A spasso con Mestolo a Petilia Policastro (Crotone)


Testo e disegni di Nino Sergi -

 

Il paese di Petilia Policastro è posto tra i primi contrafforti del massiccio della Sila in provincia di Crotone. Il nostro Mestolo ci avverte che il capo dello stato, Giorgio Napoletano, con decreto del 28 febbraio 2011, le ha conferito il titolo di città. Le sue origini sono antichissime, la leggenda vuole che a fondarla fu Filottete, il mitico arciere greco. Reperti archeologici attestano che il territorio era abitato nella preistorica. Di epoca ellenistica è il rinvenimento di un piccolo edificio, in località Foresta, piccola frazione del comune.

 

 

Nel centro storico, di origini bizantine, sono presenti numerosi palazzi nobiliari seicenteschi e settecentesche, opera di famiglie spagnole mandate li dai grandi sovrani iberici per il controllo dei loro possedimenti. Tra loro, Mestolo, ci indica il palazzo baronale appartenuto alla famiglia Porpiglia, il palazzo Aquila, quello dei principi Filomarino e l’altro della famiglia Ferrari. Oltre ai palazzi antichi, il centro storico conserva belle ed artistiche chiese come la Matrice dedicata a San Nicola.


 

 

L’edificio sacro fu costruito, probabilmente, intorno alla metà del diciassettesimo secolo e si caratterizza per il prospetto principale asimmetrico, più sporgente su un lato del campanile al cui fianco sinistro figurano delle sculture in pietra che rappresentano i Santi Pietro e Paolo e l’Onnipotente. Tre portali in pietra, riccamente ornati con fregi, lesene e archi fanno da accesso all’interno che presenta un tetto con contro soffitto a botte e capriate in legno. Da contemplare sono il bel dipinto ad olio, di Antonio Giannetti della Visitazione, e due tele dell’artista Francesco Giordano della Pietà e di San Sebastiano.

 

 

La chiesa dell’Annunziata è la più grande del posto, ed ha una pianta a croce latina con navata centrale e cappelle laterali. Al suo interno custodisce la pregevole opera scultorea in marmo della scuola del Gagini; che rappresenta la Madonna con il Bambino. Un poco fuori il centro abitato, in un luogo naturalistico di estrema bellezza, tra querceti e castagneti si trova il santuario della Santa Spina che secondo la tradizione custodisce una spina che appartenne alla corona di Cristo. Infine il nostro amico cuoco ci porta a var visita alle grotte carsiche presente dei dintorni della città e in particolare quelle di San Demetrio, usate come dimora dai monaci bizantini.



di Redazione Calabria