“I Paesi del Pane” della Sardegna di Nord Ovest: Olmedo, Ittiri, Banari, Thiesi


STL Sardegna Nord Ovest


Testo di Andrea Di Bella

 

Olmedo, Ittiri, Banari, Thiesi -


A Olmedo, il pane riveste un ruolo fondamentale come testimoniano diverse iniziative, quali la Mostra e il Presepe di Pane, che da anni celebrano questo alimento. Qui esistono numerose tipologie di pane, dalle forme uniche ed originali, in cui si distinguono quelli a pasta morbida e a pasta dura.

 

Tra i primi: “sa covazza”, soffice focaccia; “su pane oltadu in telu”, di forma allungata, fatto lievitare su appositi teli che ricoprono i pani, a lunga conservazione; “su pane coccu”, di uso quotidiano; “su ferru ‘e caddu”, prodotto con semola di grano duro; “su pane russu”, con crosta e mollica compatta, in diverse fogge. Un pane legato alle ricorrenze è “su cotzulu de s’ou”, al tempo di Pasqua. Tra i pani artistici “pane fioridu”, così denominato per i motivi floreali.



Diversi sono i motivi che meritano una visita a Ittiri, ma uno tra i più importanti è quello per assaggiare “su cola-cola”. Si ricava con l’impasto di pasta madre, semola fine e finissima, cruschello, acqua e sale. Ha forma della focaccia ed è morbido e spugnoso. Ottimo è tostato nel camino per accompagnare una succulenta salsiccia arrosto.

 

 

 Nelle vicinanze c’è Banari che sicuramente oltre a visitare il noto museo d’arte potrete assaggiare “sos bullettes”. Pane che si ricava con l’impasto di pasta madre, semola fine, acqua e sale. E’ un pane molle ed elastico, dalla forma rotonda che accompagna a meraviglia le grigliate di maiale.


I popoli antichi, come egiziani, fenici e cretesi che con i nuragici avevano continui rapporti e scambi, conoscevano tecniche modernissime in materia di panificazione, usavano il lievito e cuocevano il pane nel forno. Diverse erano le varietà di pane conosciute a quel tempo, si facevano pane per riti magici e liturgici, focacce dalla forma umana o animale e marchiate con appositi timbri. Si facevano focacce con una decorazione a cerchio, pani triangolari, a forma di dischi, bombati, conici o a spirale o ripieni.

 

Pensando a questi tipi di pane non si può non pensare a “su cabude” e perciò passiamo a Thiesi per assaggiare questa favolosa preziosità. L’impasto è di semola di grano duro, pasta madre e strutto. Appena tiepido accompagna meravigliosamente pecorini freschi e stagionati.

 

E’ un pane rituale che veniva preparato dalle famiglie dei pastori (pastores) che lo facevano la notte di Capodanno e da quelle contadine (massaios) che lo facevano all’Epifania (paskinunti). “Su cabude” assumeva forme grandi e piccole a seconda dell’età dei componenti della famiglia. Il pane grande del capo famiglia, veniva spezzato, a scopo propiziatorio, sulla testa del figlio maschio più piccolo.



di Andrea Di Bella