Le Cinque Terre


Consorzio Turistico Cinque Terre


Tra i tantissimi luoghi pieni di fascino di cui il nostro paese è pieno le Cinque Terre sono tra le più caratteristiche, un tratto della costa spezzina frastagliata, collinare, aspra ed accidentata, addolcita dai numerosi terrazzamenti coltivati e bagnata dal mare limpido e azzurro del golfo che si infrange sugli scogli.

 

Il suo territorio, inserito con alcune località adiacenti tra i siti Patrimonio Unesco dell’Umanità, comprende cinque piccoli borghi marinari: Monterosso, Vernazza, Riomaggiore, sedi comunali, oltre a Corniglia e Manarola.

 

I primi documenti storici sulle Cinque Terre risalgono all’XI secolo; vennero create prima Monterosso e Vernazza mentre gli altri borghi nacquero più tardi, sotto l’egemonia militare e politica della Repubblica di Genova.

 


Monterosso è la più popolosa; la sua posizione geografica ne fa il borgo più strategico dei cinque: infatti il borgo sorge ai piedi del crinale su cui convergono le tre strade principali del comprensorio.

 

Il paese si trova al centro di un piccolo golfo naturale, protetto da una piccola scogliera artificiale a protezione delle piccole spiaggette di ghiaia sottile.


Procedendo in direzione di levante, dopo Monterosso si trova Vernazza, su un piccolo promontorio roccioso che si incunea nel mare, raggiungibile con una strada che scende dalla statale "Litoranea".

 

Vernazza

 

Il toponimo del borgo è di probabilmente legato al più celebre prodotto locale: il vino “Vernaccia", prodotto dai vigneti coltivati sui tanti terrazzamenti che caratterizzano le colline delle Cinque Terre, ben visibili soprattutto dal mare.

 

Bellissimo il porticciolo del piccolo borgo, esistente sin dai tempi delle Repubbliche marinare, in un'insenatura naturale che permette l'attracco delle barche e rende ancora più caratteristico e suggestivo quello che è considerato uno dei borghi più belli d'Italia, cn le sue casette arrampicate sulla roccia e gli stretti carrugi che arrancano dal mare all’ultima casa del monte.

 

Il terzo paese è Corniglia, l'unico borgo che non si affaccia direttamente sul mare, ma si trova sulla cima di un promontorio alto circa cento metri, circondato da vigneti dei terrazzamenti.


Per raggiungere il paese, il più piccolo dei cinque, è necessario salire la “Lardarina”, una lunga scalinata di 33 rampe con 382 gradini, oppure percorrere la strada che la collega alla stazione ferroviaria, o anche tramite una suggestiva passeggiata a mezza costa fra la vetta e il mare che la collega a Vernazza.

 

Sopra un promontorio in alto rispetto al mare, Manarola si allunga nella valle del torrente Groppo, con le abitazioni che si affacciano la via principale addossate l’una all’altra, all’interno della gola che scende verso il mare, chiusa tra due speroni rocciosi, dov’è stato creato un piccolo approdo.

 

Il quinto borgo delle Cinque Terre è Riomaggiore, situato nella valle dell’omonimo torrente, il cui centro storico risale al 1200; l'abitato è composto da diversi ordini paralleli di tipiche case torri che seguono il ripido corso del torrente.

 

Il paese si è sviluppato sulla valle parallela del Rio Finale, divisa da quella del borgo antico dalla sella del Campione, una ripida costa sormontata dal Monte Verugola.

 

Cinque_Terre_Via_dell'Amore

 

Una delle sue caratteristiche è la Via dell’Amore, famosa in tutto il mondo per la sua bellezza e i suoi panorami mozzafiato, una delle più importanti attrazioni turistiche della zona, che collega Riomaggiore a Manarola, che fa parte del “sentiero azzurro” del Cai che collega, a circa trenta metri dal livello del mare lungo i ripidi costoni, tutti e cinque i borghi.


Il territorio delle Cinque Terre contiene l’Area marina Protetta per la tutela e la valorizzazione delle risorse biologiche ed il Parco Nazionale omonimo, per la conservazione degli equilibri ecologici, la tutela del paesaggio, la salvaguardia dei valori antropologici del luogo.

 

Alle spalle delle Cinque Terre corre parallela al mare la catena montuosa a che sfiora gli 800 metri e assicura alla costa il riparo dai venti freddi, assicurando ai pochi terreni sui terrazzamenti un clima ideale per la coltivazione della vite, particolarmente uve bianche come il bosco, l’albarola, il trebbiano ed il vermentino, dal quale nasce il rinomato “Sciachetrà”.

 

Altre produzioni agricole della zona sono l’ulivo, dal quale si ricava un olio extravergine di alta qualità; agrumi come i limoni da cui viene prodotta una tipica marmellata locale e da qualche tempo si è sviluppata anche l’apicoltura, con la produzione di diversi tipi di miele.

 

La pesca in mare, che per secoli ha rappresentato praticamente la sussistenza della popolazione, è praticamente estinta; resiste solo la pesca delle acciughe monterossine, dall’inconfondibile colore grigio lucente e dall’ottima qualità delle carni.


Le Cinque Terre, da tempo vocate all’industria turistica praticamente in ogni periodo dell’anno, sono altrettanto famose per le sue prelibatezze gastronomiche che si rifanno ai tipici piatti della cucina ligure, soprattutto a quella a base di pesce e per il pesto alla genovese, con il basilico che anche nelle Cinque Terre non manca.



di Redazione 35