Ulassai (Ogliastra) il paese delle grotte, del pane e dell’acquavite


Comune di Ulassai


In un territorio coperto di macchia mediterranea, boschi di querce, corbezzoli, lentischi e ginestre, sovrastato dalla parete del “Tisiddu” che ricade a picco sul centro abitato, c’è Ulassai, piccolo centro ogliastrino di circa 1600 abitanti.

 

Il monte ed il territorio circostante rappresentano un ricchissimo patrimonio carsico ancora poco conosciuto, in cui spiccano le grotte ''Is Lianas'' e ''Su Marmuri'', tra le più estese in Europa; grotte ancora ''vive'' con maestosi stalattiti e stalagmiti in lenta ma costante crescita.


In località Santa Barbara vi sono le imponenti e maestose cascate ''Lequarci'', alte un centinaio di metri, le cui acque nella stagione delle piogge vanno a formare nella valle sottostante una serie ininterrotta di minuscoli laghetti che si perdono in lontananza tra le essenze odorose e pungenti del sottobosco mediterraneo.


 

Non mancano le presenze delle civiltà antiche nuragiche, come le tombe dei giganti e costruzioni nuragiche, anche in ottimo stato di conservazione, distribuite in tutto il territorio comunale, tra i quali i nuraghi ''S'Ulimu'', ''Trucculu'', ''Ibbe de su Accili'', ''Pranu'', ''Nuragheddu'', ''Pauli'', ''Seroni'', e moltissimi altri.

 

In passato Ulassai è sempre stato caratterizzato da un’economia agricolo-pastorale; il paese era abitato prevalentemente da pastori o allevatori di capre, pecore, vacche e cavalli, arrivando ad avere ben oltre 35000 capi di bestiame; era pratica normale la transumanza invernale verso le zone del Campidano.

 

Oggi le aziende agro-pastorali di Ulassai si sono ridotte ad una trentina circa; altre hanno trasformato la propria attività verso lavori nell’industria, nell’artigianato e nei servizi; uno di questi è il Parco Eolico di Larensu, che dà lavoro a decine di persone, uno dei più grandi a livello nazionale.

 

Paese ricco di tradizioni, Ulazzai è conosciuto e apprezzato per il lavoro antichissimo del telaio orizzontale, ancora presente in molte case del paese dove le donne, riunite in una cooperativa di tessitrici, fondendo tradizione con arte locale, hanno favorito la produzione e il commercio dei prodotti tipici del paese.

 

 

Molto apprezzata è anche la lavorazione delle bisacce "taschittas", dei "Taglieris" e delle "Stiariccas" di alcuni artigiani del paese.


Ulassai è inoltre conosciuta per il suo pane; il paese custodisce i segreti del "pane pintau" o "pane e coia", il cosiddetto pane bianco per i matrimoni, dalle arcaiche forme come "s'appintau a mossiu", "su caboniscu" , Su "pane e gida" il pane della settimana, che consumano tuttora i pastori quando sono in campagna, e anche la gente comune, da cui si ricava su "pane incasau" e su "pane frittu", mentre "su pane 'e inu cottu", detto anche "panini cottu" unico e particolare è realizzato più come un dolce per occasioni di festa, oltre a quelli più comuni.

 

In ogni casa del paese c'è il forno a legna e da esso si sfornano anche i dolci tipici quali is pabassinasa, is pardulasa, is amarettusu e su gattò "gatheau".


Nella valle del Pardu vi sono coltivazioni di vigneti e oliveti dal quale si ricava il vino Cannonau, l'olio d'oliva e il miele amaro di corbezzolo mentre diversi pastori ancora oggi producono i loro tipici formaggi sardi, soprattutto pecorini di capra, "su cagliu", su "casu agedu" e su "fiscidu" o "casu e merca".


Il paese è molto apprezzato anche per la produzione del prosciutti e salami casarecci, e per un particolare tipo di acquavite "su Mescuru" o "Abbardente cun meli".



di Redazione 35