Riolo Terme (Ravenna) principale porta d’accesso al Parco della Vena del Gesso


Comune di Riolo Terme


Nella zona preappenninica che collega la pianura padana della provincia di Ravenna alla Toscana, c’è Riolo Terme, ancora oggi conosciuta come Riolo dei Bagni, cittadina di quasi seimila abitanti della valle del Senio, nella parte più occidentale della Romagna.

 

Il paese è del trecento, costruito dai governanti bolognesi come presidio rafforzare il proprio dominio, che decisero di ampliare un “torrione” già esistente nei pressi di Laderchio che però nei decenni successivi perse d’importanza e scomparve, lasciando Riolo quale centro più importante della vallata.

 

A fine quattrocento Riolo fu un feudo di Caterina Sforza, che realizzò la rocca e le mura difensive che la circondano; un esempio interessante di fortificazione militare che assieme alla parte vecchia del paese, nonostante i successivi rimaneggiamenti e ristrutturazioni, ha conservato comunque la sua bellezza e imponenza.


 

La Rocca appartiene alla tipologia detta di "transizione", in cui si assommano caratteristiche architettoniche medievali e rinascimentali, come il fossato e le caditoie per il tiro piombante, le camere di manovra con le bocche di fuoco per il tiro radente fiancheggiante.

 

Oltre al suo castello, oggi sede museale, a Riolo Terme sono presenti anche alcuni interessanti edifici religiosi, come il seicentesco Santuario della Madonna del Presidio, la Badia benedettina di San Pietro in Sala che risale al IX secolo, di cui restano solo la cripta e il campanile a vela, con una campana quattrocentesca che viene fatta suonare nel periodo delle Rogazioni.

 

 

 

Le terme, inserite all’interno di un bellissimo e verdissimo parco, sono oggi la ricchezza principale del paese; le sorgenti, di origine gessosa-solfifera, comprendono acque sulfuree, salso-bromo-jodiche e cloruro-sodiche, note per le loro proprietà terapeutiche e da decenni sono un punto di riferimento per molte persone che vengono a curarsi a Riolo Terme.


Le acque termali di Riolo provengono dalla Vena del Gesso, che si estende tra le vallate del Senio e del Santerno, una dorsale di solfato di calcio cristallizzato e stratificato in imponenti bancate, che affiora per una lunghezza di una ventina di chilometri, con una larghezza di circa un chilometro.


Il Parco della vena del gesso riveste una particolare impoirtanza naturalistica, per la straordinaria varietà della sua morfologia e la tipicità della flora e della fauna, oltre che paesaggistica, influenzando il microclima delle vallate, lasciando anche il segno nella storia e nella vita degli uomini.

 

Il Parco è percorso da numerosi sentieri che si intersecano sui contrafforti, tra il verde e l’ombrosità del versante nord o l’aridità dei calanchi del versante sud che, riflettendo il chiarore lunare, erano dette “pietra di luna”.

 

Vene caratterizzate da inghiottitoi, risorgenti e spelonche con i segni di antiche presenze umane e profonde grotte, rarità botaniche, tracce lasciate dal lavoro e dalla vita degli uomini, come abitazioni, resti di insediamenti religiosi e militari o antiche cave di gesso.

 

Tantissime le manifestazioni che vengono organizzate a Riolo Terme e nelle sue frazioni, a beneficio e sostegno del turismo termale e non solo; tra le tante spiccano “Mare e collina”, manifestazione gastronomica che unisce le specialità dell'Appennino con i menù tipici di mare, “Riolo Wine”, la Sagra dello scalogno di Romagna, la “Giornata della Salvia e della Saba” e la “Sagra della zucca e dell'uva bacarona”.



di Redazione 35