La strada di Don Camillo: da Roccabianca (Parma) a Brescello (Reggio Emilia): I Protagonisti


 

I protagonisti di una storia (quasi) vera


Don Camillo Tarocci
, è un personaggio letterario creato da Giovannino Guareschi  uno degli scrittori italiani più tradotti in assoluto, nonché fra i più venduti nel mondo: oltre 20 milioni di copie.  Don Camillo è protagonista in una serie di racconti nei quali il prete è il parroco di un piccolo paese in riva al Po, il fantastico Ponteratto, identificato poi nelle trasposizioni cinematografiche nel vicino comune di Brescello, nella Bassa Reggiana, un ambiente che Guareschi definisce Mondo Piccolo, idealmente paradigmatico della realtà rurale italiana del dopoguerra.

 

La maggior parte degli episodi di don Camillo inizialmente vedono la luce sul settimanale umoristico Candido, fondato, insieme con Giovanni Mosca, dallo stesso Guareschi. Molti dei 347 racconti del Mondo Piccolo, pubblicati sia sul Candido sia su altri quotidiani e riviste, sono stati raccolti in seguito in otto libri.


 

 

Il suo personaggio è basato sullo storico prete cattolico don Camillo Valota, partigiano della seconda guerra mondiale e detenuto nei campi di concentramento di Dachau e Mauthausen  e sulla figura di don Ottorino Ravighi, parroco di Polesine Parmense conosciuto personalmente da Guareschi.

 

Il suo antagonista è il sindaco comunista del paese, l'agguerrito Peppone, diviso tra il lavoro nella sua officina e gli impegni della politica. Considerato a volte  molti equidistante politicamente da luoghi comuni, si considerava in diverse sue affermazioni, un reazionario, anticomunista ma non fascista e non antifascista.

 

Il personaggio divenne molto noto al grande pubblico italiano e francese proprio per la riuscita riduzione cinematografica. Il don Camillo di Guareschi non ha l'aria del mite pretino appena uscito dal seminario: viene anzi descritto come un prete gigantesco, con le mani grosse, i piedi taglia 45, un "tipo di diretto al mento capace di abbattere un bue, ammesso che un bue abbia un mento", e che spesso ricorre alla forza fisica per risolvere questioni che a prima vista parrebbero irrisolvibili.

 

 

Don Camillo, irruento e sanguigno, non esita a risolvere a modo suo anche le discussioni più accese (facendo all'occorrenza roteare vorticosamente qualche panca) e parla direttamente col Cristo raffigurato nel crocefisso dell'altare, che gli risponde saggiamente in tutte le situazioni.



di Luisa Decò