Viaggio nell'olio extravergine d'oliva di Puglia: le olive pugliesi


Di Piero Intini - 

 

Le varietà di olive della nostra regione sono diverse ed il loro utilizzo trova ampio spazio, oltre che nella produzione di olio, anche nel consumo da tavola.

 

Nel foggiano, a partire dalla Capitanata, segnaliamo la presenza dell’Ogliarola Garganica e della Provenzale, cultivar da cui si ottengono oli con fruttati abbastanza persistenti ma nel complesso assolutamente armonici.

 

 

Nell’area del nord barese troviamo ancora l’Ogliarola o Cima di Bitonto, sebbene qui l’indiscussa regina sia l’incompresa Coratina, il cui olio è caratterizzato da un fruttato molto intenso; le tonalità di amaro e piccante sono piuttosto pronunciati al palato.


 

Questo prodotto, definito dagli esperti oltremodo salutare, è stato e continua ad essere commercializz

ato in maniera sconsiderata; paradossalmente, proprio a causa della sua caratteristica tonalità di amaro e piccante, è venduto per lo più all’ingrosso per essere tagliato e reso di uso comune anziché essere valorizzato e apprezzato per la sua straordinaria forza gustativa.

 

 

Nella terra di Bari sud e della Valle d’Itria, un’area che si protrae dalle coste dei paesi di Mola di Bari, Polignano e Monopoli e che sale fino alle colline della bassa Murgia di Castellana Grotte, Alberobello e Martina Franca, le cultivar principali sono la Cima di Mola, l’Olivastra e il Leccino; quest’ultima, utilizzata anche per la tavola.

 

Gli oli ottenuti in questa zona, che rappresenta il cuore della Puglia, vanno dai fruttati medi della parte costiera ai fruttati più intensi della zona collinare della Valle d’Itria.

 

Infine nelle provincie di Lecce e Brindisi le varietà Cellina di Nardò, Ogliarola, Frantoio, Leccino, Picholine lasciano il posto a oli con fruttati leggeri e gusto piuttosto delicato.

 

Il prossimo articolo:

L'oliva extravergine d'oliva di Puglia: le aree D.O.P., "Daunia".
 



di Redazione 1