I luoghi di Montalbano in provincia di Ragusa


Provincia Regionale di Ragusa


Il commissario Montalbano rappresenta uno dei fenomeni letterari e televisivi di maggior successo dei nostri anni che ha creato schiere di lettori e spettatori entusiasti in tutto il mondo. Nato dalla fervida fantasia di Andrea Camilleri il commissario conduce le sue indagini nell’inesistente Vigàta, città dell’altrettanto inesistente provincia di Montelusa.

 

I luoghi dell'opera letteraria sono stati felicemente ricreati dal regista Alberto Sironi per una buona parte in provincia di Ragusa. Il tour proposto, dunque, guiderà gli appassionati delle vicende di Montalbano attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi resi noti dalla fiction televisiva permettendo di conoscere una Sicilia diversa che conserva ancora il fascino e l’autenticità di una terra bella e sconosciuta.


 

  • Scicli

Il nostro itinerario comincia da Scicli. Dichiarata patrimonio dell’umanità Unesco sin dal 2002, la città si adagia mollemente su tre valli mostrandosi in tutta la sua bellezza tardobarocca. Per raggiungere i luoghi familiari agli amanti della fiction arriverete in pieno centro ed esattamente in via Francesco Mormino Penna, una splendida via settecentesca lastricata da basole di calcare su cui si affacciano i balconi dei palazzi nobiliari e i portali ricamati delle chiese.

 

All’improvviso appariranno in rapida successione agli occhi del visitatore, già abbagliato dal lucore riflesso dalla pietra, il commissariato di Vigata (Palazzo Comunale) e la questura di Montelusa (Palazzo Iacono): se ci fosse anche la Fiat Tipo del commissario l’atmosfera sarebbe perfetta!

 

  • Donnalucata e Sampieri

Lasciata la città di Scicli si raggiungono presto dalla SP 39 le spiagge di finissima sabbia e il mare cristallino della costa iblea. Lungo la panoramica strada costiera vi attendono le frazioni di Donnalucata e Sampieri.

 

A Donnalucata potrete acquistare pesce freschissimo direttamente dai pescatori ritornati al porticciolo dopo una dura notte di lavoro al largo sulle loro barchette di legno. Quindi, una volta lasciata la loquacità e la simpatia dei pescatori, potrete passeggiare gustando un gelato o una granita su quello che riconoscerete come il lungomare di Vigàta.

 

A circa dodici chilometri da Donnalucata in direzione Pozzallo si trova il borghetto di Sampieri e la scogliera del Pisciotto. Su di essa sorge in posizione scenografica la fornace Penna, un grandioso complesso di archeologia industriale in rovina praticamente sconosciuto fino alla “notorietà” raggiunta grazie alle avventure del celebre commissario televisivo.

 

Chiamata Mànnara nella fiction e indicata come tonnara, l'edificio era in realtà una fabbrica di tegole e laterizi attiva fino all’inizio del Novecento.

 

  • Modica

Da Sampieri percorrete la SS194 fino a quando vi apparirà la visione mozzafiato della città di Modica dal ponte Guerrieri, che con i suoi 134 metri di altezza deteneva fino a non troppi anni fa il record di ponte più alto d’Europa.

 

Dichiarata anch’essa patrimonio dell’umanità nel 2002 con le città “sorelle” di Scicli e Ragusa, Modica si adagia “in figura di melagrana spaccata” come amava dire lo scrittore Gesualdo Bufalino tra le colline che la circondano. Modica offre al fortunato visitatore una visione aerea e terrena al tempo stesso creata dalle sue cento chiese e dai palazzi nobiliari le cui forme sembrano quasi ricamate sulla pietra, dalle stradine, dai vicoletti e da ragnatele infinite di scale che si inerpicano lungo i suoi fianchi.

 

Passeggiare per il corso della città significa immergersi nell’immaginario suggestivo della Sicilia letteraria, ma non per questo meno falsa, creata dalla penna di Andrea Camilleri. Molte le location della Vigata televisiva ricreate a Modica: dal duomo di san Pietro e i suoi santoni di pietra che osservano accigliati i passanti alla Società di Mutuo Soccorso, al palazzo degli Studi dove si immaginano i locali della procura.

 

Nella parte alta della città preparatevi invece ad affrontare i 250 gradini disposti in forma di ostensorio che precedono lo sfarzoso duomo di san Giorgio svettante verso il cielo e palazzo Polara, apparsi nelle puntate “Gita a Tindari” e “Il cane di terracotta”.

