Angera (Varese) una perla verde sul lago Maggiore


Nell’ansa meridionale del lago Maggiore, in provincia di Varese, c’è Angera, bella cittadina di poco meno di seimila abitanti, adagiata sulle sponde le lago, opposta ad Arona sull’altra sponda, caratterizzata da una bellissima passeggiata alberata, fronteggiata dal piccolo, verdissimo e disabitato isolotto di Partegora.

 

La storia di Angera risale all’epoca preistorica, come testimoniano i ritrovamenti archeologici della “Tana del Lupo”; in epoche successive il borgo fu conteso per la sua invidiabile posizione, via di comunicazione tra Milano ed il nord a controllo dei traffici commerciali nella zona meridionale del Lago Maggiore.

 

Dopo la dominazione romana, in epoca medioevale Angera, il cui nome era allora Stazzona, fa parte dei territori rurali del territorio controllato dalla curia milanese, che passerà poi ai Visconti.


 

E’ di questo periodo la costruzione della sua imponente Rocca, che domina la cittadina lacustre la quale, peraltro, proprio allora vede modificarsi anche il suo nome in Angleria ed infine Angera.

 

Nei secoli successivi Angera diventa feudo dei Borromeo, coi quali avrà diversi contrasti per il mercato e per le esenzioni dai dazi ottenute dalla precedente dominazione viscontea; la nobile famiglia milanese, comunque, profuse per secoli la sua raffinata cultura ed ancora oggi il casato è proprietario della Rocca, il monumento più importante di Angera.

 

Il XVII secolo sarà un lungo periodo di decadenza per la città, che terminerà con una certa ripresa delle tradizionali attività agricole e della pesca, integrate da attività commerciali e dalla fine del 1800 e per tutto il 1900 da attività industriali soprattutto nel settore tessile.

 

La Rocca sorge in posizione strategica su di un promontorio calcareo, a controllo della strada che collegava i passi alpini con la Pianura Padana.


 

Il castello è stato oggetto di aspri conflitti fra le varie famiglie nobiliari che si alternarono nel suo possesso, rafforzandolo e ampliandolo a più riprese, facendone un insieme di costruzioni realizzate in epoche diverse.

 

Passando sotto la torre di guardia, si accede all’interno del cortile con la parte più antica, la duecentesca torre castellana costruita con murature in blocchi di pietra squadrati d'Angera, alla quale sono addossate l’ala scaligera e quella viscontea, di pochi decenni successive ed infine l’ala borromea del XV e XVI secolo.


All’interno del castello di Angera le diverse sale, in molti casi splendidamente affrescate, accolgono il Museo della Bambola e quello della Moda infantile, oltre ad altre periodiche iniziative culturali.

 


In cima alla Torre Castellana c’è una terrazza panoramica da cui si gode un’imponente vista sul lago Maggiore, su Arona e le Prealpi del Vergante.

 

Diversi anche gli edifici religiosi presenti in città; quella principale dedicata ai SS. Sisinio, Martirio e Alessandro risale ai tempi della prima cristianizzazione del territorio; la Chiesa di S. Maria Assunta, attuale parrocchia, e quella seicentesca della Madonna dei Miracoli, sulla riva del lago, edificata sul luogo dove un affresco della Madonna pianse lacrime di sangue.

 

Le colline che sovrastano Angera sono state coperte fin dal medioevo ta vigneti che fornivano ai signori di ogni epoca vini trebbiano, bonarda, barbera e riesling, cui oggi si sono aggiunti merlot, chardonnay e nebbiolo.


Altro prodotto di altissima qualità e prestigio, che ha avuto accesso alle tavole più blasonate, è la Grappa della Distilleria Rossi d'Angera, servita a capi di stato, ministri e papi sin dall'anno di fondazione, nel lontano 1847, ad oggi.

 

Tanti anche i produttori di miele, gratificati da una zona con un clima particolare, piena di fiori e di piante; i mielicoltori angeresi hanno scelto di recuperare tradizione e rispetto della natura, unendole in un prodotto naturale, ricco di sali minerali, specializzandosi in tre qualità.

 

Si tratta del miele millefiori, di sapore gradevole e aroma forte, è ricavato dal polline di fiori diversi e dalla melata di più piante, ottimo per la preparazione di dolci casalinghi e per la prima colazione; il miele di acacia, di colore leggermente ambrato, aroma delicato e sapore molto dolce, indicato per accompagnare formaggi pecorini stagionati e frutta fresca si stagione ed il miele di castagno, con un aroma forte e leggermente amaro, di colore scuro tendente al nero, perfetto per formaggi stagionati di capra e misto capra vaccino.



di Redazione 35