoli, i francesi, gli arabi, fin quando finirono tra i domini borbonici seguendone le sorti fino a quando si formò il Regno d’Italia, giungendo ad oggi con la scoperta del turismo italiano e internazionale che ha portato notevole benessere per la popolazione.




di Redazione 35