Venosa (Potenza) tracce dell’antica Roma nel borgo medioevale


Comune di Venosa


In mezzo ad un’altopiano, circondata da numerose alture nell’area del Vulture, c’è Venosa, cittadina di oltre dodicimila abitanti in provincia di Potenza, che fa parte dell’Associazione dei “Borghi più belli d’Italia”.


Tra le sue particolarità va annoverato un impianto urbano del suo centro storico che ha conservato quasi totalmente le sue caratteristiche medioevali, senza costruzioni moderne, mantenendone anche l’atmosfera.

 

La città è di probabile fondazione sannita, cui succedettero poi i romani, che vi trasferirono oltre ventimila coloni istituendovi un Senato, leggi di interesse locale ed una cinta muraria, fornendole grande importanza, per la sua posizione strategica sulla via Appia nell’area lucana e dove nacque il poeta latino Quinto Orazio Flacco.


 

Questa sua centralità su una strada che congiungeva Roma con Brindisi, porto principale per l’Oriente, è probabilmente anche il motivo che ha condotto a Venosa pochi decenni dopo Cristo una folta colonia ebraica, probabilmente la più antica d’Italia, che si integrò perfettamente con la popolazione locale.

 

Infatti non fu edificato un quartiere ebraico e la collina della Maddalena, appena fuori le mura fortificate, raccoglie nelle sue cavità sia le sepolture della popolazione ebrea sia quelle degli abitanti cristiani.

 

In epoca medioevale Venosa fu un importante centro commerciale cerealicolo e di traffici mercantili e la sua posizione strategica fu oggetto di lotte e guerre di conquista.

 

A cavallo del millennio arrivano nel territorio i monaci greci che fondano il monastero di San Nicola di Morbano; nel corso del periodo feudale il borgo venne infeudato e vi si costruì un castello cul posto di quello longobardo preesistente e che successivamente diventerà convento dei frati Agostiniani cui succedettero i i Salesiani ed infine i Padri Trinitari che lo abitano ancora oggi, dopo un intervallo in cui viene governato dal Sovrano Ordine Militare Gerosolimitano dei Templari, poi Cavalieri di Malta.

 

E’ della stessa epoca la costruzione in città del complesso della Santissima Trinità, il monumento storico più importante di Venosa ed il monastero monacale di San Benedetto.

 

In epoca rinascimentale il borgo venne nuovamente infeudato dagli Angioini, che vi daranno nuovo impulso urbanistico e costruirono un nuovo castello e la nuova cattedrale di Sant’Andrea.

 

I secoli successivi videro Venosa occupata dagli Aragonesi, che la portarono alla distruzione economica e sociale, anche in seguito ad una forte pestilenza.

 

Con la fine del feudalesimo anche la città lucana si avvia a vivere la storia del resto d’Italia, passando per il risorgimento col fenomeno del brigantaggio, le guerre del XX secolo, fino ai giorni nostri.

 

Castello_Venosa

 

Tra le vestigia del passato, Venosa annota il quattrocentesco Castello di Pirro del Balzo, la contemporanea Cattedrale di Sant’Andrea, nella cui facciata sono incastonati sarcofagi con iscrizioni romane.

 

Il complesso della Santissima Trinità è uno dei monumenti più interessanti dell'Italia meridionale, edificata su un preesistente tempio pagano in età paleocristiana, mentre quella chiamata “l’Incompiuta”, iniziata probabilmente nel periodo a cavallo del millennio, attaccata ad una basilica più antica che doveva sostituire, è rimasta appunto “incompiuta” senza la copertura.

 

Nel centro storico del paese è presente la casa di Quinto Orazio Flacco, un edificio romano che comprende anche l’impianto termale, con una facciata in mattoni a legatura reticolata e l’ingresso con accanto un bassorilievo.

 

Notevole è anche il percorso archeologico, collegato alla frequentazione romana del territorio, con l’anfiteatro e le terme con i forni, i bagni freddi, le vasche di acqua calda, il tepidarium, la sauna, le pavimentazioni a mosaico.

 

Tra gli edifici civili troviamo a Venosa il seicentesco Palazzo Calvini, il Palazzo del Balì, abitato dai Cavalieri Templari, il cinquecentesco Palazzo De Luca e quello del Capitano, di stampo seicentesco, con balcone barocco in ferro battuto, situato sui margini del vallone del Ruscello.


Altri interesaanti edifici d’epoca sono Palazzo Veltri, di metà settecento, i seicenteschi Palazzo Lauridia, Palazzo Santangelo, Palazzo Altruda e Palazzo Frusci del settecento e l’ottocentesco Palazzo Rapolla.

 

Tante le manifestazioni che si organizzano a Venosa, sia legate a ricorrenze religiose locali e nazionali, sia di natura folkloristica e culturale; tra queste spicca «Certamen horatiarum» una gara di traduzione e commento storico-letterario delle opere di Orazio come anche la Festa della Vendemmia dove il vino gioca il ruolo da protagonista, oppure la Sagra delle "Ciammarichidd", le Lumachelle

 

La tradizione agricola del territorio si esplicita nelle prevalenti coltivazioni a vigneti e oliveti del territorio e nella produzione del vino Aglianico del Vulture Doc e dell’olio extravergine d’oliva Dop.

 



di Redazione 35