Frignano (Modena): Il territorio


Di Giancarlo Lizzeri -

 

Un amico parigino, di recente mio ospite a Pavullo nel Frignano nel salutarmi prima di partire mi ha detto, con grande serietà: “spero che pochi scoprano il Frignano, così gente come me se lo può godere in santa pace”.

 

Un parigino, giramondo raffinato, ha sottolineato in questo modo l’antica maledizione di tante parti d’Italia: territori con forte carattere e personalità, dove ci sono cose belle e dove si produce buon cibo ma dove sembra mancare in modo marcato la capacità di “vendere” bene le bellezze e i prodotti del territorio stesso.

 

Monte Cimone visto dalle Scuderie Ducali


Questo è di sicuro il caso del Frignano, nome che da sempre in Provincia di Modena viene dato a gran parte dell’Appennino modenese. E’ una terra che non ha nulla di eccelso: nessun monumento eccezionale, nessun vino importante, nessuna cittadina rinomata, nessun panorama irripetibile. Eppure il Frignano è un territorio stupendo e, fuori dalla pianura modenese, è rimasto altrettanto stupendamente sconosciuto.



Il Frignano è composto da 10 comuni (alcuni dei quali, come Pavullo e Serramazzoni, di grandi dimensioni): Fanano, Fiumalbo, Lama Mocogno, Montecreto, Pavullo, Pievepelago, Polinago, Riolunato, Serramazzoni, Sestola. Questo è il Frignano in senso stretto, la parte centrale dell’Appennino Modenese. Restano fuori, ma non per noi, Zocca e Montese nell’oltre-Panaro verso Bologna nonché Frassinoro, Palagano e Montefiorino verso il reggiano.

 

Parco nel Frignano-ph-Fototorre


La storia abita da sempre da queste parti. Le origini celtiche del primo insediamento umano sistematico di queste zone fanno parte dell’orgoglio dei frignanesi ma non hanno ovviamente lasciato tracce rilevanti. 20 secoli fa i Romani percorrevano una strada non lontana dall’attuale strada statale 12 (da Lucca al Brennero passando per Abetone, il Frignano appunto, Modena, Ostiglia, Verona, Val d’Adige, Brennero) per andare in Germania.

 

A partire da 5 secoli fa i tedeschi l’hanno percorsa più volte per scendere a Roma. Matilde di Canossa ha lasciato tracce in più parti di questa terra. Pievi e chiese dall’ottavo secolo in poi sono sparpagliate in tanti punti: Renno, Coscogno, Montebonello, la Pieve di Santa Maria Assunta di Serramazzoni (forse la più bella, risale all’ottavo e nono secolo e fu donata appunto da Matilde di Canossa al vescovo di Modena/Nonantola nel 1108), la Chiesa di Rocca a Sestola. Il Castello di Montecuccoli, dove nacque Raimondo, domina oggi come ieri il percorso per chi proviene da sud verso il nord. Gli Estensi trasferitisi da Ferrara a Modena hanno costruito qui le loro residenze di montagna.

 

 Pavullo nel Frignano - Palazzo Ducale con parco-ph-Fototorre


Il Frignano è un territorio di montagna molto densamente insediato nella sua parte più a nord. Ognuno dei principali comuni si articola in moltissime frazioni, ciascuna delle quali ha una storia centenaria, i suoi ristoranti, il suo pane, i suoi salumi, il suo formaggio (questa è terra di parmigiano reggiano di montagna, ma anche di pecorini e caciotte), la sua carne, i suoi frutti di bosco, il suo miele, il suo croccante, ora anche i dolci e il cioccolato.

 

Per non parlare delle infinite versioni del tortellino, dei tortelloni, della tigella o crescentina, del borlengo. Il cibo è una tradizione dominante. Tutte le tradizioni possono essere considerate almeno in parte un limite. Non lo sono quando sono autentiche, e profondamente radicate: con il risultato che il cibo è sempre buono e quasi sempre a buon mercato.

 

 Trekking sull'Appennino-ph-Fototorre


Il Frignano è anche sport e natura. Le piste da sci del Cimone e del Cimoncino sopra Sestola vengono in primissima posizione, anche perché sono luoghi belli e freschi da visitare durante tutta l’estate. Tennis, bicicletta, mountain bike, cavallo, e infiniti percorsi a piedi sono sport sistematici e diffusi.

 

Esistono parchi importanti e zone di grande interesse per escursioni naturalistiche importanti: sul crinale appenninico il vastissimo Parco del Frignano (http://www.parcofrignano.it), a Pavullo la riserva di Sassoguidano (http://www.riservasassoguidano.it/), a Serramazzoni le cascate del Bucamante, i Sassi di Varana, le Cascate delle Borre, a Polinago i Bagni di Brandola (di acqua sulfurea).


La ricettività è la singola pecca rilevante. Per ora il Frignano è una riserva di caccia per modenesi che qui hanno le loro seconde case (e quindi non hanno bisogno di albergo), o dei modenesi che qui fanno la loro gita nel fine settimana (idem come sopra). Non vi è nulla o quasi oltre il tre stelle, anche se alcuni alberghi incominciano a rinnovarsi ex novo, ed alcuni BB ed agriturismi di gran livello incominciano a sorgere qua e là. Assenti, o quasi, anche posti per parcheggio roulotte.

  
I Comuni del Frignano sono tutti raggiungibili seguendo la statale 12
per l’Abetone. Per Sestola occorre prendere la SP 30 qualche km dopo Pavullo. Per Fanano e Sestola, tuttavia, la strada più rapida, per chi viene dalla pianura, è raggiungere Vignola, da lì prendere la fondovalle Panaro (SP4) che porta appunto a Fanano e da li proseguire lungo la SP 324 per Sestola.


Da Modena occorrono indicativamente 35 minuti per raggiungere Serramazzoni, 45 per Pavullo, un’ora per Fanano e un’ora e un quarto per Sestola.

 

 



di Redazione 1