A spasso con Mestolo a Monterosso Calabro (Vibo Valentia)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Il borgo di Monterosso Calabro sorge su una dolce collina ai piedi del monte Coppari sulle Serre in provincia di Vibo Valentia. Mestolo, nel raggiungerlo, si sofferma, prima a visitare il lago dell’Angitola, che si trova nel suo territorio. Il lago è stato creato artificialmente, nel 1966, chiudendo, tramite diga, il fiume Angitola e convogliando, anche, le acque del Reschia e del torrente Nia. Nel 1975 lo specchio d’acqua fu vincolato come oasi naturalistica e affidata la gestione al WWF Italia.

 

 

A guardarlo si ha la sensazione di un ben riuscito inserimento nel contesto naturale del luogo tanto da essere meta di moltissimi uccelli che lo scelgono per le sue favorevoli condizioni climatiche e la grande quantità di cibo disponibile. Tra i volatili “ospiti” si notano: il Falco Pescatore, il Falco Palude, l’Airone bianco maggiore, l’Airone Rosso, l’Airone cenerino, il Cormorano, la Gazzetta, il Germano reale, il Gabbiano Corallino, il Pignattaio, la Spatola, lo Svasso Maggiore. Inoltre si trovano come animali “residenti”: il Martin pescatore, anatre e gallinelle d’acqua. Estasiato dalla bellezza del lago, il nostro Mestolo ci porta a visitare il centro abitato. Monterosso prende il nome dal colore del terreno su cui insiste che si “infiamma” di rosso vivo al tramonto.


 

 

Le origini risalgono al periodo normanno, tra l’undicesimo e il dodicesimo secolo, intorno ad una torre di avvistamento detta Rocca Capana. Il centro storico dispone di impianto urbanistico medievale con viuzze strette, che si intrecciano tra loro, saliscendi, scalinate e passaggi a cunicolo. Nell’intreccio di vie e slarghi svettano molti palazzi dalle forme architettoniche ricercate ed eleganti; tutti dotati di artistici portali in pietra. Tra essi troviamo palazzo Amoroso che nelle sue stanze ospita l’interessantissino Museo della civiltà contadina e artigiana della Calabria.

 

 

Gli edifici religiosi, naturalmente, non mancano ed è bene visitare la seicentesca chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Soccorso che conserva al suo interno un notevole ciborio del 1551 e diverse statue in legno sempre secentesche. Nella chiesa del Santissimo Rosario eretta nell’Ottocento troviamo al suo interno un dipinto su tela raffigurante la Madonna del Rosario eseguito da Tommaso Martini, pittore del diciassettesimo secolo di Bivongi in provincia di Reggio Calabria.



di Redazione Calabria