Viaggio nell'olio extravergine d'oliva di Puglia: la regione uliveto d'Italia


Di Piero Intini - 

 

Comincia qui la prima tappa di un viaggio alla scoperta dell’alimento principe della dieta mediterranea, che trova “patria” in terra di Puglia, con una produzione annua di olio di oliva di oltre due milioni di quintali, pari al 35% di quella nazionale.

 

Il “tacco d’Italia”, vanta 365.000 ettari di superficie olivetata, pari al 15% del territorio regionale e all’8% di quella comunitaria.

 

 Un territorio solcato dalla presenza di ulivi che rendono scorci paesaggistici suggestivi in cui la linea d’orizzonte congiunge l’azzurro cielo del mediterraneo e le sempre verdi chiome di uliveti giovani, come di secolari.

 

 L’intera area regionale è suddivisa in base al disciplinare D.O.P.” che prevede cinque grandi circoscrizioni:


  •  
  • Daunia;
  • Terra di Bari;
  • Colline di Brindisi;
  • Terre Tarantine;
  • Terra d’Otranto.

 

Grazie alla particolare morfologia del territorio, i sistemi di impianto degli uliveti pugliesi, ad eccezione di quelli secolari, sono caratterizzati prevalentemente da sesti 5x5 o 7x7 dove il "sesto", sta a indicare la disposizione delle piante in metri.

 

Sono invece in fase sperimentale, le piantagioni a siepe, sistemi studiati e applicati in Spagna, Tunisia, Marocco e Australia, dal sesto 1,3-1,5x 4 metri e dai 1500/2000 alberi/ettaro di intensità.

 

 

I sistemi di raccolta più utilizzati sono la tradizionale raccolta manuale, ancora presente soprattutto in aree a bassa intensità, i sistemi di abbacchiatura a pettine, e i più efficaci scuotitori al tronco.

 

Da sottolineare il fatto che, la Puglia è tra le regioni con il più alto numero di D.O.P., olio extravergine di origine protetta.

 

 

Il prossimo articolo:

L'oliva extravergine d'oliva di Puglia: "le olive pugliesi".

 



di Redazione 1