 

Non abbiate fretta nel lasciare questa suadente cittadina di merletto. Rilassatevi gustando il cioccolato, preparato a Modica secondo un’antica ricetta figlia rivisitata della tradizione azteca, i gelati artigianali o le granite.

 

Lasciatevi tentare anche dalle proposte della cucina locale, dalle “scacce” ai ravioli di ricotta e maggiorana, dalle zuppe di legumi ai pasticci di carne e verdure fino ai dolci sontuosi e bizzarri (gli impanatigghi di carne e cioccolato ad esempio) che farebbero certamente felice il nostro burbero ma ghiotto commissario.

 

  • Ragusa

Imboccate la SS115 per raggiungere Ragusa. Capoluogo di provincia e patrimonio Unesco, la città di Ragusa svetta nella sua parte più antica e seducente sulla collina di Ibla e si allunga verso l’altipiano nella sua parte più moderna.

 

Ibla è un gioiello barocco di cui vi innamorerete. Perdetevi fra i vicoletti respirandone gli odori di gelsomino e zagare e lasciatevi incantare dalle sue chiese e dai palazzi nobiliari. Passeggiare per Ibla procurerà un continuo déjà vu ai fan di Montalbano. La piazza principale, piazza del Popolo e piazza delle Poste, l’ufficio del ragioniere Gargano de “L’odore della notte” (Circolo di Conversazione) e il duomo. Siete a Vigàta, definitivamente.

 

Una visita al duomo di san Giorgio e alla suggestiva scalinata è d’obbligo così non si può mancare la sinuosa scalinata di santa Maria delle Scale, alla cima della quale vi attenderà il magnifico panorama di Ibla e il ponte dei Cappuccini de “Il ladro di merendine”. E se aguzzerete bene la vista riconoscerete anche la trattoria “Da Calogero” dove Montalbano e Augello si ritrovano per onorare la cucina vigatese… Trovarli davvero a tavola purtroppo per voi sarà alquanto difficile!

 

Lasciata a malincuore Ragusa Ibla percorrete la SP 13 in direzione contrada Buttino e a circa cinque chilometri dalla città incontrerete le indicazioni per la catacomba d’età tardo romana meglio nota come “grotta delle Trabacche”. La grotta, lo ricorderete bene una volta abituati gli occhi alla sua penombra, accolse sotto uno degli austeri baldacchini di pietra i due innamorati dell’episodio “Il cane di terracotta”.

 

  • Castello di Donnafugata

Dalla grotta delle Trabacche continuate in direzione mare fino alla SP 71 e raggiungete il castello di Donnafugata. Antica rocca restaurata e ingrandita dal barone Corrado Arezzo de Spuches è in realtà una imponente residenza nobiliare del tardo Ottocento che solo il capriccio del suo proprietario ha voluto chiamare “castello”.

 

Posto nelle campagne ragusane tra una selva di muretti a secco e carrubeti il palazzo è già stato set cinematografico per la celebre scena del ballo ne “Il Gattopardo” di Visconti mentre i fan del celebre commissario televisivo lo ricorderanno come abitazione del pericoloso boss Balduccio Sinagra.

 

Incerta è l’origine della curiosa toponomastica: al di là delle leggende si suppone che Donnafugata altro non sia che la corruzione dell’arabo “Ayn-as-jafat”, vale a dire “fonte della salute”.

 

È possibile visitare solo una ventina delle oltre centoventi stanze che compongono la dimora ottocentesca nonché gli otto ettari dei giardini circostanti contornati da ficus giganteschi, tempietti, grotte e labirinti.

 

  • Punta Secca

Dal Castello di Donnafugata giungerete all’ultima tappa di questo itinerario dedicato interamente ai luoghi di Montalbano. Arrivati a Santa Croce Camerina continuate in direzione Punta Secca fino a quando non incontrerete il popolare faro di Marinella e, proprio sulla spiaggia, l’ancor più nota casa del commissario.

 

Il tour è giunto alla conclusione ormai. Eppure quella sensazione di sentirsi accogliere da un momento all’altro con un «Montalbano sono!» e dal sorriso del “nostro” Salvo difficilmente vi abbandonerà per il resto della giornata.
 



di Marco Blanco