Bormida (Savona) lo Smeraldo Verde d’Italia


Nell’entroterra savonese, in un territorio caratterizzato da vallate e monti, c’è Bormida, piccolo borgo di circa quattrocento abitanti la cui peculiarità è di essere il comune più boscoso della Liguria, con diverse località di grande interesse naturalistico.

 

Il territorio è stato sicuramente abitato fin dall’antichità da popolazioni Liguri; nel corso dei secoli le vallate sono state successivamente occupate dai romani ed assalite dai pirati saraceni; le diverse borgate si formarono solo dopo il X secolo, grazie ai monaci dell’Abbazia di Fornelli.

 

In epoca medioevale il borgo fu un dominio dei marchesi Del Carretto che governò sul territorio per secoli; nel seicento il paese conobbe un certo periodo di sviluppo, con la costruzione di alcuni opifici e la realizzazione di una strada carrozzabile di fondovalle detta “via della Regina” e inaugurata dalla regina Margherita Teresa di Spagna in viaggio per Vienna.


 

La Repubblica di Genova, i francesi bonapartisti ed il Regno di Sardegna ne furono in successione gli occupanti, fin quanto, con l’Unità d’Italia, anche Bormida seguì il corso della storia di questo pezzo del Bel Paese.

 

Bormida

 

Il borgo si trova immerso nel verde dei suoi rigogliosi boschi di castagno che digradano verso l’alto nel verde più tenue delle faggete del Colle del Melogno che gli han meritato l’aggettivo di “Smeraldo Verde d’Italia”, con una superficie boscata pari al 96% del territorio.

 

Nel piccolo borgo medioevale sono presenti alcuni edifici religiosi, come la duecentesca chiesa parrocchiale di San Giorgio, l’ex oratorio della confraternita di Maria Maddalena, edificato nel 1600, come la cappella della Madonna del Carmine.


Corcondato da un ampio parco naturale, nella vicina località Piano Soprano c’è il Palazzo “La Ferriera”, il cui nome indica la principale attività manifatturiera locale tra il seicento e l’ottocento.


Nella località Ronco di Maglio, invece, sono presenti tracce delle antiche trincee realizzate a fine settecento dalle truppe francesi di Napoleone Bonaparte durante la prima Campagna d’Italia.


In alto sopra il paese, tra i tanti sentieri che si inerpicano sulle verdissime foreste, c’è un posto conosciuto come “la Zampa del Rolando”, una roccia panoramica dalla quale si gode una vista stupenda sul mare da una parte e sull’entroterra della valle del Bormida dall’altro.


Le diverse frazioni del piccolo comune si ergono sui fianchi dei monti, silenziosi, incontaminati, fuori dal tempo, con le loro fontane, i loro tetti rossi, le cappelle votive, qualche antica rocca ed i piccoli oratori.


Le principali risorse locali provengono dall'agricoltura e dai suoi prodotti naturali; il taglio del legname del bosco e la lavorazione del legno sono ancora oggi le attività prevalenti, assieme ad alcune altre attività come la coltivazione di cerali nelle poche aree che lo permettono.


Anche l’allevamento e la produzione casearia ha un certo rilievo, così come le attività legate alla raccolta dei frutti del bosco, in particolare castagne e funghi, che sono protagonisti delle varie feste e sagre organizzate a Bormida e nelle sue frazioni nel corso dell’anno.



di Redazione 35