La Val di Fiemme (Trentino): Magnifico Restauro del Palazzo


Apt Val di Fiemme
Via F.lli Bronzetti, 60 Cavalese - 38033 (TN)


 

Un ‘magnifico’ restauro restituisce il Palazzo ai cittadini di Fiemme - Riapertura del museo-pinacoteca 24 dicembre 2012 -

 

La sede storica della Magnifica Comunità di Fiemme, dopo un restauro durato sette anni, si presenta come uno spazio museale fra i più dinamici ed eleganti. Alla vigilia del Natale 2012 sarà definitivamente aperta, con un ritmico alternarsi di visite guidate in diverse lingue. Inoltre, la compagnia italo-francese “La Pastière” metterà in scena diverse visite teatralizzate, in collaborazione con l’associazione Sentieri in Compagnia e l’Apt Val di Fiemme.

 

Il laborioso restauro conservativo, progettato e diretto all’architetto Andrea Marastoni, rivela un piacevole equilibrio fra gli spazi espositivi. L’allestimento del museo è stato curato dalla storica dell’arte Chiara Felicetti, in collaborazione con l’architetto Alberto Felicetti, che ha proposto soluzioni innovative di notevole ingegno e qualità estetiche.


 

DAI DIPINTI DI UNTERPERGER ALLE SCRITTE DEI CARCERATI
Un’illuminazione discreta proietta geometrie luminose che esaltano la bellezza dei dipinti e degli affreschi. I capolavori della Scuola pittorica di Fiemme (fra cui quelli di Michelangelo, Cristoforo e Francesco Sebaldo Unterperger) sono 150.

 

Nelle prigioni i visitatori possono impugnare le torce per illuminare le scritte incise dai carcerati. Raffigurano azioni, pensieri, ricordi. Queste celle, nel Cinquecento, sono state anche le crudeli gattabuie in cui furono rinchiuse le così dette streghe di Cavalese.

 

IL PALAZZO DELLA MAGNIFICA COMUNITÀ DI FIEMME MUSEO-PINACOTECA

Cenni storici tratti da alcuni testi di Chiara Felicetti, Storica dell’arte, Curatrice dell’allestimento del Museo-Pinacoteca

 

La valle di Fiemme vanta anche uno straordinario passato storico per la presenza millenaria della Magnifica Comunità di Fiemme. Risale infatti al 1111 il primo riconoscimento ufficiale dell’esistenza della Comunità di Fiemme per mano del Vescovo di Trento Gebardo («cançelarius domini Enrici»), il quale nel mese di luglio del 1111 stipulò a Bolzano, con alcuni rappresentanti della valle, un accordo (noto come Patto gebardino dal nome del presule) in base al quale il vescovo, da un lato riconosceva e confermava l’autonomia politica, amministrativa e giuridica della valle di Fiemme, di cui evidentemente la stessa già godeva, nonché il libero e collettivo sfruttamento del suo territorio, dall’altro si riservava il diritto di inviare periodicamente in valle un gastaldione per amministrare la giustizia in sua rappresentanza e per incassare un tributo.

 

Il Patto gebardino dunque, che stabiliva privilegi da un lato, ma sanciva obblighi dall’altro, introdusse un primo ridimensionamento dell’autonomia degli scarii di tradizione gotica/longobarda, in particolare in materia di giustizia, garantendo alle autorità territoriali l’amministrazione della legge ordinaria, ponendola in capo allo Scario assistito dai suoi giurati (quattro di banco e dieci di consiglio), affidando al primo la custodia delle chiavi della locale prigione.

 

La peculiarità della storia di Fiemme, la cui autonomia, seppure attraverso trasformazioni, restringimenti, annacquamenti è stata strenuamente difesa per quasi un millennio, non scaturisce dalla natura del patto, formula peraltro estremamente diffusa in età medievale in tutto l’arco alpino e appenninico, ma dalla sua sopravvivenza, che ha creato un contesto di appartenenza storica e culturale che vive ancor oggi e dall’aver conservato pressoché integro il proprio territorio.

 

L’edificio in quanto sede della Comunità di Fiemme e il Museo Pinacoteca costituiscono da oltre un secolo, un binomio inscindibile. Quando nel 1901 l’ente avviò i primi restauri volti alla trasformazione di alcuni ambienti in uffici, diede avvio anche alla prima campagna d’acquisti di opere d’arte.


Il Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme, con la sua pinacoteca ed il suo archivio storico, insediatisi sulle vestigia dell’antico palazzo Vescovile, rappresenta per la ricchezza di contenuti, di storia, di tradizioni, per la spiccata identità tramandata alle popolazioni locali, la sede naturale, il luogo eletto, in cui continuare a tessere una lunga storia di straordinario significato civile ed umano.

 

INFO: Magnifica Comunità di Fiemme, tel. +39 0462 340365, www.mcfiemme.eu

 



di Fosca Maurizzi